Leucemia mieloide acuta ricaduta/refrattaria FLT3-ITD+, quizartinib migliora la sopravvivenza

Il trattamento con l'inibitore orale di FLT3 quizartinib ha migliorato la sopravvivenza globale (OS) rispetto alla chemioterapia in pazienti con leucemia mieloide acuta ricaduta/refrattaria FLT3-ITD-positiva dopo il trattamento di prima linea con o senza il trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Questo il risultato principale dello studio di fase III QuANTUM-R, reso noto da Daiichi Sankyo in un comunicato stampa.

Il trattamento con l’inibitore orale di FLT3 quizartinib ha migliorato la sopravvivenza globale (OS) rispetto alla chemioterapia in pazienti con leucemia mieloide acuta ricaduta/refrattaria FLT3-ITD-positiva dopo il trattamento di prima linea con o senza il trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Questo il risultato principale dello studio di fase III QuANTUM-R, reso noto da Daiichi Sankyo in un comunicato stampa.

Maggiori dati di questo studio registrativo, fa sapere l’azienda, saranno presentati in uno dei prossimi congressi di oncologia, ma il profilo di sicurezza del farmaco nello studio QuANTUM-R, aggiunge, è risultato simile alle segnalazioni degli effetti avversi con dosi simili riportate in altri studi.

"Quizartinib in monoterapia è il primo inibitore di FLT3 a mostrare un miglioramento significativo della sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia citotossica in uno studio randomizzato di fase III su pazienti con leucemia mieloide acuta recidivata/refrattaria con la mutazioni FLT3-ITD, una forma molto aggressiva della malattia per la quale ci sono poche opzioni terapeutiche disponibili" afferma nella nota aziendale Antoine Yver, vicepresidente esecutivo e responsabile globale della R&S oncologia. Il manager aggiunge che Daiichi Sankyo intende avviare presto i colloqui con le autorità regolatorie di tutto il mondo per poter mettere quizartinib a disposizione pazienti il più rapidamente possibile.

QuANTUM-R è uno studio multicentrico internazionale di fase III, randomizzato e in aperto, al quale hanno partecipato 367 pazienti con leucemia mieloide acuta recidivata/refrattaria e portatori della mutazione FLT3-ITD. I pazienti avevano già fatto la terapia di prima linea standard per la leucemia mieloide acuta con o senza il trapianto di cellule staminali ematopoietiche e la durata della loro remissione non superava i 6 mesi.
I partecipanti sono stati trattati in rapporto 2:1 con quizartinib in monoterapia oppure con la chemioterapia e l'endpoint primario dello studio era l’OS.

In un precedente studio di fase I su 76 pazienti con leucemia mieloide acuta recidivata/refrattaria, pubblicato nel 2013 sul Journal of Clinical Oncology, nei 17 pazienti FLT3-ITD-positivi trattati con quizartinib (a un dosaggio che andava da 12 a 450 mg/die) la percentuale di risposta complessiva è risultata del 53%, con una risposta completa, una risposta completa con recupero piastrinico incompleto, due risposte complete con recupero ematologico incompleto e cinque risposte parziali.

L'OS mediana nell’intera popolazione studiata (che comprendeva anche pazienti senza la mutazione LT3-ITD) è risultata di 14 settimane e la durata mediana della risposta di 13,3 settimane.
In questo studio, la tossicità dose-limitante di grado 3 è risultata il prolungamento del tratto QT e la dose massima tollerata è stata stabilita in 200 mg/die. La maggior parte degli eventi avversi è stata di grado 2 e gli effetti avversi correlati a quizartinib manifestatisi in almeno il 10% dei pazienti sono stati nausea (16%), prolungamento dell’intervallo QT (12%), vomito (11%) e disgeusia (11%).

Quizartinib è in fase di valutazione anche nello studio randomizzato di fase III QuANTUM-First, in cui si sta testando il farmaco in pazienti con leucemia mieloide acuta FLT3-ITD-positivi, di nuova diagnosi. I partecipanti sono stati assegnati al trattamento con quizartinib più la chemioterapia standard seguito da un mantenimento con quizartinib oppure al trattamento con un placebo più la chemioterapia standard seguiti da un mantenimento con un placebo.
Quizartinib non è, comunque, l’unico inibitore di FLT3 in fase di sviluppo. Nell'aprile 2017, la Food and Drug Administration ha approvato la midostaurina, che inibisce più chinasi, tra cui FLT3, per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta FLT3-positiva di nuova diagnosi, in combinazione con l’induzione standard con citarabina e daunorubicina e un consolidamento con citarabina. Di recente, inoltre, Astellas Pharma ha presentato all’agenzia Usa la domanda di autorizzazione per il suo inibitore di FLT3 gilteritinib come trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta recidivata o refrattaria FLT3-positivo.

Alessandra Terzaghi