Linfoma di Hodgkin avanzato, brentuximab vedotin efficace in prima linea. Studio ECHELON-1

Lo studio clinico randomizzato di fase 3 con ADCETRIS ha raggiunto l'endpoint primario, dimostrando un miglioramento statisticamente significativo nella sopravvivenza libera da progressione modificata. I risultati hanno mostrato che il regime a base di brentuximab vendotin ha migliorato significativamente la sopravvivenza a due anni di libera progressione rispetto al braccio di controllo, con tassi rispettivamente dell'82,1 e 77,2 per cento.

Lo studio clinico randomizzato di fase 3 con ADCETRIS ha raggiunto l'endpoint primario, dimostrando un miglioramento statisticamente significativo nella sopravvivenza libera da progressione modificata.

Nello studio ECHELON-1, 1334 pazienti con diagnosi istologicamente confermata di linfoma classico di Hodgkin di fase III o IV e nessuna storia di trattamento con chemioterapia o radioterapia sistemica sono stati randomizzati a ricevere brentuximab vendotin in combinazione con doxorubicina, vinblastina e dacarbazina o doxorubicina, bleomicina , Vinblastina e dacarbazina.

Il secondo regime è uno standard riconosciuto di cura per il linfoma di Hodgkin.

I risultati hanno mostrato che il regime a base di  brentuximab vendotin  ha migliorato significativamente la sopravvivenza a due anni di libera progressione rispetto al braccio di controllo, con tassi rispettivamente dell'82,1 e 77,2 per cento.

Le aziende produttrici hanno aggiunto che un'analisi temporanea della sopravvivenza globale, il principale obiettivo secondario dello studio, è anche andata a favore del regime a base ndi brentiximab vendotin. Altri endpoint secondari dello studio comprendevano la remissione completa e la sicurezza.

Sebbene il vantaggio nel gruppo brentuximab vendotin non sia stato eclatante, tuttavia il beneficio della rimozione della bleomicina dal regime di trattamento potrebbe essere sostanziale, in particolare per i pazienti più giovani.

Gli effetti collaterali comuni dovuti all’assunzione della bleomicina sono i sintomi simil-influenzali, Modificazioni della cute (eruzioni cutanee, inscurimento della cute), dolore o ulcere del cavo orale, con o senza modeste alterazioni del gusto e alterazione delle unghie. Quelli meno frequenti sono iperpigmentazione cutanea, nausea e vomito, caduta dei capelli, e infine la temuta tossicità polmonare (fibrosi).

I dati completi del trial saranno presentati a fine anno al congresso annuale dell’ American Society of Hematology.