Linfoma cutaneo a cellule T, delude APO866

Il farmaco iniettabile APO866, progettato per indurre l'apoptosi, non si è dimostrato efficace contro il linfoma cutaneo a cellule T in un piccolo studio di fase II pubblicato da poco su JAMA Dermatology.

Il farmaco iniettabile APO866, progettato per indurre l'apoptosi, non si è dimostrato efficace contro il linfoma cutaneo a cellule T in un piccolo studio di fase II pubblicato da poco su JAMA Dermatology.

"In questo studio, APO866 ha mostrato un effetto tossico ragionevole sul linfoma cutaneo a cellule T" scrivono i ricercatori, guidati da Simone M. Goldinger, del dipartimento di dermatologia della clinica universitaria di Zurigo. "Tuttavia” aggiungono gli autori “il farmaco non si è dimostrato abbastanza potente e lo studio è stato interrotto precocemente dopo che un’analisi ad interim pre-specificata ha evidenziato la sua mancanza di efficacia".

APO866 agisce inibendo il NAD+ (nicotinamide adenina dinucleotide ossidato), essenziale per la sopravvivenza cellulare, inducendo in tal modo la morte della cellula. Studi precedenti in vitro e in vivo avevano mostrato che i linfociti e le cellule delle neoplasie ematologiche sono molto sensibili ad APO866, dimostratosi in grado di indurre la morte cellulare a basse concentrazioni in varie cellule tumorali umane, comprese quelle dei linfomi.

Goldinger e i colleghi hanno quindi deciso di mettere alla prova il farmaco su 14 pazienti con linfoma cutaneo a cellule T confermato istologicamente recidivato o refrattario, con uno studio multicentrico, a singolo braccio, in aperto.

I partecipanti sono stati trattati con APO866 ogni 28 giorni per 3 cicli. Il farmaco è stato somministrato mediante infusione continua tramite pompa alla dose di 0,126 mg/m2 ogni ora per 96 ore e l'endpoint primario era rappresentato dalla percentuale di risposta a 16 settimane.

Nessun paziente ha ottenuto una risposta completa. Solo uno ha raggiunto una risposta parziale e sei dei restanti 12 hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia.

L’analisi per-protocol ha riguardato solo i cinque pazienti che hanno completato tutti i tre cicli del farmaco. In questo gruppo, un paziente ha avuto una risposta parziale e gli altri quattro solo una stabilizzazione della malattia.

Tra i pazienti che hanno dovuto abbandonare lo studio, due lo hanno fatto a causa di eventi avversi. L'80% ha manifestato eventi avversi lievi o moderati e si sono verificati 18 eventi avversi gravi, ma solo sette sono risultati correlati al farmaco.

Sulla base di questi risultati, i ricercatori hanno concluso che non vi era alcun motivo per continuare a studiare APO866 nel linfoma cutaneo a cellule T, ma non hanno escluso del tutto la possibilità che sia utile in altri casi. Infatti, scrivono, “grazie alla sua modalità di azione, che prevede l’immunosoppressione ed effetti insulino-mimetici, APO866potrebbe svolgere un ruolo nel trattamento di altre condizioni".

S.M. Goldinger, et al. Efficacy and Safety of APO866 in Patients With Refractory or Relapsed Cutaneous T-Cell Lymphoma. A Phase 2 Clinical Trial. JAMA Dermatol. 2016; doi:10.1001/jamadermatol.2016.0401.
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