Letrozolo promettente contro il carcinoma ovarico sieroso di alto grado

Una terapia di mantenimento con un inibitore dell'aromatasi potrebbe migliorare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in donne con tumori ovarici sierosi di alto grado, positivi per il recettore degli estrogeni (ER+). A suggerirlo sono i risultati di uno studio monocentrico, non randomizzato, pubblicato di recente sulla rivista Gynecologic Oncology.

Una terapia di mantenimento con un inibitore dell'aromatasi potrebbe migliorare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in donne con tumori ovarici sierosi di alto grado, positivi per il recettore degli estrogeni (ER+). A suggerirlo sono i risultati di uno studio monocentrico, non randomizzato, pubblicato di recente sulla rivista Gynecologic Oncology.

Nelle pazienti trattate con letrozolo dopo l'intervento chirurgico di citoriduzione e la chemioterapia a base di platino, i ricercatori (guidati da Viola Heinzelmann-Schwarz, del Gynecological Cancer Center dell’Università di Basilea) hanno osservato un intervallo libero da recidive significativamente più lungo rispetto alle pazienti che hanno rifiutato la terapia di mantenimento.

Il beneficio del mantenimento con l’inibitore dell’aromatasi è apparso evidente anche nelle donne con malattia residua sottoposte a un trattamento di mantenimento anche con l’anti-VEGF bevacizumab, riferiscono gli autori.

I risultati, scrivono la Heinzelmann-Schwarz e i colleghi, "suggeriscono fortemente che la terapia endocrina di mantenimento ha più vantaggi che svantaggi e un loro impiego nelle pazienti con carcinoma ovarico appare chiaramente giustificato", anche alla luce degli altri dati riguardanti il potenziale beneficio del letrozolo in altri contesti terapeutici.

"Contrariamente ai farmaci già disponibili per il mantenimento, come gli antiangiogenici e gli inibitori di PARP, che sono costosi, i farmaci anti-ormonali hanno un profilo di sicurezza favorevole, un basso costo, un regime di assunzione semplice, con una sola compressa al giorno, e un obiettivo prognostico definito" aggiungono i ricercatori.

La terapia endocrina con inibitori dell'aromatasi è impiegata da tempo come terapia di mantenimento nei tumori al seno ER-positivi ed è stata proposta anche per il carcinoma ovarico sieroso di basso grado. Tuttavia, il suo ruolo come terapia di mantenimento nel carcinoma ovarico sieroso di alto grado non è chiaro.

Gli studi sul carcinoma ovarico sieroso di basso grado comprendono diverse piccole casistiche e un'analisi retrospettiva, pubblicata nel 2017 sul Journal of Clinical Oncology, che evidenzia una PFS superiore tra le donne trattate con la terapia endocrina rispetto alle donne sottoposte solo all’osservazione.

Nel loro studio, la Heinzelmann-Schwarz e i colleghi hanno analizzato il razionale per l’impiego della terapia endocrina come mantenimento nel carcinoma ovarico sieroso di alto grado. Lo studio ha coinvolto 50 donne con carcinoma ovarico sieroso in stadio FIGO III/IV, ER+, alle quali è stato offerto il trattamento off-label con letrozolo dopo la chirurgia citoriduttiva e la chemioterapia a base di platino; di queste, 23 hanno accettato e 27 hanno rifiutato la proposta.

Nel gruppo di donne che hanno fatto il mantenimento con letrozolo, il 60% è risultato libero da recidive a 24 mesi contro il 38,5% nel gruppo sottoposto solo all’osservazione (P = 0,035).

Gli autori riferiscono che quest’effetto positivo si è potuto osservare in particolare quando il trattamento è stato iniziato entro 3 mesi dalla fine della chemioterapia adiuvante.
Inoltre, tra le donne con malattia residua che hanno fatto il mantenimento con bevacizumab in aggiunta al letrozolo, l'87,5% era libero da recidive a 12 mesi contro il 20,8% delle pazienti trattate solo con l’anti-VEGF.

Durante il trattamento non si sono manifestati effetti avversi gravi e solo due pazienti (il 6,4%) hanno interrotto il trattamento per via di effetti collaterali minori, come vampate di calore, stanchezza e dolore osseo.

In un’analisi retrospettiva collaterale dello studio, i ricercatori hanno anche scoperto che quasi la metà di tutti i tumori ovarici sierosi di alto grado esprime l’ER e che l’espressione di questo recettore è simile a quella del tumore al seno, nel quale la terapia di mantenimento con inibitori dell’aromatasi è routine da decenni.

La Heinzelmann-Schwarz e i colleghi hanno anche visto che l'espressione dell’ER nel loro campione era simile indipendentemente dallo stato di resistenza ai farmaci (tumore platino-sensibile rispetto al platino-resistente) e dal setting di trattamento (prima linea o recidiva).

Sulla base di questi dati, gli autori concludono quindi che il mantenimento con letrozolo può essere utile nelle pazienti con carcinoma ovarico sieroso di alto grado, in particolare in quelle resistenti alla chemioterapia o con malattia residua.

Alessandra Terzaghi
V. Heinzelmann-Schwarz, et al. Letrozole may be a valuable maintenance treatment in high-grade serous ovarian cancer patients. Gyn Oncol. 2018 Jan. doi:10.1016/j.ygyno.2017.10.036.
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