La chemioterapia ha aumentato i tassi di sopravvivenza e migliorato gli outcome di molti tumori, ma tra i suoi svantaggi vi è l’aumento del rischio di indurre una leucemia. A confermarlo è uno studio osservazionale appena pubblicato online sulla rivista Blood, il quale mostra che l’incidenza della leucmia mieloide acuta (LMA) nel periodo 1975-2008 è stata quasi cinque volte superiore nei pazienti trattati con la chemioterapia rispetto alla popolazione generale (P < 0,001).


I ricercatori avvertono che l'incidenza complessiva della LMA indotta dalla chemioterapia è destinata ad aumentare in futuro, perché negli ultimi dieci anni si è assistito a un aumento del numero dei pazienti trattati con agenti citotossici.


E concludono che i rischi di LMA legata al trattamento vanno soppesati contro i benefici, specie nel caso di nuovi agenti e di nuove indicazioni di agenti standard.


"Pesare i rischi e benefici del trattamento necessita di dati provenienti da fonti diverse, per esempio studi clinici che dimostrino i benefici del trattamento e studi che misurino il rischio di LMA da chemioterapia e di effetti collaterali a breve e lungo termine" ha detto in un’intervista la prima firmataria dello studio, Lindsay Morton, del National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland.


L’autrice ha aggiunto che "sono necessari ulteriori studi per stabilire i rischi correlati a specifici farmaci, a determinati dosaggi, e il nostro studio consente di identificare i gruppi di pazienti più importanti da includere in tali studi”. Secondo la ricercatrice, inoltre, ci vuole più ricerca anche "per chiarire il ruolo della suscettibilità genetica di un paziente alla LMA correlata al trattamento".


Il team sottolinea nella sua introduzione che la LMA correlata al trattamento è da tempo riconosciuta come una complicanza rara, ma altamente letale, del trattamento con la chemioterapia citotossica. Sebbene anche la radioterapia possa essere implicata nella LMA correlata al trattamento, il rischio sembra essere sostanzialmente più elevato con la chemioterapia.


Anche se il trattamento dei tumori si è evoluto notevolmente negli ultimi decenni, sottolineano inoltre gli autori, dal 1984 a oggi non è mai stato fatto un ampio studio per quantificare il rischio di LMA dopo la chemioterapia negli adulti affetti da diversi tipi di cancro. Anche al momento attuale, i dati sul rischio di LMA legata al trattamento sono scarsi, sebbene alcuni casi clinici e studi di piccole dimensioni suggeriscano che questi rischi sono aumentati in concomitanza con l'aumento dell’uso della chemioterapia.


Per studiare variazioni del rischio di LMA legata al trattamento nel tempo, i ricercatori hanno utilizzato i dati dei registri tumori del programma SEER (Surveillance, Epidemiology, and End Results) per identificare i pazienti a più alto rischio di LMA legata al trattamento in funzione del periodo, dell'età al momento della diagnosi del cancro, della latenza e del tipo del primo tumore primario.


I pazienti sono stati seguiti dalla data della diagnosi fino alla comparsa di un secondo tumore maligno primario, al raggiungimento degli 85 anni, al decesso, alla loro perdita durante il follow-up o alla chiusura dello studio (il 31 dicembre 2008).


Sono stati identificati in tutto 426.068 adulti ai quali era stato diagnosticato con un tumore maligno primario dal 1975 al 2008 e sottoposti alla chemioterapia.


In questo gruppo, ci sono stati 801 casi di LMA legata al trattamento, mentre nella popolazione general, il tasso atteso di LMA sarebbe di 170,5 casi: dunque, un rischio 4,7 volte maggiore di LMA e un eccesso di 3,04 casi ogni 10.000 anni-persona.


In particolare, il rischio di LMA legata al trattamento è risultato particolarmente pronunciato nei pazienti trattati con la chemioterapia per linfoma di Hodgkin, mieloma e tumori delle ossa e delle articolazioni, dei tessuti molli, dell’ovaio e del polmone.


Quasi la metà di tutti i casi di LMA legata al trattamento si sono verificati dopo un cancro al seno o un linfoma non-Hodgkin e il rischio è risultato significativamente superiore dopo la chemioterapia per i tumori dell'esofago, dell’ano,delle vie biliari, della cervice uterina, dell’endometrio, dei testicoli, al cervello e alla prostata.


Anche se più del 25% dei pazienti con un cancro allo stomaco o al colon-retto è trattato con la chemioterapia, il rischio di LMA legata al trattamento non è apparso significativamente elevato in questa popolazione.


Per il cancro al polmone, alla mammella e all'endometrio, il rischio di LMA legata al trattamento è molto elevato nei primi 5 anni dopo la diagnosi iniziale, ma scende sensibilmente in seguito. Per le neoplasie non ematologiche non si è trovata alcuna evidenza di un rischio elevato 10 anni o più dopo la diagnosi. Per il linfoma di Hodgkin, il linfoma non-Hodgkin e il mieloma, l’aumento del rischio da 3 a 6 volte persiste, invece, per 10 anni o più.


I ricercatori hanno evidenziato cambiamenti notevoli nel rischio di LMA correlata al trattamento nel tempo, con un aumento negli anni più recenti per il linfoma non-Hodgkin e una riduzione per il cancro ovarico, il mieloma, e, potenzialmente, per il cancro ai polmoni.


L’andamento nel tempo del rischio è apparso, invece, significativamente eterogeneo per il cancro al seno e il linfoma di Hodgkin. Infatti, nel primo caso il rischio è risultato aumentato nel periodo 1975-1978, è diminuito sensibilmente negli anni Ottanta per poi risalire, anche se non in modo significativo, negli anni Novanta. Nel linfoma di Hodgkin, il rischio è risultato alto nel periodo dal 1975 al 1990, più basso dal 1991 al 1998 e in aumento (anche se non in modo significativo) dal 1999 al 2008.


Inoltre, il rischio di LMA legata al trattamento è risultato maggiore nei pazienti sottoposti a radioterapia più chemioterapia rispetto a quelli trattati solo con la chemioterapia, anche se non significativamente, per i tumori al polmone, alla mammella e all'ovaio, ma non per il linfoma di Hodgkin, il linfoma non-Hodgkin e il mieloma. 


L.M. Morton, et al. Evolving risk of therapy-related acute myeloid leukemia following cancer chemotherapy among adults in the United States, 1975-2008. Blood 2013, doi: 10.1182/blood-2012-08-448068
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