Linfoma diffuso a grandi cellule B, everolimus adiuvante non prolunga la sopravvivenza senza malattia

Il trattamento adiuvante con everolimus non ha migliorato la sopravvivenza libera da malattia in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B giÓ in remissione, mantenendo la remissione completa dopo un anno di trattamento con rituximab nello studio PILLAR-2, pubblicato su Annals of Oncology.

Il trattamento adiuvante con everolimus non ha migliorato la sopravvivenza libera da malattia in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B già in remissione, mantenendo la remissione completa dopo un anno di trattamento con rituximab nello studio PILLAR-2, pubblicato su Annals of Oncology.

"Nonostante il forte razionale per colpire il pathway di PI3K/mTOR con everolimus in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B ad alto rischio, i risultati di questo studio non hanno dimostrato un miglioramento significativo nella sopravvivenza libera da malattia con everolimus adiuvante in questa popolazione di pazienti, che erano in remissione con PET-negativa dopo una chemioterapia associata a rituximab" scrivono gli autori, guidati da Thomas E. Witzig, della Mayo Clinic di Rochester.

Tuttavia, i ricercatori osservano che c’è stata "una separazione delle curve di Kaplan-Meier della sopravvivenza libera da malattia durante i primi 18 mesi, sebbene gli hazard ratio (IC al 95%) e le stime di Kaplan-Meier sulla sopravvivenza globale e sulla sopravvivenza legata specificamente al linfoma indichino che everolimus non ha migliorato in modo significativo entrambi i risultati".

I pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B ad alto rischio hanno un rischio più alto di recidiva anche dopo aver raggiunto una risposta completa al trattamento di prima linea con chemioterapia e rituximab.

Lo studio PILLAR-2 ha coinvolto 742 pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B ad alto rischio che avevano mostrato una risposta completa confermata da PET e Tac dopo il trattamento di prima linea contenente rituximab. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento per un anno con everolimus 10 mg/die o un placebo.

Il 47% del campione aveva più di 65 anni, il 50% era di sesso maschile e il 42% aveva un punteggio dell’indice prognostico internazionale (IPI) pari a 4 o 5.
Dopo un follow-up mediano di 50,4 mesi, circa la metà dei pazienti (il 48%) ha completato il trattamento con everolimus e il 67% ha completato il trattamento con il placebo. I motivi principali della sospensione di everolimus rispetto al placebo sono stati gli eventi avversi (30% contro 12%) e una recidiva della malattia (6% contro 13%).

Witzig e i colleghi non hanno osservato nessun miglioramento significativo della sopravvivenza libera da malattia nel braccio trattato con everolimus rispetto al braccio di controllo (HR 0,92; IC al 95%; 0,69-1,22; P = 0,227). In entrambi i bracci, infatti, la sopravvivenza libera da malattia a 2 anni è risultata di circa il 77%.
Gli eventi avversi riportati più comunemente nel braccio trattato con everolimus sono stati stomatite, neutropenia e diminuzione dei linfociti CD4, mentre nel braccio di controllo sono stati neutropenia, affaticamento e diarrea.

Circa la metà dei pazienti assegnati al trattamento con everolimus ha avuto eventi avversi di grado 3 o superiore contro circa un quarto dei controlli; inoltre, nel braccio trattato col farmaco ci sono stati cinque decessi contro due nel braccio placebo.

"Il beneficio del trattamento con everolimus potenzialmente avrebbe potuto anche andare oltre l’anno; tuttavia, la tollerabilità degli eventi avversi e la motivazione a rimanere in terapia nel setting adiuvante sono risultate generalmente basse" spiegano i ricercatori.

Il team conclude, infine, che gli approcci terapeutici futuri dovrebbero incorporare agenti mirati come everolimus nel regime R-CHOP piuttosto che utilizzarli come terapia adiuvante dopo aver ottenuto una remissione completa.

T.E. Witzig, et al. Adjuvant everolimus in high-risk diffuse large B-cell lymphoma: final results from the PILLAR-2 randomized phase III trial. Ann Oncol. 2018; https://doi.org/10.1093/annonc/mdx764
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