Nei pazienti oncologici che presentano ipercalcemia neoplastica persistente nonostante il trattamento con bifosfonati per via endovenosa, denosumab sembra rappresentare una valida opzione terapeutica. Lo suggeriscono i risultati di uno studio multicentrico internazionale, di fase II, pubblicato da poco sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, organo ufficiale della Endocrine Society.

In questo trial, in aperto e a braccio singolo, i ricercatori hanno valutato gli effetti del trattamento con denosumab in 33 pazienti che avevano un tumore in stadio avanzato e una ipercalcemia neoplastica resistenti al trattamento con bisfosfonati per via endovenosa o ricaduti dopo tale trattamento.

L’ipercalcemia neoplastica è un’emergenza metabolica caratterizzata da un aumento marcato della calcemia, conseguenza di un incremento della mobilizzazione del calcio dallo scheletro, associato a un calo dell’escrezione di calcio a livello dei tubuli renali. La presenza di questa condizione nei pazienti è indice di prognosi sfavorevole.

Nello studio, la resistenza al trattamento coi bifosfonati è stata definita come una la presenza di livelli di calcio sierico corretti > 12,5 ng/dl nonostante un trattamento con bifosfonati nel periodo compreso tra 7 e 30 giorni prima.

I partecipanti sono stati trattati con denosumab 120 per via sottocutanea mg nei giorni 1, 8, 15, e 28 e poi una volta ogni 4 settimane.

Gli autori li hanno quindi sottoposti a prelievi ematici per analizzare i livelli di calcio sierico corretti e altri parametri ematochimici nei giorni 1, 2, 4, 8, 10, 15, 19, 23 e 29, poi ogni settimana fino al giorno 57 e poi una volta al mese fino alla conclusione dello studio.

L'endpoint primario del trial era la percentuale di risposta a denosumab, definita come il raggiungimento di una concentrazione di calcio sierico corretta ≤ 11,5 mg/100 ml entro 10 giorni dall'inizio della terapia con denosumab.

Dopo 10 giorni dall’inizio dello studio, 21 pazienti (il 64%) hanno raggiunto risposto al farmaco, raggiungendo livelli di calcio sierico corretto ≤ 11,5 mg/dl e 12 (il 33%) hanno raggiunto livelli di calcio sierico corretto ≤ 10,8 mg/dl.

Entro la fine dello studio, 23 pazienti (il 70%) dei pazienti hanno raggiunto livelli di calcio sierico corretto ≤ 11,5 mg/dl e 21 (il 64%) hanno raggiunto livelli di calcio sierico corretto ≤ 10,8 mg/dl.

La durata mediana della risposta è stata stimata in 104 giorni, mentre nel 15% dei pazienti si è osservato un peggioramento dell’ipercalcemia e il 9% ha manifestato dispnea. Invece, non si è osservata alcuna tossicità renale e non sono emersi segnali nuovi e inaspettati relativamente alla sicurezza del farmaco, rispetto al suo profilo già noto.

Sulla base di questi risultati, i ricercatori concludono che denosumab può rappresentare una nuova opzione terapeutica per i pazienti con ipercalcemia neoplastica che non rispondono adeguatamente alla terapia con bifosfonati endovena

"La percentuale di risposta, la percentuale di risposta completa e la durata prolungata della risposta osservate in questo studio sono degne di nota, perché i pazienti arruolati non avevano risposto alla terapia con bifosfonati o avevano avuto una recidiva nei 17 giorni precedenti l’arruolamento" osservano gli autori nella discussione, aggiungendo che tipicamente questi pazienti avrebbero poche opzioni terapeutiche a disposizione”.

MI Hu, et al. Denosumab for Treatment of Hypercalcemia of Malignancy. J Clin Endocrinol Metab. 2014;99:3144-52; doi. http://dx.doi.org/10.1210/jc.2014-1001.
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