Leucemia linfoblastica acuta, ansia e depressione frequenti nei bambini dopo il trattamento

L'ansia e la depressione sono frequenti nei bambini colpiti da leucemia linfoblastica acuta sia durante sia dopo il trattamento. Lo evidenzia un'analisi del protocollo AALL0331 del Children's Oncology Group, pubblicata di recente su Cancer.

L’ansia e la depressione sono frequenti nei bambini colpiti da leucemia linfoblastica acuta sia durante sia dopo il trattamento. Lo evidenzia un’analisi del protocollo AALL0331 del Children’s Oncology Group, pubblicata di recente su Cancer.

In questo studio, infatti, una percentuale significativamente maggiore di bambini che hanno completato il trattamento ha mostrato sintomi di stress emotivo rispetto alla popolazione generale, nonostante il fatto che i genitori descrivessero il comportamento emotivo del loro bambino come nella norma.

Alla luce di questi risultati, i ricercatori, guidati da Alicia S. Kunin-Batson, dell’HealthPartners Institute e della University of Minnesota di Minneapolis, raccomandano "la rapida identificazione dell’ansia e dei sintomi depressivi, e interventi efficaci diretti verso i bambini che presentano difficoltà (per esempio, la riduzione dello stress basata sulla mindfulness, approcci terapeutici cognitivo-comportamentali) nelle prime fasi del ciclo di trattamento possono contribuire ad attenuare lo stress emotivo a lungo termine".

Alcuni studi, in passato, avevano mostrato una frequenza di ansia e depressione fra i bambini sottoposti a un trattamento per la leucemia comparabile a quella dei loro coetanei sani; altri lavori, tuttavia, hanno evidenziato che i bambini sottoposti alla chemioterapia per la leucemia manifestano ansia e depressione anche molto dopo la conclusione della terapia.

Per saperne di più, la Kunin-Batson e i colleghi hanno analizzato 160 bambini di età compresa tra i 2 e i 9 anni affetti da leucemia linfoblastica acuta a rischio standard arruolati nello studio AALL033 tra il 2005 e il 2009. I genitori erano stati invitati a dare un voto al funzionamento emotivo-comportamentale del proprio bambino, alle misure di coping e al funzionamento familiare circa 1 mese, 6 mesi e 12 mesi dopo la diagnosi, e poi, nuovamente, 3 mesi dopo il termine del trattamento.

Nella popolazione generale, la frequenza di ansia e depressione clinicamente significativa o a rischio di diventarlo è pari circa al 15%, mentre nei partecipanti a questo studio circa il 24% dei partecipanti ha mostrato una frequenza significativa di ansia clinicamente significativa o a rischio di esserlo (P = 0,028) e il 29% ha mostrato aumenti clinicamente significativi della depressione (P = 0,001).

La frequenza dell’ansia è sembrata diminuire nel lasso temporale compreso tra 1 mese dopo la diagnosi e 12 mesi dalla diagnosi, ma è aumentata di nuovo 3 mesi dopo il trattamento, mentre i tassi di depressione sono risultati abbastanza coerenti in tutti i momenti di valutazione.

Le analisi hanno evidenziato nei bambini che avevano punteggi dell’ansia più elevati 1 mese dopo la diagnosi una probabilità quattro volte maggiore di avere punteggi elevati dell’ansia anche 3 mesi dopo il trattamento (odds ratio, OR, 4,1; IC al 95% 1,31 -12,73; P = 0,022). Analogamente, nei bambini con punteggi della depressione elevati 6 mesi dopo la diagnosi i ricercatori hanno trovato una probabilità quasi otto volte più alta di avere punteggi della depressione elevati 3 mesi dopo la fine del trattamento (OR 7,88; IC al 95% 2,61-23,81; P = 0,0002).

Una valutazione dei fattori predittivi di depressione e ansia ha mostrato che i bambini appartenenti a famiglie di lingua spagnola erano significativamente più a rischio di sintomi d’ansia e depressione (P = 0,047) rispetto a quelli di famiglie in cui l'inglese era la lingua principale.

Inoltre, un funzionamento famigliare malsano è risultato associato in modo significativo a sintomi misti ansioso-depressivi e a sintomi depressivi significativi.

"Una percentuale significativa dei sopravvissuti a una leucemia linfoblastica acuta in età pediatrica manifesta  sintomi persistenti di ansia e depressione dopo la fine del trattamento" scrivono i ricercatori, aggiungendo che i mesi immediatamente successivi alla conclusione del trattamento sono stati descritti come uno dei periodi più difficili e ansiogeni per i bambini leucemici e le loro famiglie.

"Comprendere i fattori di rischio per il funzionamento emotivo-comportamentale dei bambini dopo la terapia antitumorale è importante per migliorare l'identificazione dei soggetti a maggior rischio di difficoltà future" affermano gli autori.

E a questo proposito, dicono la Kunin-Batson e i colleghi,”lo screening di routine del distress e la valutazione degli stili di coping dei genitori e del funzionamento generale della famiglia sono modi importanti attraverso cui identificare i bambini e le famiglie che potrebbero avere bisogno di una maggiore assistenza psico-sociale, comprendente una valutazione globale e un supporto mirato durante e dopo il trattamento".

Alessandra Terzaghi

A.S. Kunin-Batson, et al. Prevalence and predictors of anxiety and depression after completion of chemotherapy for childhood acute lymphoblastic leukemia: A prospective longitudinal study. Cancer 2016; doi: 10.1002/cncr.29946.
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