In un trial di Fase III denominato studio 024,  ipilimumab, anticorpo monoclonale di nuova generazione sviluppato da Bristol-Myers Squibb, somministrato in combinazione con la chemioterapia ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza generale di pazienti naive con melanoma in fase metastatica rispetto alla sola chemioterapia.

Lo studio ha confrontato l’efficacia di 10mg/kg di ipilimumab più chemioterapia a base di dacarbazina, rispetto alla sola chemioterapia in pazienti con melanoma non resecabile di stadio III e IV. I dati completi dello studio saranno presentati a giugno 2011 in occasione del meeting dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

In questi giorni, l’Fda sta decidendo sull’approvazione del farmaco basandosi sui risultati di uno studio denominato 020 in cui ipilimumab ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza del 34% in pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica rispetto a quelli trattati con un'altra terapia sperimentale, la vaccinazione peptidica. La decisione dell’Fda è attesa per il 26 marzo.

Ipilimumab
Ipilimumab agisce al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un  meccanismo target che rimuove  i ‘blocchi' della risposta immunitaria antitumorale.
Il farmaco è un anticorpo monoclonale diretto contro il CTLA-4 (Cytotoxic T-Lymphocyte Antigen 4), un recettore appartenente alla superfamiglia delle Ig (immunoglobuline) espresso sui linfociti T CD4+ e CD8+ recentemente attivati. La presenza o meno del CTLA-4 può aumentare o sopprimere la risposta immunitaria mediata dalle cellule T che si scatena per contrastare la malattia. Ipilimumab è disegnato per bloccare l’attività del CTLA-4 e in questo modo sostiene una rispsota immunitaria dire4tta contro le cellule cancerogene.

Melanoma
Il melanoma è un tumore in constante crescita. Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità nel mondo vi sono ogni anno 132.000 nuove diagnosi. La sua incidenza è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altro tipo di cancro, ad eccezione delle neoplasie maligne del polmone nelle donne, con un aumento di 10 volte negli ultimi cinquant'anni, e un incremento annuo del 6% dagli anni Settanta. E cala anche l'età dei malati: colpisce persone giovani, infatti in più del 50% dei casi la diagnosi avviene entro i 59 anni.