Leucemia linfatica cronica, lungosopravviventi a maggior rischio di altri tumori

Le persone che hanno avuto una leucemia linfatica cronica e che sono ancora vive a 10 anni dalla diagnosi, i cosiddetti 'lungosopravviventi', potrebbero essere a rischio aumentato di altri tumori rispetto alla popolazione generale. A suggerirlo č uno studio epidemiologico dell'MD Anderson Cancer Center di Houston, appena pubblicato su Annals of Oncology.

Le persone che hanno avuto una leucemia linfatica cronica e che sono ancora vive a 10 anni dalla diagnosi, i cosiddetti ‘lungosopravviventi’, potrebbero essere a rischio aumentato di altri tumori rispetto alla popolazione generale. A suggerirlo è uno studio epidemiologico dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, appena pubblicato su Annals of Oncology.

In questo studio, Lorenzo Falchi e altri ricercatori hanno analizzato 797 pazienti ai quali era stata diagnosticata una leucemia linfatica cronica e che erano sopravvissuti per oltre 10 anni, confrontando l'incidenza di altri tumori in questi soggetti rispetto a quella della popolazione generale, e utilizzando un modello multivariato per identificare i fattori predittivi indipendenti dello sviluppo degli altri tumori. Inoltre, il team ha valutato la sopravvivenza globale in funzione della sviluppo di secondi tumori.

Si è visto che nel campione studiato la frequenza cumulativa di altri tipi di cancro era del 36% ed è risultata simile nei 570 pazienti (il 78%) che avevano dovuto sottoporsi a un trattamento per la leucemia linfatica cronica e nei 227 (il 28%) che non erano stati trattati.

I tumori più comuni sono risultati il cancro della pelle diverso dal melanoma, il cancro alla prostata, il cancro al seno, il melanoma, il cancro ai polmoni e la leucemia tra i pazienti che avevano richiesto un trattamento, mentre tra coloro che non erano stati sottoposti ad alcuna terapia, i più frequenti sono risultati il cancro alla prostata, il cancro al seno, il melanoma, il cancro al polmone e i tumori gastrointestinali.

Lo standardized incidence ratio (SIR) di altri tumori è risultato pari a 1,2 (P = 0,034), con un’incidenza più alta tra i maschi (SIR 1,31; P = 0,013) e nei pazienti con oltre di 60 anni (SIR 1,27; P = 0,027). Fattori predittivi indipendenti sono risultati essere l'età avanzata, il sesso maschile e valori bassi di conta piastrinica.

Inoltre, si è trovato un SIR più elevato per la leucemia secondaria, il melanoma e il cancro testa-collo, mentre il SIR è risultato più basso per i tumori gastrointestinali e della vescica.

La sopravvivenza globale nei sopravvissuti alla leucemia che hanno sviluppato in seguito altri tipi di tumore è risultata di 16,2 mesi a fronte di 22,9 anni per coloro che non hanno sviluppato altri tumori dopo la prima leucemia.

Falchi e i colleghi concludono, quindi, che l’aver fatto una terapia per la leucemia linfatica cronica non è un fattori di rischio di altri tumori nei lungo sopravviventi, ma che in questi pazienti l’aver sviluppato un secondo tumore potrebbe essere associato a una sopravvivenza più breve.

L. Falchi, et al. Incidence and prognostic impact of other cancers in a population of long-term survivors of chronic lymphocytic leukemia. Ann Oncol 2016; doi: 10.1093/annonc/mdw072.
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