Imatinib intermittente efficace nella leucemia linfoblastica acuta

Oncologia-Ematologia
La somministrazione intermittente di imatinib in aggiunta alla chemioterapia standard aumenta la sopravvivenza dei pazienti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) Philadelphia positiva (Ph +).

Dai risultati di uno studio condotto recentemente da un gruppo di ricercatori italiani è emerso che imatinib conferisce una sopravvivenza a 5 anni nel 40% dei casi, un dato quasi doppio rispetto a quello ottenuto con i trattamenti precedenti  la disponibilità del farmaco.
Secondo i clinici, i pazienti che ricevono imatinib in combinazione con la chemioterapia standard presentano un rischio minore di fallimento precoce della terapia e hanno una probabilità maggiore di raggiungere le condizioni tali da permettere il trapianto di cellule staminali allogeniche.

Per valutare i vantaggi a lungo termine della terapia con imatinib, il Dr. Renato Bassan e colleghi degli Ospedali Riuniti di Bergamo hanno confrontato gli out come a 5 anni di pazienti trattati con imatinib in combinazione con la chemioterapia standard rispetto ai dati storici di pazienti cui era stata somministrata la sola chemioterapia.

Un totale di 59 pazienti (92%) che hanno ricevuto 600mg /gg di imatinib per sette giorni a partire da tre giorni prima dell'inizio della chemioterapia e 35 pazienti (80,5%) che hanno ricevuto la sola chemioterapia hanno ottenuto la remissione completa della malattia (p=0,005). Inoltre, le percentuali di pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali sono risultati superiori nei pazienti che avevano ricevuto imatinib (63% vs 39%, p = 0,04).
A 5 anni dalla fine del trattamento era ancora in vita e in remissione completa il 41% dei pazienti che avevano ricevuto imatinib e il 14% di quelli che avevano ricevuto la sola chemioterapia (p = 0,037).

La probabilità di sopravvivenza globale a cinque anni è stata di 0,38 nei pazienti che hanno ricevuto imatinib, contro lo 0,23 del gruppo di controllo (p = 0,009). I pazienti nel gruppo imatinib hanno avuto inoltre una minore incidenza di recidiva (p = 0,005).

R. Bassan et al.; Chemotherapy-Phased Imatinib Pulses Improve Long-Term Outcome of Adult Patients With Philadelphia Chromosome-Positive Acute Lymphoblastic Leukemia: Northern Italy Leukemia Group Protocol 09/00 ; Journal of Clinical Oncology, 10.1200/JCO.2010.28.1287