Il report annuale sul cancro negli Stati Uniti, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, indica un aumento dei casi di tumori associati al papilloma virus (HPV), ponendo l’attenzione sull’importanza della  vaccinazione.

Il documento mostra che il tasso generale dei decessi associati all’HPV negli Stati Uniti sta diminuendo, così come l’incidenza di alcuni tumori causati dal virus, ma non tutti. Infatti, spiegano gli autori, stanno aumentando i casi di tumore orofaringeo e anale associati all’HPV.

Nel 2010, il 48,7% delle adolescenti americane tra i 13 e i 17 anni ha ricevuto almeno una dose del vaccino e il 32% ha ricevuto tre dosi. La copertura vaccinale era ulteriormente ridotta nelle ragazze della stessa età senza assicurazione sanitaria (14,1%). Nel sud degli Stati Uniti la percentuale delle adolescenti vaccinate era pari al 20% e in quest’area si registrava la più alta incidenza di tumori cervicali e uno scarso utilizzo del Pap test. Nello stesso anno, in Canada la copertura vaccinale era del 50-85% e nel Regno Unito e Australia del 70%.

Come riportato nel documento, le ragioni dello scarso utilizzo della vaccinazione in Usa sono molte, ad esempio le raccomandazioni inadeguate, i problemi riguardanti la rimborsabilità del vaccino e l’insufficiente sistema di recall per il completamento delle tre dosi. Inoltre, è stata riscontrata una forte differenza fra gli stati. Ad esempio, per almeno una dose del vaccino, la copertura vaccinale in Idaho nel 2010 era del 28,8%, rispetto al 73% in Rhode Island. Per le tre dosi del vaccino, la copertura vaccinale era rispettivamente del 17,6% e del 55,1% e del 47,4% in Alabama e dell’87,1% nel New Hampshire.

Comunque, tra il 2008 e il 2010 la copertura vaccinale è aumentata, in generale, nella maggior parte degli stati del 14,1%. Nel 2010 venivano vaccinate prevalentemente le adolescenti, ma dal dicembre 2011 la vaccinazione è raccomandata anche per i ragazzi.

Nel 2009, i tumori associati all’HPV rappresentavano il 3,3% di tutti i casi di cancro nelle donne e il 2,0% di tutti i tumori negli uomini. I tumori cervicali rappresentavano il 32,7% di tutti i casi di cancro associati all’HPV in generale e il 53,4% di tutti i tumori associati all’HPV nelle donne.
I tumori orofaringei rappresentavano il 78,2% di tumori associati all’HPV negli uomini e l’11,6% di tutti i tumori associati all’HPV nelle donne. In generale, questi tipi di cancro rappresentavano il 37,3% di tutti i tumori associati all’HPV.

In Australia, spiegano gli autori, dove la copertura vaccinale è del 70%, la vaccinazione contro l’HPV nelle adolescenti ha ridotto di più del 90% l’incidenza di verruche ano genitali nelle donne ma anche nei giovani eterosessuali (>80%) e negli eterossessuali adulti, sia uomini che donne. Questi dati dimostrano l’efficacia della vaccinazione nel ridurre le patologie associate all’infezione da HPV e sottolineano la necessità di vaccinare allo stesso modo tutte le persone per le quali la vaccinazione è indicata, indipendentemente dallo stato socioeconomico o dalla razza di appartenenza.

Comunque, aggiungono gli esperti, è troppo presto per valutare gli effetti della vaccinazione anti HPV sul cancro all’orofaringe. Per, ora, la vaccinazione non ha dimostrato di ridurre l’incidenza dei tumori della testa e del collo. Ad oggi, è possibile dimostrare l’associazione tra i tumori orali e i genotipi di HPV 16 e 18. Siccome questi genotipi sono contenuti nel vaccino, in futuro, molto probabilmente saremo in grado di dimostrare l’associazione tra la vaccinazione e la riduzione dell’incidenza di questi tipi di cancro.

Come spiegato dagli autori, l’aumento dell’incidenza dei tumori dell’orofaringe potrebbe derivare dalle infezione avvenute negli anni ‘50-‘60 durante il boom demografico. Oggi queste persone, infettate anni fa, sviluppano il cancro. La vaccinazione non ha lo scopo di aiutare questa popolazione ma, piuttosto, di aiutare le future generazioni a ridurre l’incidenza di questo tipo di tumori. L’efficacia del vaccino in questa indicazione non è ancora osservabile, in quanto questi tipi di tumori si sviluppano molto lentamente.

Comunque, il fatto che i tumori orali si sviluppano prevalentemente negli uomini, rispetto alle donne (2-3:1) dimostra l’importanza della vaccinazione anche nel sesso maschile.

Nonostante le disparità esistenti negli Stati Uniti, il tasso generale del tumore cervicale si è ridotto significativamente dopo l’introduzione del Pap test. Comunque, non è ancora possibile stabilire se la vaccinazione sia in grado di ridurre ulteriormente l’incidenza della malattia.

Ahmedin Jemal et al.,  Annual Report to the Nation on the Status of Cancer, 1975–2009, Featuring the Burden and Trends in Human Papillomavirus (HPV)–Associated Cancers and HPV Vaccination Coverage Levels,  JNCI J Natl Cancer Inst (2013) doi: 10.1093/jnci/djs491
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