Oncologia-Ematologia

HPV, nuovo vaccino nonavalente non inferiore al quadrivalente

Il nuovo vaccino nonavalente di Merck (Gardasil-9) contro il papillomavirus umano (HPV) è sicuro ed efficace nel prevenire le infezioni e le malattie legate ai cinque ceppi di HPV non colpiti dal vaccino quadrivalente (Gardasil). La dimostrazione arriva da uno studio multicentrico internzionale di fase IIb-III, il Broad Spectrum HPV Vaccine Study, appena pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Inoltre, il vaccino nonavalente, approvato a metà gennaio dell’Fda, ha mostrato risposte anticorpali comparabili a quelle del vaccino quadrivalente anche contro i quattro ceppi di HPV bersaglio del vaccino quadrivalente.

Il Broad Spectrum HPV Vaccine Study, coordinato da Elmar Joura, del dipartimento di ostetricia e ginecologia dell'Università di Vienna, è un trial randomizzato e in doppio cieco in cui si è cercato di valutare l'efficacia del nuovo vaccino nonavalente contro l'HPV. Questo nuovo vaccino copre contro gli stessi quattro ceppi di HPV del vaccino quadrivalente - 6, 11, 16 e 18 - più altri cinque ceppi - 31, 33, 45, 52 e 58 - anch’essi tutti potenzialmente oncogeni. Di recente, infatti, l’International Agency for Research on Cancer ha aggiornato l’elenco dei tipi di HPV che possono causare il cancro, includendo i ceppi 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58 e 59.

L'analisi ha incluso 14.215 donne di età compresa tra 16 e 26 anni (età media 22 anni). Le partecipanti sono state immunizzate per metà con il vaccino nonavalente e per metà con quello quadrivalente con una serie di tre iniezioni intramuscolari. La seconda iniezione è stata somministrata dopo 2 mesi dalla prima e la terza dopo 6 mesi.

Nel complesso, in ognuno dei due gruppi si è registrata un’incidenza di malattie vaginali, vulvari o cervicali di alto grado pari a 14 casi per 1000 anni-persona.

Quando i ricercatori hanno escluso i dati relativi alle partecipanti che avevano già un’'infezione da HPV al basale, l’incidenza di malattie vaginali, vulvari o cervicali di alto grado è  risultata pari a 2,4 casi per 1000 anni-persona nel gruppo trattato con il vaccino nonavalente e 4,2 casi per 1000 anni-persona in quello trattato con il vaccino quadrivalente, differenza che si traduce in una riduzione del rischio pari al 42,5% (IC al 95% 7,9-65,9) nel gruppo trattato con il vaccino nonavalente.

Nelle partecipanti che al basale non avevano alcuna infezione da HPV, il vaccino nonavalente ha mostrato un’efficacia del 100% (IC al 95% 70,4-100) contro i nove ceppi virali in esso contenuti e del 19,7% (IC al 95% -34,5 a 52,5) contro altri ceppi di HPV non inclusi nel vaccino.

Nel gruppo trattato con il vaccino nonavalente si è registrato un solo caso di malattia di grado elevato correlata ai ceppi HPV 31, 33, 45, 52 o 58 contro 30 nel gruppo vaccino trattato con il vaccino quadrivalente (differenza corrispondente a una riduzione del rischio del 96,7%; IC al 95% 80,9-99,8).

Inoltre, il vaccino nonavalente si è dimostrato non inferiore al vaccino quadrivalente anche nei confronti dei ceppi 6, 11, 16 e 18, cioè quelli coperti dal vaccino quadrivalente. Il titolo geometrico medio di non inferiorità è risultato pari a 0,8 per l’HPV-11 (IC al 95% 0,77-0,83), 1,02 per l’HPV-6 (IC al 95% 0,99-1,06), 0,99 per l’HPV-16 (IC al 95% 0,96-1,03) e 1,19 per l’HPV-18 (IC al 95% 1,14-1,23).

Dal punto di vista della sicurezza e tollerabilità, da segnalare che le reazioni avverse nella sede dell’iniezione sono risultate più frequenti nel gruppo trattato con il vaccino nonavalente (90,7% contro 84,9%). Tuttavia, gli eventi avversi sistemici - i più comuni dei quali sono stati cefalea, febbre, nausea, vertigini e affaticamento – si sono verificati in una percentuale di pazienti paragonabile in ciascun braccio (55,8% contro 54,9%).

"I risultati di questo studio dimostrano che la somministrazione profilattica del vaccino nonavalente anti-HPV ha prevenuto le infezioni e le malattie associate ai tipi di HPV contenuti nel vaccino" scrivono Joura e icolleghi, specificando, tuttavia, che l'effetto della vaccinazione sull’impatto del cancro resta da stabilire.

In un editoriale di compagnamento, Anne Schuchat, direttrice del National Center for Immunization and Respiratory Diseases dei CDC di Atlanta, scrive che, data l'efficacia della vaccinazione anti-HPV, occorre fare sforzi per migliorare la copertura vaccinale nelle adolescenti.

"Anche avendo a disposizione un altro vaccino HPV, che copre anche altri ceppi di HPV oncogeni, è necessario vaccinare una percentuale elevata di preadolescenti" avverte la Schuchat. "Altrimenti, tra decenni gli oncologi staranno ancora parlando di tumori associati all’HPV, con migliaia di nuovi casi ogni anno. Invece, mi auguro che in pochi decenni saremo in grado di raccontare a una generazione di donne adulte che non hanno mai avuto tumori o lesioni pre-cancerose associate all’HPV che, quando erano adolescenti, sono state protette da queste patologie con la vaccinazione anti-HPV” conclude l’esperta.

E.A. Joura, et al. A 9-Valent HPV Vaccine against Infection and Intraepithelial Neoplasia in Women. N Engl J Med. 2015;

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