Leucemia linfatica cronica, acalabrutinib promettente nei pazienti na´ve

L'inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK) di nuova generazione acalabrutinib, giÓ dimostratosi efficace nel pazienti con leucemia linfocitica cronica recidivata, inizia a mostrare un'efficacia anche come monoterapia per pazienti con leucemia linfocitica cronica non trattati in precedenza. A suggerire un possibile impiego in prima linea ci sono i risultati di uno studio di fase I-II presentato al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

L’inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK) di nuova generazione acalabrutinib, già dimostratosi efficace nel pazienti con leucemia linfocitica cronica recidivata, inizia a mostrare un’efficacia anche come monoterapia per pazienti con leucemia linfocitica cronica non trattati in precedenza. A suggerire un possibile impiego in prima linea ci sono i risultati di uno studio di fase I-II presentato al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

In questo studio, che ha coinvolto 74 pazienti, la migliore percentuale di risposta globale è stata del 96% e il tempo mediano per arrivare a una risposta è stato di 2 mesi. La malattia non ha progredito in nessuno dei pazienti e non ci sono stati casi di trasformazione di Richter.

Proprio sulla base del profilo di sicurezza favorevole e delle percentuali di risposta durature, Acerta Pharma, l’azienda che sta sviluppando l’inibitore, ha già avviato uno studio di fase III su acalabrutinib.

Acalabrutinib orale è stato somministrato a dosi pari a 100 mg due volte al giorno a 37 pazienti oppure 200 mg al giorno agli altri 37. Circa la metà dei partecipanti aveva linfonodi voluminosi (bulky) di almeno 5 cm di lunghezza e 38 pazienti su 67 avevano IGHV non mutate. 

Tutti i pazienti trattati hanno mostrato una rapida riduzione della linfoadenopatia. Entrambi gli schemi posologici sono risultati associati a un'attività clinica, con un’occupazione massima della BKT del 98% con la somministrazione due volte al giorno e del 93% con la monosomministrazione giornaliera. Una linfocitosi correlata al trattamento si è verificata in 39 pazienti su 74 e si è risolta in tutti tranne uno. In generale, la linfocitosi ha mostrato un picco dopo una mediana di una settimana e si è risolta entro una mediana di 7 settimane.

Acalabrutinib è stato ben tollerato e solo due pazienti hanno dovuto sospendere il farmaco. La maggior parte degli eventi avversi sono stati di grado 2 o inferiore e comprendevano cefalea (42%), diarrea (35%), artralgia (22%), contusioni (18%), nausea (18%) e aumento di peso (18%). Gli eventi avversi di grado 3-4 che si sono verificati in almeno due pazienti sono stati sincope e ipertensione (entrambi in due pazienti). C’è stato solo un sanguinamento di grado 3 del tratto gastrointestinale superiore e legato a un’ulcera gastrica e all’uso di aspirina e un caso di polmonite di grado 5, mentre non sono stati segnalati episodi di fibrillazione atriale.

J.C. Byrd, et al. Acalabrutinib, a second-generation bruton tyrosine kinase (Btk) inhibitor, in previously untreated chronic lymphocytic leukemia (CLL). J Clin Oncol 34, 2016 (suppl; abstr 7521)
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