Leucemia linfatica cronica, risposta a ibrutinib duratura per almeno un anno nei pazienti ricaduti dopo il trapianto allogenico

L'inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK) ibrutinib pu˛ rivelarsi utile per i pazienti con leucemia linfatica cronica recidivata dopo un trapianto allogenico di cellule staminali. Lo evidenzia uno studio da poco pubblicato sulla rivista Bone Marrow Transplantation.

L’inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK) ibrutinib può rivelarsi utile per i pazienti con leucemia linfatica cronica recidivata dopo un trapianto allogenico di cellule staminali. Lo evidenzia uno studio da poco pubblicato sulla rivista Bone Marrow Transplantation.

Ibrutinib, disponibile da pochi giorni anche in Italia per i pazienti con leucemia linfatica cronica (già trattati con almeno una terapia precedente o in prima linea in presenza della delezione del 17p o della mutazione TP53) e i pazienti con linfoma mantellare recidivato o refrattario, è un farmaco dimostratosi efficace nei pazienti con leucemia linfatica cronica ad alto rischio, ma ci sono pochi dati sui pazienti recidivati dopo un trapianto allogenico di cellule staminali,

Gli autori dello studio, hanno analizzato i livelli di citochine ed effettuato una misurazione diretta delle cellule CD4 Th1 e Th2 su cinque pazienti affetti da leucemia linfatica cronica trattati con ibrutinib per una ricaduta dopo un trapianto allogenico di cellule staminali. Tutti i pazienti hanno mostrato una risposta parziale a ibrutinib e uno di essi una remissione con malattia minima residua negativa.

Dopo un anno, nessuno dei pazienti era ricaduto; tuttavia, un paziente è morto di polmonite durante il trattamento con l’inibitore. Al di là di questo, non sono stati osservati altri eventi avversi imprevisti.

Inoltre, la citometria a flusso e le analisi sui livelli di citochine mediati dalle cellule T (IL10 e TNF alfa) non hanno evidenziato cambiamenti sostanziali nella distribuzione delle cellule T a favore di uno spostamento verso le cellule T CD4.

Infine, non è stato segnalato nessun caso di esacerbazioni acute di malattia del trapianto contro l'ospite.

Gli autori concludono dunque che questi risultati giustificano un’ulteriore valutazione di ibrutinib nei pazienti con leucemia linfatica cronica che hanno avuto una ricaduta dopo il trapianto allogenico di cellule staminali.

C.S. Link, et al. Durable responses to ibrutinib in patients with relapsed CLL after allogeneic stem cell transplantation. Bone Marrow Transplant. 2016; doi: 10.1038/bmt.2015.339.
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