Un gruppo di ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York ha sviluppato un anticorpo monoclonale specifico per l’oncoproteina WT1 (Wilms tumor 1), un fattore di trascrizione intracellulare sovra espresso in alcuni tipi di leucemie e tumori solidi. L’anticorpo, denominato ESK1, è risultato promettente in uno studio condotto su topi leucemici. La ricerca è stata pubblicata su Science Translational Medicine.

Come spiegato dagli esperti, la leucemia è incurabile per alcuni individui a causa del fatto che alcune proteine associate ai tumori sono fissate in modo sicuro, e inattaccabile dagli anticorpi monoclonali attualmente disponibili, all’interno delle cellule.

La proteina WT1 è sovra espressa nelle cellule leucemiche. I frammenti degradati della molecola vengono esposti sulla superficie delle cellule e fungono da biomarker per l’identificazione delle cellule tumorali. L’anticorpo ESK1 riconosce un frammento di peptide WT1 (RMF) che forma un complesso con l’antigene leucocitario umano (HLA A0201).

I ricercatori hanno valutato la capacità dell’anticorpo di legarsi alle cellule leucemiche in vitro e successivamente hanno testato la capacità dell’anticorpo di distruggere le cellule tumorali nei topi.
L’anticorpo è stato iniettato negli animali sia da solo, sia in combinazione con cellule T effettrici che distruggono le cellule bersaglio.

L’effetto terapeutico dell’anticorpo è stato favorevole in entrambi i casi. Al termine del periodo di studio (70 giorni) il tumore si è ridotto significativamente rispetto al basale ma la leucemia si è ripresentata velocemente perché cellule leucemiche residue erano ancora presenti negli animali dopo il trattamento.

Gli esperti hanno deciso, quindi, di valutare la capacità dell’anticorpo di “ripulire” le cellule tumorali completamente in modo da evitare le recidive. I ricercatori hanno iniettato nei topi due dosi dell’anticorpo  in tre dosaggi diversi. La recidiva si è manifestata nuovamente, anche se in modo più lento dopo l’interruzione del trattamento. Il tempo di ricaduta dipendeva, quindi, dal dosaggio.

Nel secondo approccio, l’anticorpo è stato somministrato in combinazione con le cellule effettrici e i risultati sono stati incoraggianti. Inoltre, non è stato osservato alcun segno di tossicità nei tipi associato all’anticorpo.

Secondo gli scienziati, più di un milione di malati di cancro in tutto il mondo sono colpiti dal tumore di Wilms o da leucemie. Di questi, quasi un terzo dei soggetti con aplotipo HLA-A02 trarrà vantaggio da questa sperimentazione. Ciò significa che l’anticorpo ESK1 avrà un grande impatto in caso di successo nella sperimentazione clinica. Gli esperti, prevedono di avviare le prime sperimentazioni sull’uomo entro un anno.

Tao Dao et al., Targeting the Intracellular WT1 Oncogene Product with a Therapeutic Human Antibody, Sci Transl Med DOI: 10.1126/scitranslmed.3005661
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