Oncologia-Ematologia

Leucemia mieloide cronica, bosutinib bene come quarta linea

L’inibitore delle tirosin chinasi bosutinib sembra essere una buona opzione come terapia di quarta linea per i pazienti con leucemia mieloide cronica. Tale, almeno, si è rivelato in un piccolo studio retrospettivo su pazienti pesantemente pretrattati, pubblicato di recente sull'American Journal of Hematology.

I tre farmaci attualmente approvati come terapia di prima linea per la leucemia mieloide cronica sono gli inibitori delle tirosin-chinasi imatinib, dasatinib e nilotinib. La maggior parte dei pazienti viene trattata con bosutinib, invece, come terapia di quarta linea, spiegano nell’introduzione Valentín García-Gutierrez, dell'Ospedale Universitario Ramón y Cajal di Madrid, e gli altri autori.

Tuttavia, aggiungono i ricercatori spagnoli, i dati sull’impiego di bosutinib come terapia di salvataggio dei pazienti con leucemia mieloide cronica positiva al cromosoma Philadelphia (Ph +) già trattati senza successo con altri tre inibitori delle tirosin-chinasi sono molto pochi.

In uno studio di fase I/II su pazienti con leucemia mieloide cronica trattati con bosutinib, spiegano García-Gutierrez e i colleghi, solo 3 pazienti su 188 sono stati trattati con questo inibitore in quarta linea. "Lo scopo del nostro studio era quello di colmare questa lacuna,e analizzare l'efficacia e la sicurezza del trattamento con bosutinib in quarta linea dopo che imatinib, dasatinib e nilotinib non avevano funzionato o non erano stati tollerati" scrivono gli autori.

I ricercatori hanno quindi analizzato le cartelle cliniche di 30 pazienti affetti da leucemia mieloide cronica in fase cronica che avevano recidivato dopo essere stati trattati con imatinib, nilotinib e dasatinib o erano risultati intolleranti a questi farmaci.

I pazienti studiati erano stati tutti trattati con bosutinib 500 mg al giorno, con aggiustamenti della dose effettuati a discrezione del medico.

Durante un follow-up medio di 11,5 mesi, 17 pazienti (il 56,6%) sono stati in grado di raggiungere o mantenere una risposta citogenetica completa (CCyR) e 11 (il 36,7%) di raggiungere o mantenere la risposta molecolare maggiore (MMR) di base.

Tra i pazienti che non avevano una CCyR al basale, le probabilità di ottenere una CCyR, una MMR e risposta molecolare profonda MR4,5 sono risultate, rispettivamente, il 13%, l’11%, e il 14%. Invece, tra quelli che avevano un CCyR al basale, le probabilità di ottenere una MMR e una MR4,5 sono risultate rispettivamente il 40% e il 20%.

La sopravvivenza libera da eventi mediana è stata di 11,7 mesi, mentre le stime di sopravvivenza libera da eventi e sopravvivenza libera da progressione a 20 mesi sono risultate rispettivamente del 63,3% e 80%.

Gli eventi avversi più frequenti associati al trattamento con bosutinib sono stati l’anemia (verificatasi nel 23,3% dei casi), il rash (nel 23,3%), la diarrea (nel 20%), l’edema (nel 20%), la neutropenia (nel 16,7%), la trombocitopenia (nel 16,7%) e la stanchezza (nel 10% ). Inoltre, tre pazienti hanno interrotto la terapia a causa di tossicità.

Nella discussione, gli autori spiegano che 15 pazienti nei quali in precedenza c’era stato un versamento pleurico durante il trattamento con dasatinib non hanno poi riavuto questo problema con bosutinib e, dei 10 pazienti che avevano manifestato eventi avversi di tipo vascolare con nilotinib, nessuno li ha riavuti una volta trattato con bosutinib.

"I nostri risultati mostrano che bosutinib è una valida opzione per i pazienti che sono in attesa di trapianto allogenico o non sono idonei a questa procedura. Inoltre, l’assenza di eventi avversi vascolari rende bosutinib una buona opzione per i pazienti in cui si prende in considerazione ponatinib, ma che hanno fattori di rischio cardiovascolare" concludono García-Gutierrez e i colleghi.

V. García-Gutiérrez, et al. Bosutinib shows low cross intolerance, in chronic myeloid leukemia patients treated in fourth line. Results of the Spanish compassionate use program. Am J Hematol. 2015; doi: 10.1002/ajh.23973.
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