Linfoma follicolare, il CHMP raccomanda l'approvazione di obinutuzumab nei pazienti pretrattati

Il CHMP dell'Ema ha dato parere positivo all'approvazione di obinutuzumab in combinazione con una chemioterapia a base di bendamustina seguita da una terapia di mantenimento con il solo obinutuzumab quale nuovo trattamento per i pazienti con linfoma follicolare che non rispondono oppure che vanno in progressione entro sei mesi da una terapia con rituximab.

Il CHMP dell’Ema ha dato parere positivo all’approvazione di  obinutuzumab in combinazione con una chemioterapia a base di bendamustina seguita da una terapia di mantenimento con il solo obinutuzumab quale nuovo trattamento per i pazienti con linfoma follicolare che non rispondono oppure che vanno in progressione entro sei mesi da una terapia con rituximab.

In Europa, ogni anno, circa 19mila persone ricevono una diagnosi di linfoma follicolare, il tipo più comune di linfoma non-Hodgkin indolenti (a crescita lenta). Il linfoma follicolare è considerato incurabile, e la maggior parte delle persone che ne sono colpite recidiva ripetutamente.

La raccomandazione del CHMP si basa sui risultati dello studio di fase III Gadolin che ha dimostrato che, in pazienti affetti da linfoma follicolare, che non hanno risposto o che sono che progrediti durante o entro sei mesi dalla terapia con rituximab il trattamento con obinutuzumab più bendamustine seguita dal solo obinutuzumab ha portato a una riduzione del 52 per cento (HR = 0,48, 95 per cento CI 0,34-0,68, p <0,0001) del rischio di peggioramento della malattia o di morte (sopravvivenza libera da progressione, PFS), rispetto alla bendamustine da sola, come valutato da un comitato di revisione indipendente (IRC).

Nei pazienti che avevano ricevuto la combinazione obinutuzumab più bendamustina la PFS mediana non è ancora stato raggiunto rispetto ai 13,8 mesi del gruppo trattato con bendamustina da sola. Sulla base di una valutazione effettuata dagli sperimentatori, la PFS mediana con obinutuzumab erA più del doppio di quella ottenuta con la sola bendamustina (29,2 mesi vs. 13,7 mesi; HR = 0.48, 95 per cento CI 0,35-0,67, p <0,0001).

Studio GADOLIN
Lo studio GADOLIN (NCT01059630; GA04753g) è uno trial in aperto, di Fase III, multicentrico, randomizzato a due bracci che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di obinutuzumab più bendamustibna verso la sola bendamustina in 396 pazienti con linfoma  non Hodgkin indolente la cui malattia era progredita nonostante una terapia base di rituximab.
End point primario del trial era la PFS, mentre gli end point secondari sono il tasso di risposta, la risposta migliore e la sopravvivenza globale.

Obinutuzumab
Sviluppato da Roche, obinutuzumab è un anticorpo monoclonale anti-CD20 di seconda generazione, umanizzato e glico ingegnerizzato, progettato in modo da legarsi selettivamente e con alta affinità al dominio extracellulare della proteina CD20 sulla superficie dei linfociti B al fine di aumentare la citotossicità cellulo-mediata.

Grazie a queste caratteristiche anticorpali, il legame tra antigene e obinutuzumab porta a una maggiore induzione diretta della morte cellulare nei tumori con linfociti B CD20-positivi, nonché a una minore attivazione del complemento. Inoltre, la modificazione degli zuccheri della regione Fc dell’anticorpo gli permette di legarsi più fortemente alle cellule effettrici del sistema immunitario, come le cellule natural killer, che si legano alle cellule tumorali per distruggerle.
Obinutuzumab è quindi il successore naturale di rituximab, anch’esso un anticorpo monoclonale diretto contro il CD-20 di tipo chimerico murino/umano ottenuto con tecniche di ingegneria genetica. Rituximab viene prodotto utilizzando una coltura di cellule di mammifero in sospensione (ovariche di Hamster cinese) e purificato con cromatografia affine e scambio ionico, incluse procedure specifiche di inattivazione e rimozione virale.
Nel luglio del 2014, la Commissione Europea ha approvato  obinutuzumab in combinazione con chlorambucile per il trattamento di pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) non trattati precedentemente.