Leucemia mieloide acuta, condizionamento pre-trapianto di intensitÓ ridotta prolunga la remissione nell'anziano

Il ricorso al trapianto di cellule staminali ematopoietiche con un condizionamento di intensitÓ ridotta si Ŕ dimostrato un metodo efficace per mantenere la remissione in un gruppo selezionato di pazienti anziani con leucemia mieloide acuta e si Ŕ tradotto in una mortalitÓ senza recidiva simile a quella dei pazienti pi¨ giovani, nello studio 0502, un trial di fase II del Cancer and Leukemia Group B 100103/Blood and Marrow Transplant Clinical Trial Network, pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Il ricorso al trapianto di cellule staminali ematopoietiche con un condizionamento di intensità ridotta si è dimostrato un metodo efficace per mantenere la remissione in un gruppo selezionato di pazienti anziani con leucemia mieloide acuta e si è tradotto in una mortalità senza recidiva simile a quella dei pazienti più giovani, nello studio 0502, un trial di fase II del Cancer and Leukemia Group B 100103/Blood and Marrow Transplant Clinical Trial Network, pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

"Di fondamentale importanza, per la prima volta (per quanto ne sappiamo), si sono ottenuti risultati positivi su pazienti anziani sottoposti a trapianto di staminali nel contesto di un gruppo cooperativo multicentrico, il che rende i risultati più facilmente generalizzabili" scrivono gli autori, coordinati da Steven M. Devine, della Ohio State University di Columbus (Ohio).

Devine e i colleghi spiegano che sebbene nei pazienti dai 60 anni in su si ottengano percentuali di remissione completa comprese tra il 50% e il 60%, molti alla fine ricadono. Nei pazienti più giovani il trapianto di cellule staminali emopoietiche è associato a una minore incidenza di recidive rispetto alla chemioterapia, ma era considerato troppo tossico per quelli più anziani.

In questo studio multicentrico i ricercatori del gruppo cooperativo hanno valutato l’efficacia del trapianto di cellula staminali emopoietiche con un condizionamento di intensità ridotta in un gruppo di soggetti anziani di età compresa tra i 60 e i 74 anni. Il team ha arruolato 114 pazienti colpiti da leucemia mieloide acuta che si trovavano alla prima remissione completa.

L'età media dei partecipanti era di 65 anni e poco più della metà (il 52%) dei pazienti aveva fatto un trapianto da donatore non imparentato ed era stato sottoposto alla profilassi con ATG contro la graft-versus-host disease (GVHD).

Al momento dell’analisi finale dei dati, 71 pazienti erano deceduti. Il follow-up mediano per i 43 pazienti sopravvissuti è stato di 1602 giorni. A 2 anni, la percentuale di sopravvivenza libera da malattia (DFS) a 2 anni è stata del 42% e quella di sopravvivenza globale del 48%, mentre tra i pazienti sottoposti a trapianto da donatore non imparentato, la DFS a 2 anni è stata del 40% e l’OS del 50%.

"Le percentuali di DFS e OS a 2 anni in questo gruppo reggono bene il confronto con quelle ottenute in studi su approcci basati sulla chemioterapia convenzionale per il consolidamento della remissione, in genere al di sotto del 20%".

La mortalità senza recidiva a 2 anni è stata del 15% e non è risultata diversa nei pazienti sottoposti a trapianto da donatore parente e quelli sottoposti a trapianto da donatore non imparentato.

Il pazienti recidivati dopo 2 anni sono risultati il 44%. "Una percentuale di recidiva a 2 anni del 44% è alta, anche se nei pazienti anziani, dopo la chemioterapia convenzionale, sono state osservate percentuali di recidiva comprese fino all’’80-90%, suggestive di un potenziale effetto di ‘graft-versus-leukemia" scrivono i ricercatori. 

Tuttavia, scrivono Devine e i colleghi, “l’interpretazione dei risultati del nostro studio è un po’ limitata dall’assenza di conoscenze coerenti sullo stato mutazionale dei pazienti al momento della diagnosi o il carico di malattia al momento della remissione completa”. 

L’incidenza cumulativa a 100 giorni della GVHD di grado 2-4 è stata del 9,6% e quella di GVHD di grado 3-4 del 2,6%, senza variazioni tra i pazienti sottoposti a trapianto da donatore imparentato e quelli  sottoposti a trapianto da donatore non parente. Inoltre, nel 28% dei pazienti si è sviluppata una GVHD cronica.

Queste percentuali, osservano Devine e colleghi, sono risultate inferiori al previsto e a questo potrebbe aver contribuito l’incorporazione dell’ATG di coniglio nel regime di condizionamento per tutti i pazienti, compresi i destinatari di un trapianto da donatore parente. Secondo i ricercatori, infine, l’aggiunta dell’ATG di coniglio al regime di condizionamento potrebbe aver contribuito anche alle percentuali relativamente basse di mortalità senza recidiva, così come già osservato in altri studi precedenti.

“Il trapianto di cellule staminali emopoietiche con un condizionamento di intensità ridotta per mantenere la remissione in pazienti anziani selezionati con leucemia mieloide acuta è abbastanza ben tollerato e sembra fornire risultati superiori rispetto a quelli dei pazienti storici non sottoposti al trapianto” concludono gli autori, aggiungendo che i prossimi studi su questa popolazione dovrebbero puntare a un’ulteriore riduzione del rischio di recidiva.

S.M. Devine, et al. Phase II Study of Allogeneic Transplantation for Older Patients With Acute Myeloid Leukemia in First Complete Remission Using a Reduced-Intensity Conditioning Regimen: Results From Cancer and Leukemia Group B 100103 (Alliance for Clinical Trials in Oncology)/Blood and Marrow Transplant Clinical Trial Network 0502. J Clin Oncol. 2015; doi: 10.1200/JCO.2015.62.7273.
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