Leucemia mieloide cronica, ponatinib migliora la sopravvivenza rispetto al trapianto

Il trattamento con ponatinib si associato a una sopravvivenza globale (OS) migliore rispetto al trapianto allogenico di cellule staminali in pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica portatori della mutazione T315I in un nuovo studio pubblicato di recente su Cancer. Il farmaco non si dimostrato n migliore n peggiore, tuttavia, nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase blastica e in quelli con leucemia linfoblastica acuta cromosoma Philadelphia-positiva (Ph+).

Il trattamento con ponatinib si è associato a una sopravvivenza globale (OS) migliore rispetto al trapianto allogenico di cellule staminali in pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica portatori della mutazione T315I in un nuovo studio pubblicato di recente su Cancer. Il farmaco non si è dimostrato né migliore né peggiore, tuttavia, nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase blastica e in quelli con leucemia linfoblastica acuta cromosoma Philadelphia-positiva (Ph+).

La mutazione T315I conferisce resistenza alla maggior parte degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI), tra cui imatinib, dasatinib, bosutinib, e nilotinib. Ponatinib è l'unico TKI in grado di trattare i pazienti con questa mutazione. “Prima dell’approvazione di ponatinib, i pazienti con leucemia mieloide cronica Ph+ resistenti a imatinib e portatori della mutazione T315I avevano una prognosi sfavorevole e una sopravvivenza significativamente più breve rispetto a quelli privi di questa mutazione” spiegano gli autori dello studio, guidati da Franck E. Nicolini, del Medical Research Lione Cancer Center di Lione. La terapia standard per questi pazienti era rappresentata dall’allotrapianto e pochi studi avevano paragonato quest’approccio a ponatinib nei pazienti T315I-positivi.

Il nuovo studio ha coinvolto pazienti inclusi nello studio PACE e nel registro European Bone Marrow Transplant. In totale, 128 pazienti erano stati trattati con ponatinib e 56 sottoposti al trapianto allogenico; di cui 64 trattati con ponatinib e 26 sottoposti al trapianto allogenico nel gruppo con leucemia mieloide cronica in fase cronica; 18 e 8, rispettivamente, nel gruppo con leucemia mieloide cronica in fase accelerata, 24 e 17 nel gruppo con leucemia mieloide cronica in fase blastica e 22 e 5 nel gruppo con leucemia linfoblastica acuta Ph+.

Nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica, il gruppo trattato con ponatinib è andato meglio di quello sottoposto all’allotrapianto. L’OS a 24 mesi in questi pazienti è risultata dell’84% nel gruppo trattato con ponatinib e 60,5% in quello sottoposto all’allotrapianto (P = 0,004), mentre l’OS a 48 mesi è risultata rispettivamente del 72,7% e 55,8%, (P = 0,013). L’OS mediana non è stata raggiunta nel gruppo trattato con ponatinib ed è risultata di 103,3 mesi in quello sottoposto all’allotrapianto (HR 0,37; IC al 95% 0,16-0,84; P = 0,017).

L’OS a 24 mesi e quella a 48 mesi non sono risultate significativamente diverse nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase accelerata. In questa popolazione, l’OS mediana non è stata raggiunta nei pazienti trattati con ponatinib ed è risultata di 55,6 mesi in quelli sottoposti all’allotrapianto (HR 0,90; IC al 95% 0,20-4,10; P = 0,889).

Nella popolazione con leucemia mieloide cronica in fase blastica, invece, ponatinib si è associato a un’OS a 24 mesi e un’OS a 48 mesi inferiori rispetto all’allotrapianto; l’OS mediana è risultata di 7 mesi con ponatinib e 10,5 mesi con il trapianto allogenico (HR 2,29; IC al 95% 1,08-4,82; P = 0,030). Risultato analogo nella popolazione con leucemia linfoblastica acuta Ph+, nella quale il gruppo trattato con ponatinib ha mostrato un’OS mediana inferiore a 6,7 mesi contro 32,4 mesi nel gruppo sottoposto al trapianto allogenico, anche se la differenza non ha raggiunto la significatività statistica (IC al 95% 0,73-10,56; P = 0,136).

“Anche se il trapianto allogenico rimane la terapia standard per i pazienti con leucemia mieloide cronica in fase blastica alla diagnosi o dopo il trattamento con un TKI, i nostri risultati suggeriscono che ponatinib da solo è una valida alternativa al trapianto per prolungare la sopravvivenza nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica portatori della mutazione T315I” concludono gli autori.

Tuttavia, riconoscono i ricercatori, le piccole dimensioni del campione in alcuni dei sottogruppi in questo studio rendono alcuni dei risultati non conclusivi.

F.E. Nicolini, et al. Overall survival with ponatinib versus allogeneic stem cell transplantation in Philadelphia chromosome-positive leukemias with the T315I mutation. Cancer 2017; doi: 10.1002/cncr.30558.
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