Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine e sul Science Translational Medicine mostra che nei pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC), l’utilizzo di linfociti T modificati geneticamente in modo da riconoscere le cellule leucemiche riduce in maniera significativa il numero delle cellule tumorali. Lo studio è stato condotto dai ricercatori americani dell’ Abramson Cancer Center e della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania.

Nello studio, i linfociti T di tre pazienti con LLC sono stati modificati utilizzando dei vettori lentivirali in modo tale da renderli capaci di riconoscere l’antigene CD19 presente sulle cellule B leucemiche. Le cellule ingegnerizzate sono state successivamente reinfuse negli stessi pazienti.

Dopo la reinfusione, le cellule si sono moltiplicate di circa 1000 volte rispetto alla dose originale. In due dei tre partecipanti è stata osservata l’eradicazione delle cellule tumorali in un periodo di tempo inferiore a un mese e la remissione della patologia è stata mantenuta per più di un anno. Il terzo paziente ha ottenuto una risposta parziale e non ha necessitato di terapie aggiuntive. Le cellule ingegnerizzate sono state osservate nel sangue dei pazienti per diversi mesi dopo la reinfusione. Alcune di queste cellule si sono trasformate in cellule della memoria potenzialmente capaci di agire anche durante le ricadute della patologia.

Due settimane dopo la re infusione delle cellule ingegnerizzate i pazienti hanno manifestato la sindrome da lisi tumorale, una complicanza metabolica che può insorgere dopo il trattamento di alcuni tipi di cancro. Tale complicanze è causata dai prodotti delle cellule cancerose.
I partecipanti sono stati trattati anche con un farmaco che potenzia il sistema immunitario in quanto anche i linfociti B normali presentano l’antigene CD19.

Per leucemia linfatica cronica (LLC) si intende una forma di leucemia, dove piccoli linfociti, si espandono e si accumulano in varie parti del corpo, tra cui il sangue, i linfonodi e il midollo osseo. La leucemia linfatica cronica è la forma di leucemia più diffusa soprattutto nei paesi occidentali con maggiore diffusione nel sesso maschile. L'incidenza è calcolata 5-15 su 100.000 persone. Per quanto riguarda l'età si diffonde maggiormente a partire dalla quinta decade, toccando l'incidenza massima nell'ottava decade.

David L. Porter, et al., Chimeric Antigen Receptor–Modified T Cells in Chronic Lymphoid Leukemia, August 10, 2011 (10.1056/NEJMoa1103849)
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