Leucemia mieloide cronica, fumare peggiora la prognosi

Nei pazienti con leucemia mieloide cronica, stando ai risultati di un nuovo studio del German CML Study Group pubblicato su Cancer, vi è un'associazione tra il fumo, da un lato, e la mortalità e la progressione della malattia, dall'altro.

Nei pazienti con leucemia mieloide cronica, stando ai risultati di un nuovo studio del German CML Study Group pubblicato su Cancer, vi è un’associazione tra il fumo, da un lato, e la mortalità e la progressione della malattia, dall’altro.

”Pur tenendo conto delle differenze di status socioeconomico e di stile di vita tra i pazienti fumatori e i non fumatori, i risultati suggeriscono che il fumo potrebbe influenzare la biologia della malattia in questa neoplasia” scrivono nelle conclusioni Michael Lauseker, della Ludwig-Maximilians University di Monaco di Baviera, e gli altri autori.

Il fumo è sospettato di essere non solo un fattore di rischio per lo sviluppo della leucemia mieloide cronica, ma anche un fattore prognostico sfavorevole, sebbene su quest’ultimo aspetto ci siano molti meno dati. "Le poche analisi su questo tema pubblicate fino ad oggi sono state effettuate molto tempo fa, prima dell’ingresso in terapia degli inibitori delle tirosin-chinasi, o nel contesto del trapianto di cellule staminali” spiegano Lauseker e i colleghi.

Per valutare meglio l’impatto del fumo sulla sopravvivenza e sulla progressione verso fasi avanzate della malattia, i ricercatori tedeschi hanno analizzato i dati di 1536 pazienti che avevano partecipato al German CML Study IV; per 1326 dei quali si sapeva se erano o meno fumatori.

Durante un periodo di osservazione mediano di 7 anni, ci sono stati 163 decessi e 95 pazienti hanno manifestato una progressione della malattia verso la fase accelerata o la crisi blastica.

Un totale di 261 pazienti (il 20%) erano fumatori (sono stati considerati tali solo i pazienti che erano fumatori al momento della diagnosi). La sopravvivenza complessiva a 8 anni è risultata dell’87% per i non fumatori e 83% per i fumatori. Nell’analisi multivariata, il fumo ha mostrato di avere un effetto significativo sulla mortalità, con un hazard ratio (HR) pari a 2,08 (IC al 95% 1,4-3,1; P < 0,001), più alto di quello ottenuto nell’analisi univariata. Altri fattori associati in modo significativo alla mortalità sono risultati l’età e le comorbidità, così come molti altri.

In un'analisi di sensibilità, l'effetto del fumo è sembrato essere dipendente dall'età. Per esempio, in un fumatore di 16 anni, gli autori hanno calcolato un aumento del rischio di mortalità di oltre otto volte (HR 8,47; IC al 95% 2,8-25,8; P < 0,001) rispetto a un coetaneo non fumatore; per contro, un paziente ottantenne non fumatore non sembra essere esposto a un aumento del rischio di decesso rispetto a un non fumatore della stessa età.

Il fumo ha mostrato di incidere negativamente anche sulla progressione della malattia. L’incidenza cumulativa di progressione a 8 anni è risultata del 7% nel gruppo dei non fumatori contro 12% nei fumatori, con un HR multivariato pari a 2,11 (IC al 95% 1,35-3,31; P = 0,001).

Invece, non sono emerse differenze di rilievo tra pazienti fumatori e non fumatori per quanto riguarda i tassi di risposta molecolare.
"Nel determinare la prognosi di un paziente con leucemia mieloide cronica, il fumo dovrebbe essere considerato un importante fattore prognostico" concludono gli autori, sottolineando che “i pazienti con leucemia mieloide cronica, in particolare quelli di età <60 anni, dovrebbero essere adeguatamente incoraggiati e sostenuti per smettere di fumare".

M. Lauseker, et al. Smokers with chronic myeloid leukemia are at a higher risk of disease progression and premature death. Cancer 2017; doi:10.1002/cncr.30636.
leggi