Infusioni da 30 minuti di ipilimumab sembrano essere sicure quanto le infusioni di durata standard, cioè 90 minuti, per i pazienti con melanoma metastatico e altri tumori solidi, con "un’incidenza accettabilmente bassa di reazioni correlate all’infusione". Lo evidenzia uno studio appena pubblicato online sul sito del Journal of Clinical Oncology.

La dose approvata per ipilimumab è di 3 mg /kg infuso nell’arco di 90 minuti - una durata scelta volutamente per essere prudenti quando si è iniziato a usare quest’anticorpo monoclonale, ma non sulla base di alcun dato specifico di cui siamo a conoscenza" scrivono gli autori, coordinati da Parisa Momtaz, del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center (MSKCC) di New York.

"Ora, in virtù dell’ampia esperienza fatta con il farmaco, siamo in grado di rivalutare quest’indicazione" aggiungono i ricercatori.

In studi clinici recenti si è valutato un dosaggio più alto, 10 mg/kg, infuso in 90 minuti, spiegano Momtaz e i colleghi. "Abbiamo concluso che in questi pazienti, la dose standard di 3 mg/kg era stata somministrata nei primi 27 minuti. Ciò ha portato a pensare che anche la dose standard di ipilimumab, 3 mg/kg, potrebbe essere somministrata in tutta sicurezza in 30 minuti, il che potrebbe migliorare l’efficienza e la convenienza” del trattamento, sia per i pazienti sia per i centri che li assistono, scrive il gruppo.

Per verificare la correttezza di quest’ipotesi, Momtaz e i colleghi hanno valutato in modo retrospettivo l'incidenza delle reazioni correlate all’infusione tra i 595 pazienti trattati con il farmaco a entrambi i dosaggi (3 o 10 mg/kg) presso il MSKCC nell’arco di 5 anni (dall’1 aprile 2008 al 30 giugno 2013), concentrandosi sugli eventi avversi di grado 2 e 3, tra cui vampate di calore, brividi, prurito, rash, nausea, dispnea, tosse, broncospasmo, febbre, malessere, mal di testa, ipotensione, sudorazione, tachicardia e dolore.

In totale sono state fatte 2507 somministrazioni dell’anticorpo, in 457 pazienti con 3 mg/kg e in 138 con 10 mg/kg.

Anche se nel gruppo trattato con 10 mg/kg si è registrata un percentuale più alta di reazioni correlate all’infusione rispetto al gruppo trattato con 3 mg/kg - 4,3% contro 2,2% - la differenza non è risultata statisticamente significativa (P = 0,22).

L'approccio standard adottato presso il MSKCC è stato poi cambiato, abbreviando la durata dell’infusione e portandola a 30 minuti anziché 90.

La Momtaz e i colleghi hanno quindi valutato prospetticamente la reazioni correlate all’infusione nei 120 sottoposti a infusioni di ipilimumab 3 mg/kg da 30 minuti nei successivi 14 mesi.

L’incidenza delle reazioni correlate all’infusione in questo gruppo è stata del 5,8% (P = 0,06 rispetto all’infusione da 90 minuti), un dato paragonabile a quelli osservati in precedenza e considerato dagli autori "accettabilmente basso".

Queste reazioni sono state di solito di entità lieve o moderata (sei di grado 2 e una di grado 3), hanno risposto a subito alla somministrazione di difenidramina e/o di corticosteroidi e non sono mai state dose-limitanti. Inoltre, tutte si sono manifestate alla seconda somministrazione e tutti e sette i pazienti in cui si erano verificate hanno potuto fare l’infusione successiva, nella maggioranza dei casi con una premedicazione.

P. Momtaz, et al. Safety of infusing ipilimumab over 30 minutes. J Clin Oncol. 2015; doi: 10.1200/JCO.2015.61.0030.
leggi