Linfoma di Hodgkin recidivato/refrattario, possibilitÓ di guarigione con brentuximab vedotin

Oncologia-Ematologia

In pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivato o refrattario, il trattamento con brentuximab vedotin si Ŕ associato a una sopravvivenza globale (OS) a 5 anni del 41%, suggerendo una possibilitÓ di guarigione per alcuni pazienti, in uno studio di fase II di cui sono appena stati pubblicati i risultati a lungo termine sulla rivista Blood.

In pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivato o refrattario, il trattamento con brentuximab vedotin si è associato a una sopravvivenza globale (OS) a 5 anni del 41%, suggerendo una possibilità di guarigione per alcuni pazienti, in uno studio di fase II di cui sono appena stati pubblicati i risultati a lungo termine sulla rivista Blood.

Il 38% di coloro che hanno raggiunto una risposta completa quando trattati con brentuximab vedotin è rimasto in remissione per più di 5 anni. Inoltre, di tutti i pazienti arruolati nello studio, il 9% è rimasto in remissione a lungo termine senza dover fare un trapianto allogenico consolidativo. Secondo gli autori, guidati da Robert Chen, del City of Hope Cancer Research Center di Duarte, in California, i risultati suggeriscono che brentuximab vedotin potrebbe portare a una cura in alcuni pazienti con linfoma di Hodgkin classico.

Questo è il primo studio a mostrare dati di follow-up a lungo termine incoraggianti in questa popolazione di pazienti pesantemente pretrattati, osservano gli autori.

"Per una popolazione di pazienti che di solito ha una sopravvivenza complessiva di solo 1-2 anni una volta ricaduta dopo il trapianto autologo di cellule staminali, il fatto di avere questi risultati duraturi dopo 5 è incredibile" afferma Chen in un comunicato.

Nello studio, che era in aperto, 102 pazienti sono stati trattati con brentuximab vedotin ev alla dose di 1,8 mg/kg ogni 3 settimane per un massimo di 16 cicli. I pazienti erano affetti da linfoma di Hodgkin CD30-positivo recidivato/refrattario ed erano ricaduti dopo il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche. Prima dell’arruolamento, i pazienti non erano riusciti a raggiungere la remissione con una mediana di 3,5 trattamenti, tra cui il trapianto di cellule staminali.

I partecipanti sono stati seguiti dal momento della risposta iniziale fino alla progressione della malattia o al decesso.

La sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 5 anni è stata del 22%, mentre l’OS mediana e la PFS mediana sono risultate rispettivamente di 40,5 mesi (IC al 95% 28,7-61,9) e 9,3 mesi (IC al 95% 7,1-12,2). Nei pazienti che hanno raggiunto una risposta completa (34), i ricercatori hanno stimato un’OS e una PFS a 5 anni rispettivamente del 64% (IC al 95% 0,48-0,80) e 52% (IC al 95% 0,34-0,69).

In totale sono rimasti in follow-up 13 pazienti, che erano in remissione al termine dello studio. Di questi, quattro sono stati sottoposti a un trapianto allogenico di cellule staminali di consolidamento. Nove pazienti sono rimasti in remissione completa prolungata senza alcun trattamento aggiuntivo.

"I risultati finali positivi di questo studio su brentuximab vedotin dimostrano che dei pazienti che hanno avuto una risposta completa, il 38% ha raggiunto un controllo della malattia a lungo termine per tutta la durata dello studio" dichiara nel comunicato Dirk Huebner, direttore medico esecutivo dell’area oncologica di Takeda, azienda che sta sviluppando il farmaco in collaborazione con Seattle Genetics. "Inoltre, la sopravvivenza globale mediana di 40,5 mesi e la sopravvivenza libera da progressione di 9,3 mesi osservate in tutto lo studio definiscono ulteriormente il ruolo di brentuximab vedotin nel migliorare i risultati per i pazienti con linfoma di Hodgkin recidivato".

Dal punto di vista della sicurezza, 56 pazienti hanno manifestato durante il trattamento una neuropatia periferica, che si è risolta o e migliorata nell’88% dei casi. Oltre a questa tossicità, gli eventi avversi più comuni sono stati affaticamento, nausea, neutropenia e diarrea.

"La pubblicazione finale di questo studio pivotal sulla monoterapia con brentuximab vedotin in pazienti con linfoma di Hodgkin rappresenta una pietra miliare per questo trial su cui si è basata l'approvazione del farmaco in oltre 60 Paesi a livello mondiale e che ne ha sancito l’impiego come standard di cura nel setting recidivato" ha detto Jonathan Drachman, chief medical officer e vice presidente esecutivo della ricerca e sviluppo di Seattle Genetics.

La Food and Drug Administration ha approvato inizialmente brentuximab vedotin nell’agosto 2011 per il trattamento dei pazienti con linfoma di Hodgkin dopo il fallimento del trapianto autologo di staminali o dopo il fallimento di almeno due precedenti regimi chemioterapici multi-agente nei pazienti non candidabili al trapianti. Due anni dopo, sempre nel mese di agosto, l’agenzia ha concesso un ampliamento dell’indicazione, che è stata estesa in modo da comprendere l’impiego come terapia di consolidamento dopo il trapianto in pazienti con linfoma di Hodgkin CD30-positivo a rischio di recidiva o progressione.

L’ok per questa nuova indicazione si è basato sui risultati dello studio di fase III AETHERA, in cui brentuximab vedotin ha mostrato di ridurre il rischio di progressione della malattia del 43% rispetto al placebo. In questo studio, la PFS mediana nel gruppo trattato con brentuximab vedotin è stata di 42,9 mesi contro24,1 mesi nel gruppo placebo (HR 0,57; IC al 95% 0,40-0,81; P = 0,001).

Ai primi di luglio, anche la Commissione europea ha dato il suo via libera all’impiego di brentuximab vedotin come terapia di consolidamento nei pazienti ad alto rischio di recidiva o progressione dopo il trapianto autologo di cellule staminali. Oltre all'ampliamento dell’indicazione, la Commissione ha esteso le autorizzazioni condizionali all'immissione in commercio attualmente in vigore per brentuximab vedotin in Europa. Questa decisione fa seguito a un parere positivo rilasciato di recente dal Committee for Medicinal Products for Human Use della European Medicines Agency, il che significa che la terapia è ora approvata per queste indicazioni nell'Unione Europea, in Norvegia, nel Liechtenstein e in Islanda.

Brentuximab vedotin è attualmente in fase di studio in una serie di studi clinici, come trattamento prima del trapianto allogenico in pazienti con linfoma di Hodgkin, in pazienti con linfomi CD30-positivo e in pazienti con linfoma non-Hodgkin recidivato o resistente al trattamento.

R. Chen, et al. Five-year survival and durability results of brentuximab vedotin in patients with relapsed or refractory Hodgkin lymphoma [published online July 18, 2016]. Blood. doi:10.1182/blood-2016-02-699850.
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