Leucemia mieloide acuta, azacitadina pił acido valproico efficace come mantenimento post-trapianto allogenico

L'azacitadina e l'acido valproico possono essere tranquillamente somministrati in contemporanea come terapia di mantenimento dopo il trapianto allogenico di cellule staminali nei pazienti con leucemia mieloide acuta ad alto rischio. A rivelarlo sono i risultati ad interim di uno studio indipendente di fase II, presentati al congresso congiunto del Center for International Blood & Marrow Transplant Research e dell'American Society for Blood and Marrow Transplantation.

L’azacitadina e l’acido valproico possono essere tranquillamente somministrati in contemporanea come terapia di mantenimento dopo il trapianto allogenico di cellule staminali nei pazienti con leucemia mieloide acuta ad alto rischio. A rivelarlo sono i risultati ad interim di uno studio indipendente di fase II, presentati al congresso congiunto del Center for International Blood & Marrow Transplant Research e dell’American Society for Blood and Marrow Transplantation.

Le percentuali a un anno di sopravvivenza libera da recidive (RFS) e sopravvivenza globale (OS) sono state circa dell’80% e nei 28 pazienti che hanno iniziato il trattamento almeno 40 giorni dopo il trapianto e sono stati trattati per 4 mesi non si sono registrate tossicità significative, ha riferito il primo autore del lavoro, Patrick A. Hagen, della Loyola University di Chicago.
Al momento dell'analisi, i partecipanti erano stati seguiti per una mediana di 18,4 mesi e sia la RFS sia l’OS mediana non erano state raggiunte, mentre la mortalità in assenza di recidiva a un anno è risultata del 4,2%, ha detto Hagen.
"Come tutti sappiamo, la ricaduta dopo un trapianto allogenico è un problema enorme e attuale per i pazienti con leucemia mieloide acuta. È la prima causa di morte dopo il trapianto, e purtroppo la sua incidenza non è diminuita nel corso degli ultimi due decenni" ha detto Hagen, aggiungendo che la ricaduta è motivo di crescente preoccupazione per i pazienti biologicamente ad alto rischio ed è “un’area piuttosto matura per approcci o metodologie migliori". La decisione di proseguire la terapia di mantenimento dopo il trapianto è complicata: è una buona opportunità per migliorare i risultati, ma ci sono molte sfide, tra cui problemi di interazioni farmacologiche e la mielosoppressione, ha detto il ricercatore.
Lo studio, ha spiegato Hagen, è stato effettuato in parte sulla base di risultati riportati in precedenza che hanno evidenziato un sinergismo tra un agente demetilante e un inibitore delle istone dacetilasi nei pazienti con leucemia mieloide acuta.
La terapia di mantenimento comprendeva fino a quattro cicli di 28 giorni di azacitadina 40 mg/m2 al giorno nei giorni 1-5, insieme con acido valproico orale somministrato giornalmente per tutto il ciclo alla dose di 15 mg/kg, aggiustati fino a ottenere un livello minimo di 100 mcg/ml di acido valproico legato come tollerato. Diciannove pazienti hanno completato tutti e quattro i cicli di trattamento.
"Il regime è risultato abbastanza ben tollerato. La stragrande maggioranza delle tossicità - il 70% - è stata di grado 1/2. Le uniche tossicità di grado 4 sono stati correlati alla citopenia e non hanno portato a un differimento del trattamento" ha segnalato l’ematologo.
Nessun paziente ha sviluppato una malattia del trapianto contro l’ospite acuta (GVHD) dopo la terapia, anche se 11 (39%) hanno sviluppato una GVHD cronica, che in otto casi è stata estesa.
I partecipanti allo studio erano soggetti adulti con leucemia mieloide acuta ad alto rischio, senza GVHD acuta di grado 3-4. Tutti avevano un'adeguata funzione d'organo dopo trapianto di cellule staminali allogeniche, effettuato 40-60 giorni prima dell'inizio della terapia di mantenimento. Invece, ha spiegato Hagen, sono stati esclusi quelli con infezioni attive o non controllate, con leucemia mieloide acuta a basso rischio alla prima recidiva, quelli con una conta dei neutrofili inferiore a 1500 e una conta piastrinica al di sotto di 50.000.
I pazienti avevano un’età mediana di 44 anni, avevano fatto in precedenza una mediana di due regimi chemioterapici e avevano un Sorror Comorbidity Index mediano pari a 2,5; per lo più avevano un profilo citogenetico di rischio intermedio o elevato e solo uno aveva una citogenetica favorevole.
Le percentuali promettenti di OS e RFS a un anno, in assenza di tossicità significative dose-limitanti, meritano un’ulteriore valutazione in uno studio di fase III, ha concluso Hagen.

P.A. Hagen, et al. Maintenance Therapy with Azacitadine and Valproic Acid after Allogeneic Stem Cell Transplant in Patients with High-Risk Acute Myelogenous Leukemia. BMT 2017; abstract 
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