Ipilimumab promettente nel melanoma delle mucose

L'inibitore del checkpoint immunitario PD-1 nivolumab in monoterapia e nivolumab in combinazione con l'inibitore del checkpoint immunitario CTLA-4 ipilimumab si sono dimostrate opzioni terapeutiche promettenti per i pazienti colpiti da un melanoma delle mucose in un nuovo studio presentato al congresso internazionale della Society for Melanoma Research (SMR) 2015, appena terminato a San Francisco.

L’inibitore del checkpoint immunitario PD-1 nivolumab in monoterapia e nivolumab in combinazione con l’inibitore del checkpoint immunitario CTLA-4 ipilimumab si sono dimostrate opzioni terapeutiche promettenti per i pazienti colpiti da un melanoma delle mucose in un nuovo studio presentato al congresso internazionale della Society for Melanoma Research (SMR) 2015, appena terminato a San Francisco.

Il melanoma delle mucose è un sottotipo raro ma aggressivo di melanoma, più resistente al trattamento rispetto al melanoma cutaneo, ha spiegato James Larkin, del Royal Marsden Hospital di Londra. In pazienti con un melanoma delle mucose in fase metastatica trattati con ipilimumab si sono osservate percentuali di risposta comprese tra il 7% e il 12%, una sopravvivenza libera da progressione mediana (PFS) compresa tra i 2,7 e i 4,3 mesi e una sopravvivenza globale (OS) mediana di 6,4 mesi.

Il lavoro presentato da Larkin e i colleghi al congresso è un’analisi combinata dei dati di sei studi su pazienti con melanoma metastatico trattati con nivolumab, ipilimumab o una combinazione dei due inibitori. Tra i 889 pazienti trattati, 86 pazienti con un melanoma delle mucose sono stati trattati con nivolumab, 36 con ipilimumab e 35 con la combinazione dei due farmaci

Circa un terzo dei pazienti con melanoma cutaneo e circa un quarto di quelli con melanoma delle mucose era PD-L1-positivo, ha spiegato l’oncologo.

Dopo un follow-up mediano che andava da 6 a 8 mesi, la PFS mediana nei pazienti con un melanoma delle mucose è risultata di 6 mesi con l'associazione e 3 mesi con i singoli agenti, mentre la PFS mediana nel gruppo affetto da un melanoma cutaneo è risultata un po’ superiore: 12 mesi con la combinazione, 6 mesi con nivolumab e 4 mesi con ipilimumab.

La percentuale di risposta complessiva (ORR) nei pazienti affetti da melanoma delle mucose è stata del 37% nel gruppo trattato con la combinazione, 23% in quello trattato con nivolumab e 8,3% in quello trattato con ipilimumab. La durata mediana della risposta non è stata raggiunta con la combinazione o nivolumab ed è risultata di 2,4 mesi con ipilimumab.

Circa l'85% dei pazienti che hanno risposto alla combinazione o a nivolumab stava ancora rispondendo alla terapia al momento dell’analisi. "La maggior parte di questi pazienti hanno risposto rapidamente e sono ancora in trattamento dopo circa un anno" ha riferito Larkin.

Analizzando i sottogruppi stratificati in base a età, sesso, ECOG performance status basale, stadio M all'inizio dello studio e livelli basali di LDH, la combinazione e nivolumab sono risultati superiori a ipilimumab in termini di PFS e ORR e "nella maggior parte dei sottogruppi la combinazione sembra essere superiore a nivolumab" ha detto l’autore.

Nei pazienti che sovraesprimevano PD-L1, la PFS mediana non è stata raggiunta con la combinazione ed è risultata di 12 mesi con il solo nivolumab e 3 mesi con il solo ipilimumab, mentre in quelli caratterizzati da una bassa espressione di PD-L1 la PFS è stata di 2 o 3 mesi in tutti e tre i gruppi di trattamento.

"Sia nel gruppo con melanoma delle mucose sia in quello con melanoma cutaneo, la combinazione di nivolumab e ipilimumab ha portato a una percentuale di risposta complessiva numericamente superiore rispetto al solo nivolumab, indipendentemente dall’espressione di PD-L1" ha spiegato Larkin.

L’oncologo ha anche riferito che il tipo e la frequenza degli eventi avversi correlati al trattamento sono stati generalmente simili nei pazienti con melanoma delle mucose e in quelli con melanoma cutaneo.

"Quest’analisi combinata” ha concluso Larkin “rappresenta il rapporto più ampio ad oggi disponibile sugli outcome di efficacia e di sicurezza dei pazienti con melanoma delle mucose trattati con una terapia anti-PD-1. Nivolumab combinato con ipilimumab ha sempre mostrato un miglioramento clinicamente significativo della PFS e dell’ORR rispetto al solo nivolumab o al solo ipilimumab e i risultati di efficacia sono stati coerenti nel sottogruppo di pazienti con un melanoma delle mucose e in quello con un melanoma cutaneo”.