Linfoma di Hodgkin, radioterapia sul cuore e dose di antracicline predittive di malattie cv nei sopravvissuti

Nei sopravvissuti a un linfoma di Hodgkin, sia la dose media di radiazioni ricevute dal cuore sia la dose cumulativa di antracicline hanno dimostrato di essere fattori predittivi significativi di problemi cardiovascolari. Lo evidenza un'analisi degli studi EORTC-LYSA pubblicata di recente su The Lancet Haematology.

Nei sopravvissuti a un linfoma di Hodgkin, sia la dose media di radiazioni ricevute dal cuore sia la dose cumulativa di antracicline hanno dimostrato di essere fattori predittivi significativi di problemi cardiovascolari. Lo evidenza un’analisi degli studi EORTC-LYSA pubblicata di recente su The Lancet Haematology.

Lo studio evidenzia che sia la dose media di radiazioni ricevuta dal cuore (HR per ogni aumento di 1 Gy 1,015; IC al 95% 1,006-1,024]) sia la dose cumulativa di antracicline (HR 1,077 per ogni aumento di 50 mg/m2 di dose cumulativa; IC al 95% 1,021-1,137) sono predittive di malattie cardiovascolari nei pazienti sopravvissuti a un linfoma di Hodgkin. Tuttavia, non si è trovato nessun effetto della dose cumulativa di vinblastina e vincristina, e della dose media di radiazioni ricevute dalla carotide interna destra o sinistra.

"Chiaramente, per ridurre al minimo il rischio di malattie cardiovascolari, le dosi sia delle radiazioni sul cuore sia delle antracicline dovrebbero essere tenute il più basse possibile senza compromettere la possibilità di cura dei pazienti" scrivono gli autori, coordinati da Maja V. Maraldo, del Dipartimento di Oncologia del Rigshospitalet di Copenhagen. "L'uso delle stime quantitative di rischio fornite da questo studio permetterà di definire la combinazione ottimale della terapia sistemica e della radioterapia moderna e personalizzata per ogni singolo paziente in relazione al rischio cardiovascolare" aggiungono i ricercatori.

In quest’analisi, la Maraldo e i colleghi hanno utilizzato i dati relativi agli effetti cardiovascolari tardivi ricavati dai 9 studi EORTC-LYSA condotti tra il 1964 e il 2004, tra cui i dati di un questionario sulla situazione di vita dato ai sopravvissuti nel 2009 e nel 2010. Il questionario ha valutato gli effetti tardivi del trattamento per il linfoma di Hodgkin. Erano disponibili dati relativi a 6039 pazienti, con un follow-up di 9 anni e 1919 pazienti hanno risposto al questionario.

L'età media dei pazienti durante il trattamento era pari a 30 anni e il 67% era stato trattato con antracicline, il 65% con vinblastina e il 46% con vincristina. In quasi il 90% dei casi il cuore era stato esposto alle radiazioni durante trattamento.

Analizzando sia i dati degli studi sia il questionario, sono stati riportati 1238 eventi cardiovascolari in 703 pazienti. I partecipanti avevano un'età media di 45 anni al momento del primo evento cardiovascolare. Gli eventi più frequenti sono stati la cardiopatia ischemica (19%), lo scompenso cardiaco (12%), l’aritmia (16%), e la valvulopatia (11%).

In un editoriale di commento, Serhan Kupeli, della Çukurova University di Adana, in Turchia, sottolinea che questi risultati evidenziano "l'importanza di evitare cardiotossicità e di progettare un trattamento personalizzato per il singolo individuo".

Inoltre, scrive l’esperto, "con questi risultati, Maraldo e i colleghi hanno contribuito alla quantificazione del rischio di malattia cardiovascolare in relazione alle dosi di radioterapia e antracicline. Gli studi in cui si affrontano i temi del counseling relativo al rischio e dello screening delle funzioni cardiache di questi pazienti sono particolarmente importanti perché non ci sono schemi o principi per il counseling relativo al rischio generalmente accettati".

M.V. Maraldo, Cardiovascular disease after treatment for Hodgkin's lymphoma: an analysis of nine collaborative EORTC-LYSA trials. The lancet Heamatology 2015;(2)11:e492–e502.
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