Leucemia mieloide cronica, quando si può interrompere il TKI

Più di un anno dopo l'interruzione della terapia con un inibitore delle tirosin chinasi (TKI), più della metà dei pazienti con leucemia mieloide cronica che hanno partecipato allo studio EURO-SKI era in remissione molecolare profonda. I dati sono stati presentati da poco a Copenhagen al congresso della European Hematology Association (EHA).

Più di un anno dopo l'interruzione della terapia con un inibitore delle tirosin chinasi (TKI), più della metà dei pazienti con leucemia mieloide cronica che hanno partecipato allo studio EURO-SKI era in remissione molecolare profonda. I dati sono stati presentati da poco a Copenhagen al congresso della European Hematology Association (EHA).

Fra i 750 pazienti con leucemia mieloide cronica in remissione da almeno un anno prima dell'inizio dello studio, il 62% ha mantenuto la risposta al trattamento 6 mesi dopo aver sospeso un TKI come imatinib e il 56% ha mantenuto la risposta anche un anno dopo l’interruzione del farmaco, ha riferito Johan Richter, dell’Università di Lund, presentando i risultati.

"Prima di provare a sospendere il TKI, sarebbe ottimale fare il trattamento con imatinib per circa 6 anni" ha detto Richter in conferenza stampa, prima di presentare i dati al congresso.

Anche se nella pratica clinica i pazienti con leucemia mieloide cronica potrebbero rimanere in terapia con un TKI a tempo indeterminato, i risultati di piccoli studi clinici hanno suggerito che nel 40% -60% dei pazienti con risposte molecolari profonde (MR4.0 o superiore), il TKI può essere tranquillamente sospeso, ha spiegato l’autore.

Per capire meglio quando potrebbe essere sicuro sospendere il TKI e in quali condizioni, Richter e i colleghi hanno arruolato 868 pazienti adulti con leucemia mieloide cronica in fase cronica provenienti da 11 Paesi, per 750 dei quali avevano i dati completi per l'analisi.

Complessivamente, il 94% dei pazienti era stato trattato in prima battuta con imatinib, il 2% con dasatinib, e il 4% con nilotinib. Di questo gruppo, 115 erano passati al trattamento con un agente di seconda linea perché risultati intolleranti al primo farmaco.

Il tempo mediano dalla diagnosi è risultato di 7,7 anni. La durata mediana della terapia è stata di 7,6 anni e la durata media della MR4 prima della sospensione del TKI di 4,7 anni.

Nei 750 pazienti valutabili in cui si è potuta valutare la sopravvivenza libera da recidiva molecolare, 6 mesi dopo l'arresto del TKI il 62% era ancora in remissione, 12 mesi dopo lo era il 56%, 24 mesi dopo il 52% e 36 mesi dopo il 49%.

Per i pazienti che hanno ripreso la terapia, il tempo mediano di riavvio del trattamento è risultato di 4,1 mesi.

Richter e i collegi hanno anche provato a vedere se si poteva individuare un qualsiasi fattore prognostico di recidiva dopo la sospensione di un TKI, analizzando i dati di 448 pazienti trattati con imatinib.

L'analisi univariata non ha mostrato alcuna associazione significativa tra sopravvivenza libera da recidiva molecolare a 6 mesi ed età, sesso, profondità della risposta molecolare o qualsiasi punteggio di rischio standard.

I soli fattori predittivi significativi del raggiungimento di uno stato di remissione molecolare a 6 mesi sono risultati la durata della terapia con imatinib e la durata della risposta molecolare prima della sospensione del TKI.

L'odds ratio per la durata del trattamento è risultato pari a 1,16, il che significa che ogni anno in più di trattamento con imatinib è associato ad un aumento del 16% della probabilità di rimanere in remissione molecolare profonda 6 mesi dopo la sospensione del TKI.

Anche se lo studio è ancora in corso, ad oggi oltre l'80% dei pazienti che hanno perso la remissione molecolare profonda dopo aver sospeso il TKI l’hanno raggiunta nuovamente quando hanno ripreso la terapia, ha rimarcato Richter.

L’autore ha detto in un'intervista che sarà necessario un follow-up più lungo per confermare i risultati dello studio e ha sottolineato che i pazienti che erano sensibili al TKI prima dell’interruzione della terapia sono rimasti sensibile al farmaco quando hanno ricominciato la terapia, il che suggerisce che l'interruzione del trattamento non aumenta la probabilità di sviluppare resistenza ai farmaci.

L’altro autore principale dello studio, Francois-Xavier Mahon, dell’Università di Bordeaux, ha osservato che negli studi STIM 1 e -2, il risparmio annuo stimato per il sistema sanitario francese collegato alla sospensione di imatinib è stato di ben 20 milioni di euro.

J. Richter, et al. Stopping tyrosine kinase inhibitors in a very large cohort of european chronic myeloid leukemia patients: results of the EURO-SKI trial. EHA 2016; abstract: S145
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