Linfoma a grandi cellule B, terapia con le CAR T liso-cel fattibile in ambulatorio

Oncologia-Ematologia

I pazienti con linfoma non-Hodgkin a grandi cellule B recidivante o refrattario possono essere trattati con le cellule CAR T lisocabtagene maraleucel (liso-cel) e poi monitorati in ambito ambulatoriale con successo. A suggerirlo sono i risultati di un'analisi di tre studi, presentata di recente a Orlando in occasione dei Transplantation & Cellular Therapy Meetings.

I pazienti con linfoma non-Hodgkin a grandi cellule B recidivante o refrattario possono essere trattati con le cellule CAR T lisocabtagene maraleucel (liso-cel) e poi monitorati in ambito ambulatoriale con successo. A suggerirlo sono i risultati di un'analisi di tre studi, presentata di recente a Orlando in occasione dei Transplantation & Cellular Therapy Meetings.

I dati – basati su una revisione dei dati di tre studi clinici in corso: TRANSCEND-NHL-001 (NCT02631044), PILOT (NCT03483103) e OUTREACH (NCT03744676) – hanno dimostrato che questo approccio è fattibile anche per i pazienti anziani e per quelli con un elevato carico tumorale.

«La terapia con le cellule CAR T e il monitoraggio degli effetti collaterali finora sono stati praticati in ambiente ospedaliero, all’interno di cliniche universitarie. Negli Stati Uniti, però, la maggior parte dei pazienti con linfoma a grandi cellule B recidivato o refrattario viene seguita e trattata presso centri non accademici, nei quali la terapia antitumorale frequentemente viene somministrata in un centro di infusione ambulatoriale» ha spiegato il primo autore dell’analisi, Carlos R. Bachier, direttore della ricerca cellulare presso il Sarah Cannon Blood Cancer Network. Tuttavia, «l'infusione delle cellule CAR T e il monitoraggio dei pazienti trattati in ambito ambulatoriale potrebbero portare a un utilizzo più ampio e un maggiore accesso a questa terapia».

«Le CAR T liso-cel hanno mostrato nei vari studi un’incidenza relativamente bassa di eventi avversi e tali eventi si manifestano relativamente tardi rispetto ad altri prodotti. Per questo si sta valutando se sia possibile somministrare questa terapia anche ambulatorialmente» ha spiegato l’autore.

Analisi di tre studi
Bachier e colleghi hanno analizzato i dati di tre studi sopra citati per valutare gli outcome di quei 44 pazienti che sono stati trattati con le cellule CAR T liso-cel in ambiente ambulatoriale. In tutti e tre gli studi il protocollo consentiva l’infusione in ambulatorio, prevedendo l’ospedalizzazione di questi pazienti al primo segno di eventi neurologici o febbre.
Tutti i partecipanti degli studi TRANSCEND e OUTREACH avevano ricevuto almeno due linee di terapia precedente e avevano un performance status ECOG non superiore a 1, mentre quelli dello studio PILOT avevano ricevuto una terapia in precedenza e non erano ritenuti idonei per il trapianto di cellule staminali ematopoietiche per via del performance status ECOG, della funzione d’organo o dell'età.
Nel gruppo di pazienti trattato ambulatorialmente, 18 avevano 65 anni o più, e sei avevano livelli di lattico deidrogenasi di almeno 500 U/l.

Tassi di CRS e neurotossicità simili a quelli dello studio TRANSCEND-NHL-001
I 44 pazienti trattati in regime ambulatoriale hanno mostrato un’incidenza simile della sindrome da rilascio di citochine (CRS) e della neurotossicità rispetto a tutti i 269 pazienti trattati nello studio registrativo TRANSCEND-NHL-001, nel quale l’infusione delle CAR T è stata effettuata sia in regime ospedaliero sia ambulatoriale.

Nei 44 pazienti trattati ambulatorialmente la CRS e gli eventi avversi neurologici si sono manifestati rispettivamente nel 45% e nel 5% dei casi, percentuali comparabili a quelle riscontrate nello studio TRANSCEND-NHL-001, pari rispettivamente al 47% e 11%.

Nei soggetti trattati nel setting ambulatoriale, i ricercatori hanno riportato un caso di CRS di grado 3 o superiore e due casi di eventi neurologici di grado 3 o superiore, mentre non sono stati riportati eventi avversi correlati al trattamento di grado 5.
Il tempo mediano di insorgenza è stato di 5 giorni per la CRS e 8 giorni per gli eventi neurologici, mentre la durata mediana dell’evento avverso è stata rispettivamente di 6 giorni e 16 giorni.

Ricorso a tocilizumab e steroidi comparabile
Per gestire queste tossicità si sono utilizzati tocilizumab e corticosteroidi nell’11% dei casi nei pazienti gestiti ambulatorialmente e complessivamente nel 20% di quelli dello studio TRANSCEND-NHL-001.

L’incidenza delle infezioni di grado 3 o superiore è risultata del 16%, contro il 12% registrato complessivamente nello studio TRANSCEND-NHL-001, e quella delle citopenie prolungate di grado 3 o superiore rispettivamente del 20% contro 37%.
Ventiquattro pazienti (54,5%), tutti provenienti dagli studi TRANSCEND o OUTREACH, hanno richiesto un ricovero in ospedale per la gestione degli eventi avversi. La mediana dell’intervallo tra l’infusione di liso-cel e il ricovero è stata di 5 giorni (range: 2-22), mentre la durata mediana dell’ospedalizzazione è stata di 6,5 giorni (range: 2-23).

La maggior parte dei ricoveri è risultata correlata alla CRS (32%) o ad altri eventi avversi (23%).
Due pazienti hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva, durato in un caso 3 giorni e nell’altro 5 giorni.

Efficacia coerente con quella dello studio registrativo
Anche gli outcome di efficacia nei pazienti trattati con le CAR T liso-cel in ambulatorio sono risultati paragonabili a quelli ottenuti complessivamente negli studi presi in esame. Il tasso di risposta globale registrato in tutti i pazienti trattati e monitorati in ambito ambulatoriale è risultato dell'80%, con 24 risposte complete (55%) e 11 risposte parziali (25%).
Tre pazienti (7%) hanno raggiunto una stabilizzazione della malattia e in cinque di essi (11%) la malattia ha progredito. Un paziente (2%) non è stato valutato per l'efficacia.

«La somministrazione ambulatoriale di liso-cel e il successivo monitoraggio dei pazienti sono stati implementati con successo in molteplici studi clinici sia in centri universitari sia non universitari» ha detto Bachier durante la sua presentazione. «La sicurezza e l'efficacia osservate nei pazienti ambulatoriali sono risultate coerenti con quelle osservate nella popolazione complessiva dei pazienti trattati nello studio TRANSCEND-NHL-001. Pertanto, i risultati della nostra analisi mostrano che la terapia con liso-cel può essere somministrata in sicurezza anche in regime ambulatoriale» ha concluso lo specialista.

Le CAR T liso-cel non sono ancora approvate in nessun Paese, ma sono al vaglio dell’autorità regolatoria e Bachier si è detto speranzoso che il prodotto possa essere disponibile entro la fine del 2020 o all’inizio del 2021.

C.R. Bachier et al. Outpatient treatment with lisocabtagene maraleucel (liso-cel) in 3 ongoing clinical studies in relapsed/refractory (R/R) large B cell non-Hodgkin lymphoma (NHL), including second-line transplant noneligible (TNE) patients: TRANSCEND NHL 001, OUTREACH, and PILOT. Biol Blood Marrow Transplant. 2020;26(3):S25-S26. doi: 10.1016/j.bbmt.2019.12.093.
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