Leucemia mieloide cronica, rapido calo di BCR-ABL predittivo di risposta

Una rapida riduzione dei livelli del trascritto della proteina di fusione BCR-ABL e il tempo di dimezzamento di tali livelli sono predittivi di outcome migliori nei pazienti con leucemia mieloide cronica, indipendentemente da quale inibitore delle tirosin chinasi (TKI) sia stato loro somministrato.

Una rapida riduzione dei livelli del trascritto della proteina di fusione BCR-ABL e il tempo di dimezzamento di tali livelli sono predittivi di outcome migliori nei pazienti con leucemia mieloide cronica, indipendentemente da quale inibitore delle tirosin chinasi (TKI) sia stato loro somministrato. A suggerirlo è un’analisi retrospettiva pubblicata di recente online su Clinical Lymphoma, Myeloma and Leukemia.

"Dato che ora sono ora disponibili diversi TKI, si è posta molta attenzione all’identificazione di marcatori prognostici precoci durante il trattamento" scrivono gli autori dello studio, guidati da Carmen Fava, dell'Università degli Studi di Torino, in Italia. "Marcatori di risposta precoce potrebbero consentire di identificare i pazienti ad alto rischio di trasformazione che trarrebbero vantaggio da un passaggio precoce alla terapia di seconda linea" aggiungono i ricercatori.

Per quest’analisi, gli autori hanno analizzato retrospettivamente 50 pazienti con leucemia mieloide cronica trattati in prima linea con imatinib, nilotinib o dasatinib presso l’Ospedale San Luigi dell’Università di Torino, sui quali avevano raccolto i dati sui livelli del trascritto della proteina di fusione BCR-ABL in diversi momenti temporali, sugli eventi e sulla sopravvivenza.

In totale, 34 pazienti (il 68%) avevano livelli di trascritto di BCR-ABL non superiori al 10% dopo 3 mesi. La sopravvivenza libera da eventi (EFS) è risultata migliore nel gruppo di coloro che avevano raggiunto una riduzione maggiore dei livelli di trascritto BCR-ABL; infatti, la probabilità di andare incontro a un evento a 12 mesi è risultata del 9% in quei pazienti contro 50% in quelli con livelli del trascritto di BCR-ABL oltre il 10% a 3 mesi. Dopo un follow-up mediano di 61,8 mesi, le probabilità erano rispettivamente del 12% e 63% (P < 0,001).

Inoltre, nessun paziente con un livello di trascritto superiore al 10% a 3 mesi ha raggiunto una risposta molecolare maggiore a 12 mesi contro il 63% dei pazienti con un livello di trascritto inferiore (P < 0,001).

La soglia di tempo di dimezzamento è risultata di 17 giorni e questo parametro ha mostrato una specificità del 75% e una sensibilità del 92,3% come fattore predittivo di raggiungimento della remissione molecolare. Nessun paziente con livelli del trascritto di BCR-ABL superiore al 10% a 3 mesi ha mostrato un tempo di dimezzamento pari o inferiore a 17 giorni.

I pazienti con livelli del trascritto di BCR-ABL non superiore al 10% e un tempo di dimezzamento non superiore a 17 giorni hanno mostrato un’EFS significativamente superiore rispetto agli altri pazienti. Al termine del follow-up mediano, l’EFS del gruppo con livelli del trascritto di BCR-ABL non superiore al 10% e un tempo di dimezzamento non superiore a 17 giorni è stata del 96% contro 60% nel gruppo con livelli del trascritto di BCR-ABL non superiore al 10% a 3 mesi, ma un tempo di dimezzamento superiore a 17 giorni, e 27% nel gruppo con livelli del trascritto di BCR-ABL superiori al 10% a 3 mesi (P < 0,001).

"Indipendentemente dal TKI utilizzato, la prognosi è risultata significativamente superiore nei pazienti con livelli del trascritto di BCR-ABL inferiori o uguali al 10% e un tempo di dimezzamento non superiore a 17 giorni" concludono gli autori.

La Fava e i colleghi sottolineano, inoltre, che “il ruolo prognostico della risposta precoce è ulteriormente confermato dai dati, che sono anche a sostegno del ruolo del tempo di dimezzamento come marcatore di prognosi favorevole".

C. Fava, et al. Early BCR-ABL reduction is predictive of better Event Free Survival in Chronic Myeloid Leukemia newly diagnosed patients treated with any Tyrosine Kinase Inhibitors. Clinical Lymphoma, Myeloma, and Leukemia 2016; doi: http://dx.doi.org/10.1016/j.clml.2016.03.008.
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