Leucemia mieloide cronica, radotinib bene in fase III in prima linea

In pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica di nuova diagnosi, radotinib si dimostrato significativamente superiore a imatinib in termini di risposta citogenetica completa e risposta molecolare maggiore (MMR), con un profilo di sicurezza gestibile, in uno studio di multicentrico di fase III di ricercatori coreani, presentato al congresso dell'American Society of Hematology (ASH), a Orlando.

In pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica di nuova diagnosi, radotinib si è dimostrato significativamente superiore a imatinib in termini di risposta citogenetica completa e risposta molecolare maggiore (MMR), con un profilo di sicurezza gestibile, in uno studio di multicentrico di fase III di ricercatori coreani, presentato al congresso dell’American Society of Hematology (ASH), a Orlando.

Radotinib è un inibitore della tirosina chinasi (TKI) di BCR-ABL1 di seconda generazione, già approvato in Corea per il trattamento di pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica già trattati senza successo con altri inibitori delle tirosin chinasi.

In questo studio, i ricercatori hanno cercato di valutare l'efficacia e la sicurezza di radotinib rispetto a imatinib come trattamento di prima linea per i pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica di nuova diagnosi.

Lo studio, randomizzato e in aperto, ha coinvolto 241 pazienti assegnati in rapporto 1: 1: 1 al trattamento con radotinib 300 mg due volte al giorno, radotinib 400 mg due volte al giorno o imatinib 400 mg una volta al giorno.

Dopo 12 mesi di follow-up, l’MMR è risultata del 51,9% con radotinib 300 mg (P = 0,0044), 45,7% con radotinib 400 mg (P = 0,0342) e 29,6% con imatinib. Il tempo mediano necessario per raggiungere l’MMR fra i pazienti responder è stato, rispettivamente, di 5,7 mesi, 5,6 mesi e 8,2 mesi,.

Inoltre, nel gruppo trattato con radotinib 300 mg si è ottenuta una risposta citogenetica completa di 12 mesi superiori rispetto al gruppo imatinib (91,1% contro 76,5%; P = 0,0120). 

Nessun paziente ha progredito verso la fase accelerata o la crisi blastica entro 12 mesi in nessuno dei tre gruppi di trattamento.

In termini di sicurezza, gli effetti indesiderati più comuni osservati con radotinib sono stati rash (35,4% con 300 mg bid e 33,3% con 400 mg bid), nausea/vomito (rispettivamente 22,8% e 23,5%), mal di testa (19% e 30,9%) e prurito (19% e 30%), mentre quelli più frequenti con imatinib sono stati edema (34,6%), mialgia (28,4%), nausea/vomito (27,2%) e rash (22,2%).

Nel 16,5% dei pazienti nel gruppo radotinib 300 mg, nel 13,6% di quelli del gruppo radotinib 400 mg e nel 19,8% di quelli trattati con imatinib si è manifestata trombocitopenia di grado 3 o 4 si sono verificati, mentre nel 19%, 23,5% e 29,6%, rispettivamente, si è osservata neutropenia di grado 3 o 4.

Inoltre, l’8,8% dei pazienti trattati con radotinib 300 mg, il 19,8% di quelli trattati con radotinib 400 mg e il 6,2% di quelli trattati con imatinib hanno interrotto il trattamento a causa di eventi avversi o di anomalie dei parametri di laboratorio.

“I profili di sicurezza di radotinib e imatinib sono risultati diversi e la maggior parte degli eventi avversi è risultata gestibile con una riduzione ottimale della dose” segnalano i ricercatori.

“I risultati di questo trial” concludono i ricercatori “rafforzano il concetto secondeo cui radotinib potrebbe diventare uno standard terapeutico nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica di nuova diagnosi.

J-Y. Kwak, et al. Efficacy and safety of radotinib compared with imatinib in newly diagnosed chronic phase chronic myeloid leukemia patients: 12 months result of phase 3 clinical trial. Blood. 2015;126(23):476.
leggi