Leucemia mieloide cronica, dasatinib meglio di imatinib su risposta citogenetica e molecolare

La sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 5 anni sono risultate simili nei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica trattati con dasatinib e in quelli trattati con imatinib, ma quelli del gruppo dasatinib hanno mostrato percentuali di risposta molecolare maggiore e di risposta citogenetica completa pił alte, senza un aumento degli eventi avversi.

La sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 5 anni sono risultate simili nei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica trattati con dasatinib e in quelli trattati con imatinib, ma quelli del gruppo dasatinib hanno mostrato percentuali di risposta molecolare maggiore e di risposta citogenetica completa più alte, senza un aumento degli eventi avversi. Lo rivela un’estensione dello studio di fase III DASISION (Dasatinib Versus Imatinib Study in Treatment-Naive Chronic Myeloid Leukemia Patients), pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Lo studio ha coinvolto 519 pazienti con leucemia mieloide cronica di nuova diagnosi naïve al trattamento. I partecipanti sono stati assegnati in rapporto 1:1 al trattamento con dasatinib 100 mg/die o imatinib 400 mg/die. Il dosaggio veniva modificato caso per caso se si manifestavano eventi avversi o le risposte non erano ottimali. La dose mediana giornaliera dopo 5 anni è risultata di 99 mg per dasatinib e 400 mg per imatinib.

"I risultati iniziali hanno mostrato che dasatinib aveva centrato l’endpoint primario, rappresentato da un’efficacia superiore rispetto a imatinib, e aveva un profilo di sicurezza accettabile, il che ha portato alla sua approvazione per l’impiego in prima linea" scrivono gli autori, guidati da Jorge Cortes, dell’MD Anderson Cancer Center della University of Texas di Houston.

Date le risposte molecolari più rapide e profonde osservate nei pazienti trattati con dasatinib, "dasatinib dovrebbe continuare ad essere consideratao un trattamento di prima linea standard per i pazienti con leucemia mieloide cronica di nuova diagnosi” scrivono i ricercatori.

Nello studio DASISION, Cortes e i colleghi hanno misurato la risposta citogenetica completa, la risposta molecolare maggiore, la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS). 
La percentuale di risposta molecolare maggiore è risultata significativamente più alta per i pazienti trattati con dasatinib rispetto ai pazienti trattati con imatinib (76% contro 64%; P = 0,0022), così come quella di risposta citogenetica completa (28% con dasatinib e 26% con imatinib).

L’OS a 5 anni per i pazienti trattati con dasatinib è stata del 91% e non è risultata significativamente diversa rispetto a quella dei pazienti trattati con imatinib, pari al 90% (P  = 0,1192). Nessuna differenza significativa nemmeno per la PFS a 5 anni, che è stata rispettivamente dell’85% e 86%.

In ciascuno dei due bracci di trattamento non ci sono stati eventi avversi nuovi o inaspettati e il versamento pleurico è stato l’unico evento avverso non ematologico risultato più frequente con dasatinib rispetto a imatinib (28% contro 0,8%). I primi episodi di versamento pleurico si sono manifestati nel gruppo trattato con dasatinib, con la più alta incidenza nel primo anno di trattamento.

L’incidenza degli eventi avversi di grado 3 o 4 è stata del 15% nei pazienti trattati con dasatinib e 11% nei pazienti trattati con imatinib.

J.E. Cortes, et al. Final 5-Year Study Results of DASISION: The Dasatinib Versus Imatinib Study in Treatment-Naïve Chronic Myeloid Leukemia Patients Trial. J Clin. Oncol. 201;. doi: 10.1200/JCO.2015.64.8899.
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