Leucemia linfatica cronica, stress legato a biomarcatori di prognosi sfavorevole

Lo stress puņ influire sui livelli di alcuni marcatori cellulari, citochine e chemochine che sono risultati associati alla progressione della malattia in pazienti con leucemia linfatica cronica. Lo suggeriscono i risultati di uno studio osservazionale pubblicato di recente sulla rivista Cancer, opera di un gruppo di ricercatori della Ohio State University di Columbus.

Lo stress può influire sui livelli di alcuni marcatori cellulari, citochine e chemochine che sono risultati associati alla progressione della malattia in pazienti con leucemia linfatica cronica. Lo suggeriscono i risultati di uno studio osservazionale pubblicato di recente sulla rivista Cancer, opera di un gruppo di ricercatori della Ohio State University di Columbus.

"Sebbene studi precedenti abbiano esaminato le associazioni con lo stress in modelli animali, per quanto ne sappiamo questo è il primo studio biocomportamentale a dimostrare che lo stress correla con quattro biomarcatori chiave nei pazienti con leucemia linfatica cronica" scrivono gli autori, guidati da Barbara L. Andersen, del Dipartimento di Psicologia dell’ateneo americano. "I dati attuali sono coerenti con l'ipotesi che lo stress possa essere un'interfaccia negativa per un sistema immunitario già indebolito" aggiungono gli autori.

Con il loro studio, la Andersen e i colleghi hanno voluto esaminare in che modo lo stress interagisca con il sistema immunitario dei pazienti con leucemia linfatica cronica e se sia correlato con qualsiasi marcatore prognostico negativo specifico per la malattia.

Lo studio ha coinvolto 96 pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante/refrattaria che stavano entrando in uno studio di fase II su ibrutinib. Prima di essere trattati con il farmaco in studio, i pazienti hanno completato un test per l’autovalutazione dello stress e sono stati sottoposti a prelievi di sangue per valutare la conta linfocitaria assoluta e i livelli di alcune citochine e chemochine.

Tenendo conto di variabili come le comorbidità, le variabili demografiche, il rischio genetico (presenza o meno della delezione 17p) e i correlati dell’infiammazione, lo stress è risultato un fattore predittivo significativo di conta linfocitaria assoluta elevata (P = 0,037), considerata un "marcatore saliente del carico della leucemia linfatica cronica". Inoltre, lo stress è risultato associato in modo significativo ai livelli di fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) (P =0,016).

"L'associazione tra stress e TNF-alfa è particolarmente importante nella leucemia linfatica cronica, perché le cellule neoplastiche rilasciano TNF-alfa spontaneamente e il TNF-alfa aumenta la loro proliferazione e vitalità" scrivono i ricercatori.
"L'attuale scoperta sul TNF-alfa va ad aggiungersi ai dati di letteratura sull’oncologia biocomportamentale, perché la maggior parte degli studi ha evidenziato che la depressione, piuttosto che lo stress, è correlata a livelli elevati di TNF-alfa. Lo stress e la depressione possono coesistere nei pazienti e la ricerca futura potrebbero esaminare gli effetti indipendenti e sinergici della depressione e dello stress sui marcatori infiammatori come il TNF-alfa" aggiungono i ricercatori.

Infine, lo stress è risultato associato significativamente a livelli elevati di interleuchina(IL)-16 (P < 0,001) e chemochina-ligando 3 (P = .027). Invece, non è stata trovata alcuna associazione fra stress e altri biomarcatori come il ligando inducenta la proliferazione (APRIL), il fattore attivante le cellule B (BAFF), l’IL-6, l’IL-10 o il fattore di crescita endoteliale vascolare.

“I risultati attuali indicano che lo stress è correlato a processi immunitari e infiammatori che contribuiscono alla proliferazione e alla sopravvivenza delle cellule tumorali. Questi dati forniscono una prima indicazione su questi processi” scrivono la Andersen e i colleghi nelle conclusioni.

Inoltre, sottolineano i ricercatori, "i pazienti che presentano stress da moderato a grave, ansia e/o sintomi depressivi hanno bisogno di un trattamento psicologico tempestivo, basato sull'evidenza, per affrontare le difficoltà del momento e ridurre la probabilità di avere una qualità della vita peggiore, che altrimenti ne potrebbe derivare" scrivono i ricercatori.

B.L. Andersen, et al. Cells, cytokines, chemokines, and cancer stress: A biobehavioral study of patients with chronic lymphocytic leukemia. Cancer 2018; https://doi.org/10.1002/cncr.31538