Oncologia ed Ematologia

II^ Consensus "Innovation in Breast Cancer - Regioni a Confronto". Un Policy Act per ridurre le disuguaglianze territoriali

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Presentato oggi all’Intergruppo Parlamentare Nuove Frontiere Terapeutiche nel Tumore della Mammella il Policy Act 2025, esito della II^ Consensus “Innovation in Breast Cancer - Regioni a Confronto”, che definisce le nuove linee strategiche per l’evoluzione del modello organizzativo delle Breast Unit e per la standardizzazione dei percorsi di diagnosi, cura e follow-up del carcinoma mammario.

Il ritardo del sistema sanitario nell’affrontare in modo omogeneo le problematiche ancora esistenti a livello territoriale nella gestione del tumore al seno e la lentezza nel recepire le innovazioni – come i test genetici di nuova generazione e le terapie personalizzate, oggi fondamentali per le pazienti – sono stati tra i principali temi affrontati dal Gruppo di Lavoro di 26 tra clinici, società scientifiche, rappresentanti istituzionali, associazioni pazienti, che hanno partecipato alla II^ Consensus “Innovation in Breast Cancer – Regioni a confronto”.

Nel corso dei 3 Tavoli Tecnici tenutisi nel 2025, sono emerse le aree di intervento strategico necessarie per rendere più omogeneo il sistema di presa in carico delle pazienti con tumore al seno, a partire dal rafforzamento delle Breast Unit come centri di riferimento multidisciplinare, all’omogeneità dei programmi di screening e revisione delle fasce d’età, all’adozione di tecnologie digitali e di intelligenza artificiale, all’accesso uniforme ai test molecolari e genomici (BRCA, NGS, biopsia liquida) con diretta connessione tra rimborsabilità dei test e dei farmaci associati.

Altrettanto centrali, la standardizzazione dei PDTA e del follow-up su base nazionale con linee guida aggiornate e protocolli differenziati per rischio, il potenziamento dei servizi di psico-oncologia e supporto integrato (nutrizione, fisioterapia, dermatologia) e l’utilizzo esteso del Fascicolo Sanitario Elettronico per garantire tracciabilità e continuità assistenziale.

Il Policy Act rappresenta la sintesi delle azioni che la Consensus auspica vengano realizzate per ridurre le disuguaglianze regionali e garantire a tutte le donne in Italia accesso equo, tempestivo e di qualità a test diagnostici, trattamenti oncologici e innovazioni terapeutiche.

Il documento sottolinea inoltre la necessità di giungere ad un coordinamento nazionale tra Ministero della Salute, Regioni, società scientifiche e associazioni pazienti, unitamente all’impegno dell’Intergruppo Parlamentare sulle Nuove frontiere Terapeutiche nei Tumori della Mammella che si auspica possa promuovere un monitoraggio annuale sull’attuazione delle misure e sull’impatto in termini di equità di accesso e qualità delle cure.


A guidare i lavori, il Professor Carmine Pinto, Direttore Struttura dell’Oncologia dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia, che a margine dell’evento ha commentato: - “Il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne, ma le differenze territoriali nell’accesso ai servizi e alle terapie rischiano di compromettere l’efficacia complessiva del sistema. Questo Policy Act rappresenta un passo concreto per colmare tali divari e promuovere un modello omogeneo, integrato e centrato sulla paziente”.

“Con il Policy Act 2025 – Regioni a Confronto sull’innovazione nella cura del tumore al seno, compiamo un passo concreto verso una sanità oncologica più equa, moderna e connessa.
L’obiettivo è garantire a tutte le donne, in ogni Regione, pari opportunità di accesso a cure di qualità, attraverso percorsi diagnostici e terapeutici omogenei, e l’evoluzione delle Breast Unit in veri e propri centri di eccellenza multidisciplinare.
La digitalizzazione dei dati clinici, l’utilizzo di test genomici e della biopsia liquida, insieme alla piena integrazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, rappresentano strumenti concreti per rafforzare la medicina di precisione e la sostenibilità del sistema.
Questo documento pone le basi per una rete oncologica nazionale più connessa, moderna e realmente centrata sulla persona.” – ha dichiarato l’On. Simona Loizzo a margine dell’incontro.

Il Prof. Giampaolo Bianchini, Responsabile patologia oncologica della mammella, Dipartimento di Oncologia medica, IRCCS Ospedale San Raffaele ha commentato: “Grazie al dialogo tra istituzioni e comunità scientifica, sono state tracciate e riassunte nel Policy Act linee guida condivise per garantire uniformità, qualità e continuità nei percorsi di diagnosi, trattamento e follow-up. Le tre priorità identificate, riduzione delle disuguaglianze regionali, monitoraggio costante dei tempi di intervento e valorizzazione dei servizi di supporto integrato, dalla psico-oncologia alla fisioterapia, insieme all’innovazione tecnologica e organizzativa, dovranno essere elementi trainanti del motore di una sanità pubblica sempre più inclusiva e proiettata verso il futuro.”

Pienamente coinvolte nei lavori della Consensus e nella presentazione odierna, le Associazioni Pazienti, rappresentate da Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia, che ha ribadito il loro “ruolo centrale nel percorso di cura, ricordando che hanno l’onore e l’onere di affiancare le donne, i clinici e i medici nel garantire un approccio realmente trasversale, condiviso e omogeneo sul territorio. L’ampliamento dello screening a fasce di età più ampie è inoltre un obiettivo che molto può impattare, attraverso la prevenzione, sui costi per il SSN e un impegno verso tutte le donne, a prescindere dal momento della vita che stanno attraversando.»

La Consensus è stata coordinata da Ladies First e supportata con contributo non condizionante di AstraZeneca, Daiichi-Sankyo, Guardant Health, Menarini Stemline, Pfizer.

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