Alcuni trial randomizzati hanno messo in evidenza come i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) riducano i polipi precancerosi, ma un nuovo studio appena presentato a Boston all’International Conference on Frontiers in Cancer Prevention Research suggerisce come l’impiego a lungo termine di questi farmaci sia in grado di ridurre la mortalità associata al cancro colon rettale.

I risultati di questo trial mostrano un basso rischio di cancro colon rettale nelle donne in postmenopausa che assumevano FANS per un lungo periodo rispetto a coloro che non assumevano FANS al momento dell’arruolamento.

In questo studio la Dott.ssa. Coghill e i suoi collaboratori hanno valutato l’effetto dell’utilizzo dei FANS sulla mortalità dovuta a cancro colon rettale in 160.143 donne, che avevano partecipato alla Women's Health Initiative (WHI) e al momento dell’arruolamento non presentavano cancro colon rettale. Complessivamente, al termine dei 2,4 dello studio, sono stati confermati 2.119 casi di cancro colon rettale e 492 sono state le donne decedute a causa di questo tipo di tumore.
Il trial fu interrotto precocemente nel 2002 a causa di un aumento dell'incidenza di tumore della mammella nelle pazienti che assumevano la terapia ormonale sostitutiva.

I ricercatori hanno indagato sulla morte dovuta a cancro colon rettale nella popolazione del WHI. Sono stati considerati nell’analisi sia l’aspirina sia i FANS.
L’uso di FANS al basale (tra cui aspirina, ibuprofene e altri farmaci) non associati a una riduzione della mortalità dovuta al cancro al colon retto (rapporto di rischio, [hazard ratio, HR] 0,93; intervallo di confidenza [IC] 95%, da 0,76 e 1,14). Invece, le donne che hanno riferito di utilizzare questi farmaci sia al basale sia dopo 3 anni mostravano una riduzione del 30% della mortalità per cancro al colon retto (HR, 0,72; 95% IC, da 0,54 a 0,95 ), comparata con le donne che non riportavano l’uso di antiinfiammatori non steroidei ad entrambi i tempi di studio.

Gli autori hanno notato che si ha una significativa riduzione della mortalità per le donne che aveva assunto FANS da almeno 10 anni quando erano state arruolate nel WHI rispetto a quelle che non erano solite all’uso di questi farmaci. Elevate dosi di FANS (maggiori di 325 mg. al basale) è associato con un basso tasso di mortalità.
Dai dati di oltre 10 anni di osservazione, gli autori hanno trovato che l’uso per almeno 10 anni riduce del 35 % il tasso di mortalità rispetto a donne che non assumono questi farmaci, un dato che ha raggiunto la significatività. Le donne che hanno usato  FANS per più di 5 anni hanno una riduzione della mortalità rispetto a chi non li usa ma sena raggiungere la significatività statistica.

In più, i risultati dall’analisi di sensibilità dimostra che l’uso prolungato di FANS prima della diagnosi, che comprende l’uso al tempo basale e a 3 anni, era significativamente associata alla riduzione della mortalità al colon retto (HR, 0,70; 95% IC, da 0,52 a 0,93)
Gli effetti collaterali non sono stati presi in considerazione in questa analisi, ma la Dott.ssa Coghill ha evidenziato che devono essere considerati gli effetti sul sistema cardiovascolare dovuti all’uso dei FANS, considerando rischi e benefici.

Vi è oramai una mole crescente di evidenze che suggerisce come i FANS possano esercitare un ruolo chemio protettivo. Ciò è particolarmente vero per il cancro del colon retto.

In un precedente studio era stato osservato che un basso dosaggio di aspirina (75 mg/die) per 1 anno  mostrava una riduzione del rischio (HR, 0,78) di cancro colon rettale rispetto ai controlli e l’effetto era migliore se si aumentava la durata di somministrazione.

Un follow-up osservazionale di uno studio di prevenzione di polipi con aspirina/folati mostrava una sostanziale riduzione nel rischio di adenoma colon rettale in pazienti che continuavano l’uso di aspirina per 3 anni. In aggiunta, l’effetto chemio preventivo dell’aspirina è rafforzato quando il farmaco viene usato almeno 4 giorni alla settimana.

Una meta-analisi di 4 studi clinici suggerisce che con una dose di aspirina da 81 a 325 mg/die per un follow-up medio di 33 mesi vi è un effetto protettivo da parte di questi farmaco: lesioni avanzate sono state trovate in 137 soggetti (12%) nel gruppo di controllo e 134 (9%) nel gruppo in trattamento con aspirina.

Anna E. Coghill et al. Tenth Annual American Association for Cancer Research (AACR) International Conference on Frontiers in Cancer Prevention Research.  Abstract A69. BOSTON