Linfoma diffuso a grandi cellule B, aggiunta di bortezomib alla terapia standard non migliora gli outcome

L'aggiunta dell'inibitore del proteasoma bortezomib al regime di trattamento standard per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B non sembra avere un impatto significativo sugli outcome. Questo, almeno, Ŕ quanto emerge dai risultati dello studio randomizzato di fase II PYRAMID, pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

L'aggiunta dell'inibitore del proteasoma bortezomib al regime di trattamento standard per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B non sembra avere un impatto significativo sugli outcome. Questo, almeno, è quanto emerge dai risultati dello studio randomizzato di fase II PYRAMID, pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Infatti, quando gli autori hanno provato a combinare bortezomib con rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone (il regime R-CHOP) in un gruppo di pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B del sottotipo non-GCB (non–germinal center B-cell–like) non hanno trovato alcun miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione (PFS), che era l’endpoint primario del trial.

Inoltre, l’aggiunta di bortezomib a R-CHOP (regime VR-CHOP) non ha portato ad alcun aumento della PFS a 2 anni.

Anche gli endpoint secondari dello studio, tra cui le percentuali di risposta e la sopravvivenza globale (OS), sono apparsi simili nel gruppo trattato con VR-CHOP e in quello trattato con R-CHOP.

"Un possibile motivo per l’assenza di vantaggio del regime VR-CHOP è che sono state somministrate solo due dosi di bortezomib per ogni ciclo di 21 giorni, mentre la schedula standard per bortezomib nel mieloma multiplo è di quattro dosi per ciclo nei giorni 1, 4, 8, e 11" scrivono gli sperimentatori, coordinati da John P. Leonard, del Weill Cornell Medicine and New York Presbyterian Hospital di New York. "In questo studio, la durata del trattamento era limitata a sei cicli di 21 giorni di R-CHOP".

Studi precedenti avevano dimostrato la fattibilità dell’impiego del regime VR-CHOP e di regimi simili di immunochemioterapia nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B. Nello studio PYRAMID (Personalized Lymphoma Therapy: Randomized Study of Proteasome Inhibition in Non-GCB DLBCL), Leonard e i colleghi hanno confrontato il regime VR-CHOP con il regime R-CHOP in 206 pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B non-GCB non trattati in precedenza.

I partecipanti, stratificati in base al punteggio dell’International Prognostic Index (IPI), sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con 6 cicli da 21 giorni del regime standard R-CHOP oppure del regime R-CHOP più bortezomib 1,3 mg/m2 per via endovenosa nei giorni 1 e 4.

Dopo un follow-up mediano di 34 mesi, la PFS mediana non è stata raggiunta in nessuno dei due gruppi è l’HR è risultato pari a 0,73 (IC al 90% 0,43-1,24) e a favore del regime VR-CHOP, ma senza una differenza statisticamente significativa fra i due (P = 0,611). Inoltre, la PFS a 2 anni è risultata dell'82% con VR-CHOP contro 77,6% con R-CHOP.
Nei pazienti con IPI score intermedio-elevato/elevato, la PFS a 2 anni è risultata del 72,4% con VR-CHOP contro 65,1% con R-CHOP (HR 0,67; IC al 90% 0,34-1,29; P = 0,660), mentre in quelli con IPI score basso/basso-intermedio, è risultata rispettivamente dell'88,9% contro 90,0% (HR 0,85; IC al 90% 0,35-2,10, P = 0,958).

La percentuale di risposta complessiva è risultata del 96% con VR-CHOP e 98% con R-CHOP, mentre la percentuale di risposta completa è stata rispettivamente del 56% e 49%.
Anche se l’OS mediana non è stata raggiunta in nessuno dei due bracci, l’HR è risultato pari a 0,75 (IC al 90% 0,38-1,45; P = 0,763) e l’OS a 2 anni è risultata rispettivamente del 93% e 88,4%.

Nel gruppo con IPI score intermedio-elevato/elevato, l’OS a 2 anni è risultata del 92,1% con VR-CHOP e 79,2% con R-CHOP (HR 0,62; IC al 90% 0,25-1,42, P = 0,638) e in quello con IPI score basso/basso-intermedio è risultata rispettivamente del 93,8% contro 97,7% (HR 1,02; IC al 90% 0,34-3,27, P = 0,999).

Gli eventi avversi di grado ≥ 3 sono stati la neutropenia (49% con VR-CHOP contro 53% con R-CHOP), la trombocitopenia (rispettivamente 29% contro 13%), l’anemia (15% contro 7%), la leucopenia (25% contro 26%) e la neuropatia (5% contro 1%).

Pertanto, concludono Leonard e i colleghi, “gli outcome dei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B non-GCB di nuova diagnosi sono stati migliori del previsto nel gruppo trattato con R-CHOP e non sono stati migliorati in modo significativo aggiungendo bortezomib”.

J.P. Leonard, et al. Randomized Phase II Study of R-CHOP With or Without Bortezomib in Previously Untreated Patients With Non–Germinal Center B-Cell–Like Diffuse Large B-Cell Lymphoma. J Clin Oncol. 2017; doi: 10.1200/JCO.2017.73.2784.
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