Linfoma di Hodgkin recidivato, buona risposta con induzione a base di bendamustina prima del trapianto autologo

Nei pazienti con linfoma di Hodgkin recidivato o refrattario, candidabili al trapianto autologo di cellule staminali, la combinazione di bendamustina, gemcitabina e vinorelbina (BeGEV) come chemioterapia di induzione può portare ad alte percentuali di risposta completa. A suggerirlo sono i risultati finali di uno studio multicentrico di fase II, pubblicati di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Nei pazienti con linfoma di Hodgkin recidivato o refrattario, candidabili al trapianto autologo di cellule staminali, la combinazione di bendamustina, gemcitabina e vinorelbina (BeGEV) come chemioterapia di induzione può portare ad alte percentuali di risposta completa. A suggerirlo sono i risultati finali di uno studio multicentrico di fase II, pubblicati di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Su 59 pazienti arruolati nello studio, 49 (l’83%) hanno risposto al trattamento, 43 (il 73%) hanno ottenuto una risposta completa e sei (il 10%) una risposta parziale dopo 4 cicli di chemioterapia con bendamustina, gemcitabina e vinorelbina.

Dei 49 pazienti che hanno risposto, 43 hanno proceduto al trapianto autologo di cellule staminali

"Questi risultati forniscono un forte razionale per un ulteriore sviluppo del regime BeGEV" scrivono nelle loro conclusioni gli autori, coordinati da Armando Santoro, direttore dell’Humanitas Cancer Center di Rozzano (Milano).

I ricercatori avevano dimostrato in precedenza che un regime costituito da ifosfamide, gemcitabina e vinorelbina (IEGV) come chemioterapia di salvataggio prima del trapianto autologo era associato a una percentuale di risposta complessiva (ORR) dell’81% e una percentuale di risposta completa del 54%.

Visto che bendamustina ha dimostrato una buona attività in monoterapia contro il linfoma di Hodgkin recidivato/refrattario, Santoro e i colleghi hanno condotto uno studio di fase II con un regime simile a IEGV, nel quale l’ifosfamide è stata sostituita da bendamustina, per valutare se questa sostituzione poteva migliorare le percentuali di risposta.

I ricercatori hanno arruolato 59 pazienti consecutivi di almeno 18 anni con un linfoma di Hodgkin recidivato o refrattario dopo una precedente linea di chemioterapia. I partecipanti sono stati trattati con gemcitabina 800 mg/m2 nei giorni 1 e 4, vinorelbina 20 mg/m2 il giorno 1 e bendamustina 90 mg/m2 nei giorni 2 e 3, oltre che con prednisolone 100 mg/die per i giorni da 1 a 4, per quattro cicli di 21 giorni ciascuno.

Coloro che hanno raggiunto o una risposta completa o parziale dopo il completamento dei quattro cicli previsti sono stati poi sottoposti a una terapia mieloablativa con carmustina o fotemustina più etoposide, citarabina, e melfalan, seguita dalla reinfusione di cellule staminali circolanti CD34-positive mobilizzate.

Le tossicità ematologiche di grado 3 o 4 sono state la trombocitopenia e la neutropenia, sviluppatesi in otto pazienti ciascuna. Su 57 pazienti valutabili, in 55 gli sperimentatori sono riusciti a mobilizzare e raccogliere le cellule CD34-positive, e 43 hanno proceduto al trapianto autologo di staminali.

Dopo un follow-up mediano di 29 mesi, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 2 anni nell’intero campione è risultata del 62% e la percentuale di sopravvivenza globale (OS) quasi del 78%, mentre nei pazienti che hanno proceduto al trapianto, la PFS a 2 anni è stata dell’81% e l’OS a 2 anni dell'89%.

Nella discussione, Santoro e i colleghi sottolineano che l’induzione con il regime BeGV si è associata a percentuali di risposta completa più alte rispetto al regime IEGV, con una mobilizzazione e un attecchimento delle cellule staminali "eccellenti". Inoltre, il regime BeGV ha dimostrato di avere un profilo di tossicità favorevole, grazie all'assenza di ifosfamide che è nota per aumentare in modo significativo il rischio di cistite emorragica.

Inoltre, osservano i ricercatori, dato che il numero di nuovi agenti che si possono aggiungere nel setting della terapia pre-trapianto è in aumento, sarà necessario un confronto diretto fra le combinazioni che contengono nuovi agenti con il regime BeGEV e altri regimi, al fine di identificare la migliore strategia di salvataggio per il linfoma di Hodgkin recidivato e refrattario".

A. Santoro, et al. Bendamustine in Combination With Gemcitabine and Vinorelbine Is an Effective Regimen As Induction Chemotherapy Before Autologous Stem-Cell Transplantation for Relapsed or Refractory Hodgkin Lymphoma: Final Results of a Multicenter Phase II Study. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2016.66.4466.
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