Oncologia-Ematologia

Linfoma anaplastico sistemico a grandi cellule, parere UE positivo per  brentuximab vedotin in prima linea

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell'Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha espresso parere favorevole per l'estensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio di brentuximab vedotin ed ha raccomandato la sua approvazione in combinazione con CHP (ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone) come trattamento per i pazienti adulti con Linfoma anaplastico sistemico a grandi cellule (sALCL - systemic anaplastic large cell lymphoma) precedentemente non trattato.

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha espresso parere favorevole per l’estensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di brentuximab vedotin e ha raccomandato la sua approvazione in combinazione con CHP (ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone) come trattamento per i pazienti adulti con Linfoma anaplastico sistemico a grandi cellule (sALCL - systemic anaplastic large cell lymphoma) precedentemente non trattato.

Il parere favorevole del Chmp si basa sui risultati dello studio di fase 3 ECHELON-2 che ha valutato brentuximab vedotin in associazione con CHP rispetto allo standard di terapia con CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone), in pazienti precedentemente non trattati con linfoma a cellule T CD30 + (PTCL - peripheral T-cell lymphoma), incluso il sottotipo sALCL.

Brentuximab vedotin è un anticorpo coniugato a farmaco (ADC) diretto al CD30, che viene espresso sulla superficie di diversi tipi di PTCL, tra i quali il linfoma anaplastico sistemico a grandi cellule.

“Negli ultimi anni per i pazienti con linfoma periferico a cellule T (PTCL) trattati in prima linea con terapia standard CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone), si è assistito a modesti miglioramenti degli outcome clinici – spiega Pier Luigi Zinzani, professore ordinario di Ematologia, Università di Bologna – brentuximab vedotin, anticorpo coniugato a farmaco, è stato testato in combinazione a chemioterapia (ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone, CHP) vs terapia standard in pazienti con PTCL nello studio ECHELON-2, primo studio internazionale di fase 3 in doppio cieco. I risultati evidenziano come la combinazione di brentuximab vedotin con CHP migliori la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale in confronto alla terapia standard, specialmente nei pazienti con sALCL, in assenza di tossicità aggiunta. È probabile che questa nuova opzione terapeutica cambierà la pratica clinica per offrire ai pazienti un’opzione più efficace.”