Linfoma follicolare, aggiunta di bortezomib a bendamustina-rituximab aumenta le remissioni complete

L'aggiunta dell'inibitore del proteasoma bortezomib alla doppietta bendamustina-rituximab (BR) puņ migliorare in modo significativo le percentuali di remissione completa nei pazienti affetti da linfoma follicolare ad alto rischio non trattati in precedenza. A suggerirlo sono i risultati di uno studio di fase II, l'E2408 dell'ECOG-ACRIN Cancer Research Group, appena presentato a Chicago, al convegno annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).

L'aggiunta dell’inibitore del proteasoma bortezomib alla doppietta bendamustina-rituximab (BR) può migliorare in modo significativo le percentuali di remissione completa nei pazienti affetti da linfoma follicolare ad alto rischio non trattati in precedenza. A suggerirlo sono i risultati di uno studio di fase II, l’E2408 dell’ECOG-ACRIN Cancer Research Group, appena presentato a Chicago, al convegno annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

“Nonostante i progressi notevoli compiuti nel trattamento del linfoma follicolare ad alto rischio, questa malattia rimane remittente e recidivante nella maggior parte dei pazienti e la stragrande maggioranza di essi non guarisce" ha detto il primo firmatario del lavoro, Andrew M. Evens, del Tufts Medical Center di Boston.

L’obiettivo dello studio randomizzato presentato da Evans era di migliorare gli outcome delle strategie di trattamento standard incorporando nuovi agenti nei regimi terapeutici per i pazienti con linfoma follicolare ad alto rischio, non trattati in precedenza.

Lo studio ha coinvolto 250 pazienti (di cui 236 valutabili) con linfoma follicolare di grado I/II o IIIa ad alto rischio non trattati in precedenza. I partecipanti sono stati assegnati in rapporto 1:2:2 a tre regimi diversi: BR per 6 cicli seguiti da un mantenimento con rituximab per 2 anni; BR più bortezomib per 6 cicli seguiti da un mantenimento con rituximab per 2 anni oppure BR per 6 cicli seguiti da un mantenimento con rituximab per 2 anni più lenalidomide per 1 anno.

Come outcome primario si è utilizzata la remissione completa, dato che il raggiungimento di quest’obiettivo  potrebbe essere un surrogato potenzialmente importante della sopravvivenza, ha detto Evens.

Le analisi sulla remissione completa si sono basate su 222 pazienti, di cui 85 trattati con BR più bortezomib e 137 pazienti con solo BR. I due bracci erano ben equilibrati, ha riferito l’autore, con un'età media dei pazienti di circa 60 anni in entrambi. La maggior parte dei partecipanti aveva un ECOG Performance Status pari a 0 o 1; un quarto aveva diffusioni extranodali e circa i due terzi un coinvolgimento osseo. Circa l'86% ha ricevuto tutti i 6 cicli di induzione previsti.

La percentuale di risposta complessiva è stata del 91% sia con la combinazione di BR più bortezomib sia con il solo regime BR, ma la percentuale di remissione completa è risultata significativamente più alta con BR più bortezomib che non con la sola doppietta BR (74% contro 58%).

Ci sono stati due decessi durante l'induzione, uno a causa di un’overdose da oppiacei e l'altro a causa della progressione della malattia. Meno del 10% dei pazienti ha sospeso il trattamento a causa della progressione della malattia o della tossicità.

In generale, le terapie sono state ben tollerate, ha riferito Evens. Le tossicità più comuni di grado 3/4 sono state simili con BR più bortezomib e con il solo regime BR, e sono state neutropenia, trombocitopenia, astenia, neutropenia febbrile e diarrea. Tuttavia, la neuropatia sensoriale di grado 3 è stata significativamente superiore nel gruppo trattato con BR più bortezomib che non in quello trattato solo con BR (12% contro 1%). Evens ha osservato che questo evento avverso si è manifestato soprattutto nei pazienti trattati con bortezomib per via endovenosa ed è stato "meno drammatico" per quelli trattati con bortezomib per via sottocutanea.

"L'aggiunta di bortezomib a BR come induzione di prima linea sembra essere fattibile nei pazienti con linfoma follicolare con alto carico tumorale" ha detto Evens. "Questo studio iniziale mostra che la combinazione di bortezomib più BR ha migliorato in modo significativo la percentuale di remissione completa rispetto alla sola doppietta BR. La grossa questione aperta è se la remissione completa correli con la sopravvivenza oppure no, ha commentato Evens. “Attendiamo i dati di sopravvivenza per analizzare la potenziale associazione con la remissione completa" ha aggiunto l’autore.

L’oncologo ha poi sottolineato che è necessario continuare il follow-up anche per valutare se lenalidomide contribuisca a migliorare i risultati del mantenimento con rituximab.

Sono in programma studi dettagliati di correlazione, ha poi riferito Evens. "Abbiamo raccolto campioni di tessuto e midollo osseo, e scansioni PET per la maggior parte dei pazienti, e abbiamo più di 3000 campioni di sangue periferico, sui quali valuteremo i polimorfismi a singolo nucleotide, la presenza di malattia minima residua e il potenziale sequenziamento dei tessuti" ha concluso il ricercatore.

A.M. Evens, et al. Effect of bortezomib on complete remission (CR) rate when added to bendamustine-rituximab (BR) in previously untreated high-risk (HR) follicular lymphoma (FL): A randomized phase II trial of the ECOG-ACRIN Cancer Research Group (E2408). ASCO 2016; J Clin Oncol 34, 2016 (suppl; abstr 7507)
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