Tra il 1997 e il 2007, circa la metà dei pazienti anziani con leucemia mieloide acuta (LMA) non ha ricevuto la chemioterapia. E’ quanto emerso da un’analisi presentata in occasione del Congresso annuale dell’American Society of Hematology.

Gli esperti hanno analizzato i dati del Surveillance, Epidemiology, and End Results cancer registry (SEER) che ha arruolato 6.888 pazienti con LMA di età superiore ai 65 anni che avevano ricevuto una nuova diagnosi della malattia nel periodo compreso tra il primo gennaio 1997 e il 31 dicembre 2007. Sono stati esclusi dalle analisi i pazienti che avevano evidenze di altri tumori prima della prima diagnosi di LMA. I pazienti sono stati seguiti dalla diagnosi di LMA fino al giorno del decesso o al termine dello studio (31 dicembre 2009).

I ricercatori hanno valutato il tipo di cure ricevute, il tipo di chemioterapia, la mortalità e la sopravvivenza dei pazienti arruolati. I risultati sono stati analizzati in tre periodi differenti: 1997-1999, 2000-2003 e 2004-2007.

Dalla ricerca è emerso che circa il 43% dei soggetti analizzati ha ricevuto la chemioterapia. Il trattamento veniva somministrato a un numero superiore di persone col passare degli anni (40,7% nel 1999-2000, 42,3% nel 2000-2003 e 46% nel 2004-2007). Più della metà dei pazienti (56%) ha ricevuto solo le terapie di supporto, anche se la percentuale delle persone trattate diminuiva col passare del tempo. Tra i pazienti che avevano ricevuto le terapie di supporto migliori, il tasso delle cure ospedaliere aumentava con il passare del tempo (20,3% nel 1997-1999, 36,4% nel 2000-2003 e 42,3% nel 2004-2007).

Il 66,3% dei pazienti tra i 65-74 anni ha ricevuto un trattamento chemioterapico, rispetto al 39,2% dei soggetti di età compresa tra i 75-84 anni e il 14,8% di quelli di età superiore agli 85 anni.  Anche la proporzione di pazienti che ha ricevuto antibiotici e antimicotici è diminuita con l’aumentare dell’età.

L’anali di regressione ha mostrato che il predittore più forte del non ricevere la chemioterapia era l’età, con un OR di 0,12 per i pazienti di età superiore agli 85 anni e di 0,42 per quelli di età compresa tra i 75 e gli 84 anni.

Tra i pazienti che avevano ricevuto la chemioterapia, l’uso di antibiotici è aumentato sostanzialmente durante i vari periodi analizzati (11,1%, 14% e 29,6%). La stessa cosa si è verificata per gli antimicotici (1,3%, 3,1% e 12,4%). Questo indica che un numero superiore di pazienti, con il passare degli anni, ha necessitato del trattamento per la profilassi delle infezioni associate a chemioterapia.

La mortalità generale a 30 giorni era del 20,5% e a 60 giorni era del 42,8%. La sopravvivenza media generale era di 2,6 mesi: 4,5 mesi tra i 65-74 anni, 2,4 mesi tra i 75-84 anni e 1,6 per i soggetti di età superiore agli 85 anni.

La sopravvivenza era superiore per i pazienti che avevano ricevuto la chemioterapia, rispetto a quelli trattati con le sole cure di supporto (8,0 vs 1,5 mesi tra i 65-74 anni, 5,3 vs 1,7 tra i 75 e gli 84 anni e 3,8 vs 1,4 per i soggetti di età superiore agli 85 anni).