Presentati oggi nella Sessione Scientifica Plenaria del Congresso Annuale della Società Americana di Ematologia (ASH) (Abstract n. 60276) i dati dello studio CLL11. Questo studio di fase III, condotto in collaborazione con il German CLL Study Group, ha posto a confronto obinutuzumab (GA101) in combinazione con clorambucile, con rituximab in combinazione con clorambucile nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica (LLC) non trattata in precedenza e patologie coesistenti. I dati dimostrano che i pazienti trattati nel braccio di GA101 hanno vissuto quasi un anno più a lungo senza peggioramento della malattia (sopravvivenza libera da progressione o PFS).

Una particolarità dello studio CLL11, è quella di aver arruolato una tipologia di pazienti tipica della pratica clinica per l’età avanzata e per la presenta di patologie concomitanti; ovvero pazienti che quotidianamente un medico si trova a dover trattare più di frequente, rendendo così i risultati di questo studio molto più interessanti da parte delle società scientifiche.

Grazie ai risultati di questo studio, inoltre, obinutuzumab (GA101) è il primo farmaco approvato con Breakthrough Therapy Designation (designazione di terapia fortemente innovativa) dalla FDA. Roche ha, inoltre, presentato domande d'autorizzazione all'immissione in commercio ad altre autorità regolatorie del mondo, tra cui l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA).

"Le conclusioni dello studio CLL11 dimostrano che GA101, associato a clorambucile, permette di ottenere un numero elevato di risposte terapeutiche senza indurre una tossicità che non sia tollerabile in pazienti con problematiche cliniche aggiuntive oltre alla malattia di base. - spiega Marco Montillo, Responsabile del programma di trattamento dei disordini linfoproliferativi cronici, Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano - GA101 dà ottimi risultati in termini di qualità delle risposte terapeutiche, dal momento che in alcuni casi si arriva alla completa scomparsa della malattia quando si utilizzano particolari metodiche in grado di identificare anche dei residui minimi della malattia, cosa che non avviene molto spesso".

"La Struttura Complessa di Ematologia dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda - continua Montillo - è stato il centro coordinatore per l'Italia di questo studio internazionale. I risultati dello studio sono molto promettenti e rappresentano solo il primo passo verso un'evoluzione dell'approccio terapeutico nella leucemia linfatica cronica".

Per i pazienti nel braccio di obinutuzumab (GA101), la PFS mediana è stata di 26,7 mesi rispetto a 15,2 mesi per quelli nel braccio di rituximab (HR 0,39, IC 0,31-0,49, p <0,0001). Non è stato osservato alcun nuovo segnale di sicurezza né per obinutuzumab (GA101), né per rituximab.

"Obinutuzumab (GA101) è il risultato di anni di ricerca per i pazienti con leucemia linfatica cronica." - ha dichiarato Hal Barron, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche - "Questi nuovi dati sono importanti perché hanno dimostrato per la prima volta che obinutuzumab (GA101), confrontato direttamente con rituximab estende in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione".

Dati aggiuntivi di confronto tra i bracci di trattamento con obinutuzumab (GA101) e con rituximab hanno mostrato tassi di risposta completa più elevati (il 21% rispetto al 7%) e un aumento di dieci volte della percentuale di pazienti che hanno ottenuto la negatività della malattia minima residua (MMR), definita come l'assenza di malattia rilevabile nel sangue al termine del ciclo di trattamento (il 29,4% rispetto al 2,5%).

Lo studio CLL11, prevede anche un’analisi che ha confrontato obinutuzumab (GA101) più clorambucile con clorambucile in monoterapia. Questa analisi ha dimostrato che i pazienti trattati con questa combinazione hanno vissuto più a lungo (sopravvivenza globale, o OS) rispetto a quelli trattati con clorambucile in monoterapia (HR 0,41, 95% IC 0,23-0,74 p=0,002). Dato il tempo mediano di osservazione di 23 mesi, la sopravvivenza globale mediana non è stata ancora raggiunta in nessuno dei bracci dello studio.

Durante il Congresso annuale dell'ASH saranno presentati anche i seguenti dati relativi a obinutuzumab (GA101):
• Sicurezza ed efficacia di obinutuzumab (GA101) con fludarabina/ciclofosfamide (G-FC) o bendamustina (G-B) nella terapia iniziale dei pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC): risultati dello studio GALTON di fase 1b (GAO4779g) (Abstract n. 523).

• Sicurezza ed efficacia di obinutuzumab (GA101) più chemioterapia CHOP nel trattamento di prima linea del linfoma diffuso a grandi cellule B in stadio avanzato: risultati dello studio Gather di fase 2 (GAO4915g) (Abstract n. 1820).
• Obinutuzumab (GA101) più CHOP o FC nel linfoma follicolare recidivo/refrattario: i dati finali relativi alla fase di mantenimento dello studio GAUDI di fase 1b (BO21000) (Abstract n. 1814).

Lo studio CLL11
CLL11 è uno studio multicentrico, in aperto, randomizzato, a tre bracci, di fase III, destinato a valutare il profilo di efficacia e sicurezza di obinutuzumab (GA101) più clorambucile, rituximab più clorambucile e solo clorambucile, in 781 pazienti non trattati precedentemente con LLC e patologie co-esistenti che avevano bisogno di terapia. Lo stadio 1 (n=589) ha posto a confronto obinutuzumab (GA101) più clorambucile con clorambucile in monoterapia, e rituximab più clorambucile con clorambucile in monoterapia. Lo stadio 2 (n=663) ha posto a confronto obinutuzumab (GA101) più clorambucile direttamente con rituximab più clorambucile (il nuovo standard of care).

L'endpoint primario dello studio era la PFS, mentre gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta globale (ORR), la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da malattia (DFS), la malattia minima residua (MMR) e il profilo di sicurezza.

GA101 (obinutuzumab)
Obinutuzumab, denominato anche GA101, è un nuovo anticorpo monoclonale disegnato per legarsi a CD20, una proteina presente solo sulle cellule B. Le cellule bersaglio vengono attaccate sia direttamente dall’anticorpo monoclonale, sia attraverso il sistema immunitario dell'organismo che viene stimolato dal trattamento.
Oltre allo studio CLL11, obinutuzumab (GA101) è attualmente oggetto di un ampio programma clinico, che include studi testa a testa di Fase III in cui viene confrontato con rituximab nel linfoma non-Hodgkin indolente (NHL) e nel linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL).

Il GCLLSG (German CLL Study Group)
Fondato nel 1996 e presieduto dal Professor Michael Hallek, il GCLLSG ha condotto vari studi di fase I, II e III nella LLC con l'obiettivo di offrire un trattamento ottimale ai pazienti affetti da questa malattia. Tra questi, alcune sperimentazioni fondamentali quali lo studio CLL8, che ha portato all'attuale standard terapeutico nella LLC. Da molti anni, il GCLLSG si propone di migliorare non solo il trattamento dei pazienti più giovani e fisicamente forti, ma anche quella di pazienti anziani e più vulnerabili Tali pazienti, sono generalmente sottorappresentati negli studi clinici sebbene costituiscano la maggioranza dei pazienti con LLC trattati dai medici nella pratica quotidiana. Il GCLLSG è un'organizzazione di ricerca indipendente non-profit supportata dal gruppo tedesco di sostegno per il cancro (Deutsche Krebshilfe).