Oncologia-Ematologia

Le nuove armi per la lotta al cancro: medicina personalizzata e terapie agnostiche

Secondo i risultati della survey globale #PutCancerToTheTest, realizzata da Roche per indagare la conoscenza generale sulla profilazione genomica in oncologia e sull'approccio dei trattamenti agnostici ai tumori, l'84% degli oncologi ha parlato ai pazienti dell'importanza del test genomico, anche se persistono significative criticità di accesso ai test e alle terapie target. 

Secondo i risultati della survey globale #PutCancerToTheTest, realizzata da Roche per indagare la conoscenza generale sulla profilazione genomica in oncologia e sull’approccio dei trattamenti agnostici ai tumori, l’84% degli oncologi ha parlato ai pazienti dell’importanza del test genomico, anche se persistono significative criticità di accesso ai test e alle terapie target.

In generale, i pazienti italiani hanno più familiarità con il concetto di profilazione genomica del tumore rispetto alla media globale, ma il ruolo del CGP (Comprehensive genomic profiling) non è ancora ben compreso. Invece, il pubblico generico dimostra poca conoscenza di questi concetti e solo un quarto degli intervistati associa i test di profilazione genomica a ad un ruolo significativo nella scelta del giusto trattamento per i pazienti oncologici.

I risultati della ricerca #PutCancerToTheTest sono stati l’occasione per fare il punto sulla medicina personalizzata, la nuova frontiera di cura per tante patologie e che nell’oncologia è destinata davvero a fare la differenza.

Si tratta di un nuovo paradigma della pratica medica, perché individua trattamenti “su misura” sulla base delle caratteristiche genetiche e fenotipiche dei pazienti. Uno degli ambiti in cui risultano più consolidate le esperienze e gli studi della medicina personalizzata è rappresentato dall’oncologia



Innovazione diagnostica in ambito oncologico: il ruolo del NGS
Ciò è possibile grazie ai test molecolari effettuati con tecnologia Next Generation Sequencing (NGS) per la profilazione genomica su biopsia solida e liquida e che sono in grado di analizzare centinaia di mutazioni geniche in una singola analisi, in tempi rapidi e con massima accuratezza dei risultati.

“Il modello attuale dell'oncologia di precisione è fondato sull'utilizzo di farmaci selettivi per bersagli molecolari identificati con una profilazione estesa del tumore, indipendentemente dalla sede di origine e dal sottotipo istologico. La cura dei pazienti con tumore in stadio avanzato o metastatico è pertanto subordinata alla disponibilità della tecnologia NGS nelle strutture sanitarie” –  ha sottolineato il Prof. Giancarlo Pruneri, Direttore del Dipartimento di Patologia e Medicina di Laboratorio, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori Milano – “Purtroppo vi sono ancora numerosi ostacoli alla distribuzione della tecnologia NGS, in specie di natura organizzativa e culturale, che possono essere superati solo con l'implementazione delle reti oncologiche regionali e la creazione di nuovi modelli gestionali quali il Molecular Tumor Board”.

L’esecuzione di queste analisi NGS di profilazione molecolare potrebbe quindi permettere ai pazienti di accedere a terapie mirate sulla mutazione genetica che è stata riscontrata ottenendo quindi un beneficio clinico significativo.

Innovazione terapeutica: l’era delle terapie personalizzate e agnostiche
Oggi esistono trattamenti orientati sui bersagli molecolari per tutte le principali patologie oncologiche: i tumori della mammella, del polmone, del colon retto, dello stomaco e dell’ovaio, il melanoma e i tumori stromali gastrointestinali (GIST).

Per la neoplasia polmonare, la maggior parte delle modificazioni genetiche sono state individuate nella forma non a piccole cellule (NSCLS) e riguardano in maniera particolare gli oncogeni (quei geni che potenzialmente possono indurre una trasformazione neoplastica nelle cellule) come ad esempio ALK, ROS1 e RET. In particolare Roche ha recentemente ricevuto approvazione Europea ed è in attesa del rimborso AIFA per entrectinib, una terapia indicata per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con riarrangiamento del gene ROS1 e per i pazienti con un’altra mutazione, quella del gene NTRK. Quest’ultima indicazione costituisce uno dei primi modelli di terapia agnostica che verrà approvata in Italia.

“Credo che entrectinib possa essere un’altra rivoluzione nel trattamento dei tumori polmonari non a piccole cellule, andando anche ad ampliare le opzioni di trattamento per altre neoplasie caratterizzate dall’impronta di NTRK e questo è un vantaggio per i pazienti oncologici, che vedono così aumentare le possibilità di cura e la loro aspettativa di vita. Entrectinib si è dimostrato essere efficace nel 70% dei casi ed è un farmaco caratterizzato dalla versatilità, essendo infatti  attivo su più bersagli e con un’efficacia locale e sistemica, compreso il sistema nervoso centrale, uno dei limiti spesso insormontabili di molti altri farmaci targeted” – ha affermato Silvia Novello, Prof.ssa ordinaria di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Torino e Presidente di WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe - Donne contro il tumore del polmone in Europa)” – “L’aver dimostrato l’efficacia di terapie come entrectinib sottolinea ancora una volta l’assoluta necessità dell’esecuzione dei test genomici per identificare quei pazienti con alterazioni geniche, in modo che possano ricevere in maniera tempestiva un trattamento specifico diretto contro il gene "driver", perché solo così possiamo veramente impattare sulla prognosi”.

Lo stato dell’arte della medicina di precisione in Italia
Per realizzare il potenziale della medicina personalizzata occorre poter accedere ai test di profilazione genomica. Secondo la ricerca ricerca #PutCancerToTheTest, l’80% degli oncologi ritiene questi test di difficile accesso da parte dei pazienti.
In Italia, i test molecolari NGS non sono ancora rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale e sono generalmente condotti in centri di riferimento diagnostico situati negli IRCCS - Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, in strutture universitarie e ospedaliere, con un coinvolgimento complessivo di circa 20 centri.
Non essendoci però una gestione centrale, i risultati ottenuti nei diversi laboratori non sono facilmente comparabili e differiscono significativamente per la numerosità, sensibilità e specificità delle alterazioni molecolari. In questo contesto un elemento centrale del nuovo modello organizzativo è rappresentato dai Molecular Tumor Board (MTB), gruppi multidisciplinari in cui sono integrate le competenze oncologiche, ematologche, bioinformatiche, della biologia molecolare, delle anatomie patologiche e di altre professionalità essenziali per la somministrazione di terapie innovative.I MTB hanno come obiettivo principale l’interpretazione del profilo genomico di un tumore per l’eventuale raccomandazione al medico curante della terapia più appropriata per il paziente, in base alle specifiche mutazioni rilevate.

“Per la implementazione in Italia della Oncologia Mutazionale e della Medicina di Precisione è necessario che le Regioni istituiscano i MTB a carattere multidisciplinare nell’ambito delle Reti Oncologiche Regionali” – ha dichiarato Nello Martini, Presidente della Fondazione ReS, Ricerca e Salute – “Inoltre deve essere assicurato l’accesso ai test di Profilazione Genomica con inserimento nei LEA e con la determinazione delle rispettive tariffe regionali. All’AIFA compete il compito di assicurare l’accesso e la rimborsabilità ai farmaci derivanti dalla Profilazione Genomica. Infine i MTB devono raccogliere tutti i dati di Profilazione Genomica e di follow-up dei pazienti trattati al fine di creare una Piattaforma Genomica Nazionale.”

In tutto questo va ricordato il ruolo centrale della relazione medico-paziente, che deve fornire supporto al malato e renderlo consapevole delle proprie scelte di salute. In questo contesto entrano in gioco le associazioni dei pazienti, che si sono unite per dare vita ad APMP (Associazioni Pazienti, insieme per il diritto alla Medicina Personalizzata in oncologia) al fine di promuovere il diritto ad una Medicina Personalizzata equa e accessibile, con la realizzazione del Libro Bianco omonimo.
Il successo della medicina personalizzata passa anche da un’informazione chiara che garantisca l’empowerment del paziente, dandogli quindi la possibilità di partecipare attivamente alle cure e alla scelta delle opzioni terapeutiche.