Per la riabilitazione di gemtuzumab ozogamicina per la terapia della leucemia mieloide acuta (LMA), dopo  il suo ritiro dal mercato Usa nel 2010, sono necessarie nuove analisi dei dati disponibili sul farmaco. E’ quanto affermato dall’Fda in una lettera pubblicata  sul Journal of Clinical Oncology in risposta alla pubblicazione degli studi AML16  e ALFA 0701.

Gemtuzumab ozogamicina, un anticorpo monoclonale immuno-coniugato costituito da una parte umanizzata associata a una tossina batterica, era stato originariamente autorizzato nel 2000 dall’Fda come trattamento per la LMA mediante una procedura di approvazione accelerata, che richiedeva un trial di follow-up (SWOG SO106) per confermare i benefici clinici del farmaco.

Quello studio e ulteriori dati post marketing non erano riusciti a dimostrare un miglioramento della sopravvivenza con gemtuzumab rispetto alla chemioterapia standard. Su richiesta dell’Fda, il produttore del farmaco, Pfizer, aveva ritirato il prodotto dal mercato statunitense.

Successivamente, i risultati di due trial clinici (AML16  e ALFA 0701)  avevano evidenziato benefici dovuti alla terapia con gemtuzumab ozogamicina in pazienti con leucemia mieloide acuta. Questi dati stanno facendo discutere ematologi in tutto il mondo e alcuni di questi chiedono di riportare il farmaco sul mercato.

Nello studio ALFA 0701, pubblicato lo scorso anno su The Lancet, il Prof. Castaigne e il suo gruppo del Hôpital de Versailles in Francia, avevano randomizzato 280 pazienti naive con LMA a ricevere la chemioterapia standard da sola o in aggiunta a gemtuzumab ozogamicina. Nello studio era stato osservato un miglioramento significativo della sopravvivenza nei pazienti trattati anche con l’anticorpo.

Anche nello studio AML 16, pubblicato lo scorso anno sul Journal of Clinical Onoclogy dal Prof.  Alan Burnett della Cardiff University School of Medicine nel Regno Unito, gli esperti avevano osservato un trend nella sopravvivenza in favore di gemtuzumab ozogamicina.

Nonostante questi risultati alcuni esperti dell’Fda non sembrano pienamente convinti dei risultati degli studi. In una lettera pubblicata pochi giorni fa sul Journal of Clinical Oncology, gli esperti dell’agenzia americana hanno discusso le limitazioni di alcune analisi dei risultati di entrambi gli studi e hanno concluso che i dati, per ora, non sono chiari. Attualmente, l’Fda sta analizzando i dati disponibili provenienti da tutti gli studi condotti sul farmaco.

Anche se il medicinale è stato ritirato dal commercio degli Stati Uniti nel 2010, spiega l’agenzia americana, il farmaco è a disposizione dei pazienti  attraverso specifici programmi di accesso.

Donna Przepiorka et al., Gemtuzumab Ozogamicin  JCO published online on March 25, 2013;DOI:10.1200/JCO.2012.48.1887
http://jco.ascopubs.org/content/early/2013/03/21/JCO.2012.48.1887.full.pdf+html?sid=9a1b0200-56cb-4735-87fe-6561b5f8a140

S. Castaigne, et al. Fractionated doses of gemtuzumab ozogamicin (GO) combined to standard chemotherapy (CT) improve event-free and overall survival in newly-diagnosed de novo AML patients aged 50-70 years old: a prospective randomized phase 3 trial from the Acute Leukemia French Association (ALFA). ASH 2011; abstract 6.

A. Burnett. The addition of gemtuzumab ozogamicin to intensive chemotherapy in older patients with AML produces a significant improvement in overall survival: results of the UK NCRI AML16 randomized trial. ASH 2011; abstract 582