L'aggiunta di lenalidomide al regime R-CHOP (rituximab più ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone) ha dimostrato un'efficacia promettente in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), non trattati in precedenza, in tutti i sottotipi della malattia, in uno studio di fase II appena pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

Nei 60 pazienti valutabili (su 64 arruolati), la percentuale di risposta complessiva ottenuta con lenalidomide più R-CHOP (combinazione indicata con l’acronimo R2-CHOP) è stata del 98%, con un 80% di risposte complete. Tipicamente, i pazienti con il fenotipo non-GCB ottengono risultati peggiori quando vengono trattati con il regime R-CHOP tradizionale. Tuttavia, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 24 mesi nei pazienti trattati con R-CHOP più lenalidomide è risultata del 60% nei pazienti con il sottotipo non-GCB e 59% in quelli con il sottotipo GCB (P = 0,83), mentre la sopravvivenza globale (OS) ottenuta con il nuovo regime è stata rispettivamente dell’83% e 75% (P = 0,61).

"Questo studio ha dimostrato che l'aggiunta di lenalidomide al regime convenzionale R-CHOP ha portato a ottenere percentuali di PFS e OS simili nei diversi sottotipi" ha dichiarato il primo firmatario dello studioGrzegorz S. Nowakowski, della Mayo Clinic di Rochester. "Questo è dato è interessante perché i pazienti con il fenotipo non-GCB tradizionalmente ottengono risultati peggiori. I risultati di questo studio giustificano, quindi, un’ulteriore valutazione di questo regime in questo sottotipo di DLBCL" ha aggiunto il ricercatore.

Allo studio hanno partecipato 64 pazienti con DLBCL CD20-positivo in stadio II-IV, non trattati in precedenza. Quattro hanno abbandonato lo studio prima della valutazione, principalmente per questioni di comodità. Come confronto, sono stati analizzati 87 pazienti con DLBCL trattati con il regime R-CHOP convenzionale, selezionati dal Mayo Clinic Lymphoma Database. Tutti i pazienti selezionati erano stati trattati in un arco d tempo simile e soddisfacevano gli stessi criteri di inclusione dei 64 arruolati nel trial.

Nello studio, lenalidomide è stata somministrata per via orale alla dose di 25 mg nei giorni da 1 a 10 di un ciclo di 21 giorni in associazione con il regime R-CHOP standard ogni 21 giorni per sei cicli. Inoltre, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un’iniezione sottocutanea di pegfilgrastim 6 mg di il giorno 2 di ogni ciclo e a una profilassi con aspirina a basso dosaggio ogni giorno.

Dopo un follow-up mediano di 23,5 mesi, la durata mediana della risposta non era ancora stata raggiunta. Nella popolazione complessiva dei pazienti trattati con R2-CHOP, la PFS è risultata del 59% e l’OS del 78%, mentre nel gruppo di confronto, trattato con il regime R-CHOP convenzionale le percentuali corrispondenti di sopravvivenza sono risultate rispettivamente del 52% e 65%.

L’analisi sui sottotipi ha evidenziato risultati sostanzialmente superiori per i pazienti con DLBCL di tipo non-GCB trattati con R2-CHOP rispetto a quelli trattati con il regime R-CHOP standard. In questo sottogruppo, infatti, la PFS a 24 mesi è stata del 60% con R2-CHOP contro 28% con R-CHOP, mentre l’OS a 24 mesi è stata rispettivamente dell’83% contro 46%.

Tuttavia, per i pazienti con il sottotipo GCB i risultati sono apparsi simili tra i due trattamenti. Per questo fenotipo, la PFS a 24 mesi è stata del 59% con R2-CHOP contro 64% con R-CHOP e l’OS a 24 mesi rispettivamente del 75% e 74%.

Le tossicità di grado 3/4 più comuni associate al regime R2-CHOP sono state neutropenia (con un’incidenza dell’88%), leucopenia (80%) e trombocitopenia (44%), mentre nel 9,4% dei pazienti si è verificata neutropenia febbrile di grado 3. Un paziente ha sviluppato sepsi grado 5 dopo il primo ciclo di terapia e nel 25% dei pazienti sono state osservate tossicità non ematologiche di grado 3.

"Il regime R2-CHOP è risultato ben tollerato, anche in pazienti molto anziani" ha spiegato Nowakowski durante la presentazione dei risultati dello studio al meeting annuale dell’ASCO, a Chicago. "L'efficacia di questa combinazione sembra essere promettente rispetto a quella del regime R-CHOP e sembra che l'aggiunta di lenalidomide possa migliorare l'effetto negativo del fenotipo non-GCB sugli outcome".

I risultati di questo studio di fase II vanno ad aggiungersi a quelli di vari studi clinici preliminari che hanno valutato l'aggiunta di diversi dosaggi di lenalidomide a R-CHOP. Inoltre, gli studi hanno evidenziato l'efficacia e la tollerabilità della combinazione anche nei pazienti anziani con DLBCL.

"In ultima analisi, serviranno studi randomizzati per confrontare l'efficacia di R2CHOP rispetto a quella del regime R-CHOP nei pazienti con fenotipo non-GCB," ha detto Nowakowski durante la sua presentazione al congresso dell’ASCO.  "Uno di questi studi, l’ECOG 1412, è già partito e sta arruolando attivamente pazienti con DLBCL di nuova diagnosi” ha segnalato il ricercatore. Inoltre, Celgene (azienda che produce lenalidomide) nel 2015 dovrebbe iniziare anche lo studio di fase III ROBUST che valuterà R2-CHOP in pazienti con DLBCL.

G.S. Nowakowski, et al. Lenalidomide Combined With R-CHOP Overcomes Negative Prognostic Impact of Non–Germinal Center B-Cell Phenotype in Newly Diagnosed Diffuse Large B-Cell Lymphoma: A Phase II Study. J Clin Oncol- 2014; doi:10.1200/JCO.2014.55.5714.

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