Leucemia linfoblastica acuta, blinatumomab prima immunoterapia che aumenta sopravvivenza globale in pazienti difficili da trattare

Nuovi dati di una analisi ad interim prespecificata dello Studio di Fase III TOWER nel quale blinatumomab ha dimostrato un aumento quasi due volte superiore della sopravvivenza globale media rispetto allo standard di trattamento (SOC).

Nuovi dati di una analisi ad interim prespecificata dello Studio di Fase III TOWER nel quale blinatumomab ha dimostrato un aumento quasi due volte superiore della sopravvivenza globale media rispetto allo standard di trattamento (SOC). I dati verranno presentati durante il Simposio Presidenziale al 21° Congresso Europeo di Ematologia (European Hematology Association-EHA) in corso in questi giorni a Copenhagen.

Lo studio TOWER, randomizzato in aperto, ha valutato l’efficacia di blinatumomab rispetto alla chemioterapia, attualmente lo standard di trattamento in pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia. I risultati dell’analisi hanno dimostrato una sopravvivenza globale mediana di 7.7 mesi (95% CI: 5.6, 9.6) nel braccio in trattamento con blinatumomab rispetto ai 4 mesi (95% CI: 2.9, 5.3) della SOC (stratified log-rank test p=.012; hazard ratio=0.71). A seguito delle raccomandazioni di un comitato indipendente di monitoraggio dei risultati, Amgen ha interrotto lo studio precocemente sulla base dell’efficacia di tali risultati.

 “La leucemia linfoblastica acuta è la neoplasia delle cellule B più aggressiva” ha dichiarato Max S. Topp, M.D., Professore e Direttore di Ematologia presso lo University Hospital di Wuerzburg in Germania. "I dati presentati oggi non solo consolidano il potenziale dell’immunoterapia  rilasciata (oppure: rappresentata) da questo anticorpo bispecifico in grado di stimolare le cellule T, ma soprattutto validano l’efficacia di blinatumomab in una popolazione di pazienti soggetta a trattamenti particolarmente pesanti."

Il miglioramento della sopravvivenza globale è stato consistente in tutti i sottogruppi, indipendentemente dall’età, da una pregressa terapia di salvataggio o un pregresso trapianto allogenico di cellule staminali (alloSCT).

La leucemia linfoblastica acuta è un tumore del sangue e del midollo osseo, si tratta di una patologia rara e a rapida progressione. I pazienti adulti che ricevono una diagnosi di questo tipo sono spesso giovani, con un’età media tra i 34 e i 39 anni. Attualmente non esiste uno standard di trattamento universalmente riconosciuto al di là della chemioterapia. I pazienti adulti che ricevono una diagnosi di leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia hanno una prognosi infausta con una sopravvivenza globale mediana stimata che va dai tre ai cinque mesi.

Lo studio TOWER
Lo studio TOWER è uno studio di Fase III, randomizzato in aperto che valutava l’efficacia di blinatumomab rispetto alla chemioterapia standard di trattamento, in pazienti adulti affetti da leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia. I pazienti erano randomizzati in proporzione 2:1 con un braccio di trattamento con blinatumomab o un braccio di trattamento a scelta tra uno dei quattro protocolli chemioterapici definiti quali standard di trattamento. L’endopoint primario era la sopravvivenza globale. Gli endpoint secondari includevano la remissione completa e l’endpoint combinato della remissione completa in aggiunta alla remissione completa con recupero ematologico parziale o incompleto.

Lo studio TOWER è il trial che conferma l’efficacia di blinatumomab e sulla base di tali risultati, Amgen prevede di sottomettere la richiesta di autorizzazione definitiva.

La leucemia linfoblastica acuta (LLA) nell’adulto in Europa
L’incidenza annua della LLA nell’adulto nei Paesi europei è generalmente tra lo 0,6 e lo 0,9 ogni 100.000 persone per anno. Si tratta di una patologia rara, ancora di più se si considerano solo i casi di malattia recidivata o refrattaria: si stima che l’incidenza nell’adulto della leucemia linfoblastica acuta da precursori B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia, sia di circa 900 pazienti all’anno in tutta l’Unione Europea.

Blinatumomab
Blinatumomab fa parte di una classe di anticorpi bispecifici chiamati BiTE, (CD19- directed CD3 T cell engager) che si legano specificatamente all’antigene CD19, espresso sulla superficie delle cellule precursori della linea cellulare B, e il CD3 espresso sulla superficie delle cellule T. Blinatumomab è stato riconosciuto dalla Food and Drug Administration come “breakthrough therapy” e gli è stata concessa la procedura di valutazione prioritaria: attualmente è approvato negli USA per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia (LLA).

Gli anticorpi bispecifici BiTE sono un tipo di immunoterapia in fase di studio nella lotta alle neoplasie che aiutano il sistema immunitario a individuare e colpire le cellule maligne. Gli anticorpi ingegnerizzati sono concepiti per attaccare simultaneamente due target differenti, contrapponendo le cellule T (un tipo di globuli bianchi in grado di uccidere le altre cellule percepite come anomale) a quelle tumorali. L’anticorpo BiTE® aiuta le cellule T ad arrivare in prossimità della cellula bersaglio, consentendo il rilascio di tossine e provocandone la morte per apoptosi.