Identificata una mutazione genetica che aumenta il rischio di leucemia linfoblastica acuta, analogamente a quanto avviene per le mutazioni del gene BRCA, che aumentano il rischio di tumore al seno e alle ovaie. Il gene in questione è l’ETV6 e la scoperta si deve a un gruppo di ricercatori dello University of Colorado (UC) Cancer Centre, che hanno da poco pubblicato i loro risultati sulla rivista Nature Genetics.

La scoperta di questa mutazione potrebbe aiutare i medici ad aumentare il monitoraggio  e, in futuro, anche a prevenire lo sviluppo di questa leucemia, così come già oggi si fa con il cancro al seno e alle ovaie nelle donne in cui i test genetici hanno rivelato la presenza di mutazioni nel gene BRCA. È giusto di questi giorni -e ha fatto molto scalpore - la notizia che l’attrice Angelina Jolie, portatrice di una mutazione del gene BRCA, ha deciso di farsi asportare le ovaie e le tube di falloppio (dopo essersi già sottoposta anche a una mastectomia) a scopo preventivo.

Nei soli Stati Uniti, ogni anno vengono diagnosticati circa 30.000 nuovi casi di leucemia linfoblastica acuta, la maggioranza dei quali nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni.

Per quanto riguarda la scoperta della mutazione di ETV6, yutto è cominciato da una famiglia nella quale i ricercatori avevano trovato una frequenza particolarmente elevata di casi di leucemia linfoblastica acuta. Tutti i membri malati avevano globuli rossi di grosse dimensioni, una bassa conta piastrinica e una tendenza a sanguinare e queste caratteristiche simili implicavano, evidentemente, un denominatore comune.

Il ricercatori della CU hanno cercato quindi di capire quale fosse la causa all’origine di queste anomalie. Hanno perciò sottoposto a sequenziamento dell’intero esoma tutti i membri della famiglia predisposta alla leucemia, allo scopo di confrontare i genomi ad alto rischio dei soggetti predisposti a sviluppare la leucemia linfoblastica acuta con i genomi dei soggetti sani a rischio normale. La differenza fondamentale tra i due gruppi è risultata la presenza nel primo di una mutazione germinale del gene ETV6, consistente nella sostituzione di un singolo aminoacido nella proteina corrispondente.

Il gene ETV6 codifica per una proteina che agisce come repressore della trascrizione ed è coinvolta nello sviluppo delle cellule del sangue.

La mutazione individuata è risultata associata anche a un’alterazione della maturazione dei megacariociti, il che spiegherebbe la trombocitopenia riscontrata nei membri della famiglia a rischio di leucemia linfoblastica acuta.

Studi precedenti avevano evidenziato un’associazione tra mutazioni somatiche del gene ETV6 e sviluppo di tumori del sangue. Tuttavia, le mutazioni somatiche del gene ETV6 richiedono la presenza di altre mutazioni "helper" per causare la leucemia linfoblastica acuta.

Il lavoro appena pubblicato su Nature Genetics, è, invece, il primo di due nuovi studi che evidenziano come anche le mutazioni germinali (cioè anomalie ereditabili e presenti nel genoma alla nascita) possano causare tumori. A differenza di una mutazione somatica del gene ETV6, una mutazione germinale rende un paziente più predisposto a sviluppare la leucemia fin dalla nascita.

Uno degli obiettivi dei prossimi studi sarà ora quello di misurare la prevalenza della mutazione germinale di ETV6. "Non è comune nella popolazione generale" ha spiegato Chris Porter, professore associato presso il Dipartimento di Pediatria dell’ateneo americano "ma pensiamo che potrebbe esserlo molto di più nelle persone che sviluppano la leucemia linfoblastica acuta.

In ogni caso, ha concluso Porter, "il nostro studio evidenzia l’importanza di questo gene nello sviluppo della leucemia e studiando questa mutazione dovremmo essere in grado di capire meglio come si sviluppa la malattia”.

Alessandra Terzaghi

L. Noetzli, et al. Germline mutations in ETV6 are associated with thrombocytopenia, red cell macrocytosis and predisposition to lymphoblastic leukemia. Nature genetics 2015; doi:10.1038/ng.3253.
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