Annunciati al congresso americano di ematologia i risultati a quattro anni dello studio di fase III DASISION su dasatinib (100 mg al giorno) vs. imatinib (400 mg al giorno) in prima linea nel trattamento dei pazienti adulti con Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica (CP-LMC).

A quattro anni il 76% dei pazienti trattati con dasatinib ha raggiunto la risposta molecolare maggiore rispetto al 63% di quelli trattati con imatinib. 1,2 Inoltre, a 3 mesi, l’84% delle persone trattate con dasatinib (vs. 64% con imatinib) ha mostrato livelli di BCR-ABL pari o inferiori al 10%, considerati una risposta molecolare ottimale in base alla definizione delle linee guida (2013 European LeukemiaNet guidelines).

Coloro che hanno ottenuto questa risposta a tre mesi (in entrambi i bracci) hanno mostrato, dopo quattro anni, un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) e libera da progressione (PFS) rispetto a quelli che non l’hanno ottenuta. Dopo quattro anni, il 67% dei pazienti trattati con dasatinib è ancora in trattamento (vs. 65% con imatinib). Questi dati sono presentati oggi al 55° Congresso della Società americana di ematologia (Abstract #653).

La maggior parte degli eventi avversi correlati al farmaco si sono verificati nel primo anno di trattamento e i tipi di eventi avversi si sono mantenuti costanti nel quadriennio. Le reazioni avverse, verificatesi in un numero uguale o superiore al 10% dei pazienti di nuova diagnosi con Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica trattati con dasatinib, erano rappresentate da mielosoppressione, ritenzione di liquidi (versamento pleurico ed edema localizzato superficiale), diarrea, emicrania, dolore muscoloscheletrico, rash cutaneo e nausea. Nei pazienti trattati con dasatinib la maggioranza degli eventi avversi di grado 3-4 era costituita da alterazioni ematologiche di laboratorio, verificatesi nel primo anno.

“Questi risultati – spiega il dott. Jorges E. Cortes dell’M.D. Anderson Cancer Center (Università del Texas) - si basano su un follow up di quattro anni e forniscono ulteriori conoscenze sull’efficacia e sicurezza di dasatinib in pazienti di nuova diagnosi con Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica. Questi dati possono inoltre offrire importanti chiarimenti sul potenziale impatto delle risposte precoci sugli outcome in questo setting di pazienti ”.

Saranno presentati al congresso i dati preliminari dallo studio SIMPLICITY, un trial osservazionale in corso su pazienti adulti di nuova diagnosi con leucemia mieloide cronica in fase cronica che hanno ricevuto in prima linea dasatinib, imatinib o nilotinib negli Stati Uniti o in Europa. Il principale obiettivo dello studio è stabilire l’efficacia di questi inibitori delle tirosin chinasi nella pratica clinica. I dati alla baseline che caratterizzano la coorte di questo studio saranno presentati oggi in una poster session (Abstract #4026).

Risultati del follow-up a 4 anni dello studio DASISION
Nello studio DASISION, dopo quattro anni, il 67% dei pazienti trattati con dasatinib (n = 172) e il 65% di quelli trattati con imatinib (n = 168) è ancora in terapia. Dopo quattro anni, il 76% di pazienti in trattamento con dasatinib, rispetto al 63% di quelli che hanno ricevuto imatinib, ha ottenuto una risposta molecolare maggiore (MMR)2. Inoltre, il 53% dei pazienti nel braccio di dasatinib ha ottenuto una risposta molecolare MR43 , rispetto al 42% nel braccio di imatinib, e il 37% dei pazienti nel primo gruppo ha ottenuto una MR4.54 vs il 30% dei pazienti nel secondo gruppo. Nei pazienti che hanno raggiunto una MMR, il tempo mediano di ottenimento della MMR era 9.2 e 15.0 mesi rispettivamente con dasatinib e imatinib.

Durante i 4 anni dello studio, la trasformazione della malattia in fase accelerata o blastica si è verificata in 12 pazienti che ricevevano dasatinib e in 18 pazienti con imatinib. La sopravvivenza libera da malattia (PFS) a quattro anni è risultata pari al 90% in entrambi i bracci e la sopravvivenza globale (OS) di 93% e 92%, rispettivamente per dasatinib e imatinib.

In questo studio, da un’analisi esplorativa, una porzione di pazienti in ciascun braccio ha ottenuto risposte molecolari ottimali, dopo 3, 6 e 12 mesi, come definito dalle linee guida 2013 dell'European LeukemiaNet (ELN).

Dopo 3 mesi, l’84% dei pazienti randomizzati a dasatinib vs il 64% di quelli a imatinib ha ottenuto una risposta molecolare ottimale (BCR-ABL ≤ 10%). Nel braccio dasatinib, i tassi di PFS e di OS a 4 anni erano 92 vs 67% (p = 0.0004) e 95 vs 83% (p = 0.0092), rispettivamente nei pazienti che avevano ottenuto livelli di BCR-ABL < 10% dopo tre mesi vs quelli che avevano livelli >10% . Nel braccio imatinib, i tassi di PFS e OS a quattro anni erano 95 vs 70% (p < 0.0001) e 96 vs. 84% (p = 0.0021), rispettivamente nei pazienti con livelli di BCR-ABL < 10% a tre mesi vs quelli che non avevano raggiunto questi livelli.

Dopo sei mesi di trattamento, il 69% dei pazienti trattati con dasatinib e il 49% di quelli trattati con imatinib ha mostrato una risposta molecolare ottimale (BCR-ABL ≤ 1%) e, dopo 12 mesi, il 46% dei pazienti randomizzati a dasatinib vs il 30% di quelli a imatinib aveva una risposta molecolare ottimale (BCR-ABL ≤ 0.1%).

La maggior parte degli eventi avversi correlati al farmaco si sono manifestati entro il primo anno di trattamento e il tipo di eventi avversi si manteneva constante fino al quarto anno. Le reazioni avverse riportate da ≥ 10% dei pazienti con nuova diagnosi di LMC Ph+, in fase cronica (CP), trattati con dasatinib, erano mielosoppressione, ritenzione di liquidi (versamento pleurico ed edema superficiale localizzato), diarrea, cefalea, dolori muscolo-scheletrici, rash cutaneo e nausea. Nei pazienti trattati con dasatinib, la maggior parte degli eventi avversi di grado 3 - 4 consisteva in alterazioni ematologiche negli esami di laboratorio, normalmente osservate nel primo anno di trattamento.

Lo studio DASISION
DASISION (Dasatinib vs. Imatinib in Patients With Newly Diagnosed Chronic Phase CML) (CA180-056) è uno studio internazionale, randomizzato, in aperto, di fase III, di dasatinib (100 mg, una volta al giorno) vs imatinib (400 mg, una volta al giorno) per il trattamento di pazienti con nuova diagnosi di LMC Ph+ CP. Nello studio sono stati arruolati 519 pazienti: 259 a dasatinib e 260 a imatinib. Endpoint primario era la risposta citogenetica completa (CCyR) , confermata, entro i 12 mesi. Endpoint secondari selezionati erano la MMR in ogni momento del trattamento, il tempo di ottenimento della MMR e il tempo di ottenimento della CCyR confermata.

Nello studio DASISION, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2010, il 77% (IC 95%: 71 - 82) dei pazienti trattati con dasatinib( n = 259) vs il 66% di quelli trattati con imatinib (n = 260) ha raggiunto l’endpoint primario di CCyR 5confermata (definita da due esami consecutivi della CCyR ad almeno 28 giorni di distanza), entro 12 mesi (p = 0.007).