In uno studio presentato al recente convegno dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago, pazienti con linfoma follicolare recidivato o refrattario trattati con polatuzumab vedotin più rituximab hanno mostrato percentuali di risposta complessiva (ORR) elevate. L’ORR è risultata comparabile con le due dosi testate, ma quella più bassa è risultata gravata da una tossicità inferiore.

“Polatuzumab vedotin è un coniugato anticorpo-farmaco diretto contro l’antigene CD79b" ha spiegato Ranjana H. Advani, della Stanford University, presentando i dati. "CD79b è un componente del recettore delle cellule B ed è espresso in quasi tutti i tumori maligni a cellule B. Questo agente ha dimostrato di avere attività clinica nel linfoma non-Hodgkin recidivato e refrattario a dosi maggiori o uguali a 1,8 mg/kg in uno studio di fase I. Successivamente, sono stati valutati in uno studio di fase II nel linfoma follicolare recidivato e refrattario due livelli di dosaggio - 1,8 mg/kg e 2,4 mg /kg -, ma la durata ottimale della terapia al momento non è nota" ha proseguito l’autrice.

Studi precedenti hanno anche evidenziato che il dosaggio pari a 2,4 mg/kg è gravato da una tossicità cumulativa. Pertanto, nello studio presentato ora al congresso dell’ASCO, la Advani e i colleghi hanno cercato di confrontare la sicurezza e l'efficacia di entrambi i dosaggi di polatuzumab vedotin in aggiunta a rituximab.

A tale scopo, hanno arruolato 35 pazienti con linfoma follicolare recidivato o refrattario e li hanno trattati con 375 mg/m2 di rituximab più polatuzumab vedotin 1,8 mg/kg (in 10 pazienti) o 2,4 mg/kg (in 25 pazienti) ogni 3 settimane fino a quando si manifestava una tossicità inaccettabile.

I pazienti del gruppo trattato con il dosaggio più alto erano tendenzialmente più anziani (età media 68 anni contro 62 anni) e avevano un tumore più piccolo (1824 mm2 contro 2655 mm2). Il 40% dei pazienti nella coorte trattata con 2,4 mg/kg e il 50% di quelli nella coorte trattata con 1,8 mg/kg si erano dimostrati refrattari all’ultimo trattamento.

Gli autori hanno confrontato i dati al momento del termine del trattamento con polatuzumab vedotin con quelli ottenuti dopo otto cicli di trattamento.

Il follow-up è stato di 14 mesi per la coorte trattata con 2,4 mg/kg di e 8 mesi per quella trattata con 1,8 mg/kg.

Dopo otto cicli di trattamento l’ORR è risultata quasi identica nel gruppo trattato con 2,4 mg/kg e in quello trattato con 1,8 mg/kg: 76% contro 75%. Tuttavia, nella coorte trattata con il dosaggio più alto la percentuale di risposta completa è risultata decisamente superiore: 32% contro 10%. Inoltre, nella coorte trattata con 2,4 mg/kg la percentuale di risposta completa è aumentata, salendo al 44%, al termine del trattamento, mentre è rimasta del 10% nella coorte trattata con 1,8 mg/kg.

La durata mediana della risposta è stata di 10 mesi nel gruppo trattato con 2,4 mg/kg e non è stata raggiunta in quello trattato con 1,8 mg/kg.

La sopravvivenza libera da progressione mediana a 12 mesi stimata è risultata del 61% nella coorte trattata con la dose più bassa e del 66% in quella trattata con la dose più alta.

Sul fronte della sicurezza e tollerabilità, dopo otto cicli l’incidenza degli eventi avversi di grado 3 o superiore è risultata simile nei due gruppi (52% contro 50%). Tuttavia, i pazienti che hanno interrotto il trattamento a causa di un evento avverso sono stati più numerosi nel gruppo trattato con 2,4 mg/kg sia dopo otto cicli (28% contro 25%) sia al termine del trattamento (56% contro 30%).

Inoltre, nel gruppo trattato con la dose più alta si è registrato un decesso correlato al trattamento dovuto a una congestione polmonare, avvenuto 2 mesi dopo l'avvio del dodicesimo ciclo di trattamento.

La Advani ha sottolineato che si può migliorare la tollerabilità del trattamento utilizzando il dosaggio pari a 1,8 mg/kg con una durata fissa di otto cicli o meno. "Entrambi i dosaggi si sono dimostrati efficaci, anche se con la dose più alta si è osservata una percentuale maggiore di remissioni complete. Polatuzumab può rappresentare un'opzione di trattamento significativa alla dose di 1,8 mg e sono in corso studi su questa combinazione di immunoterapia sia sul linfoma a grandi cellule sia sul linfoma follicolare” ha concluso l’autrice.

R.H. Advani, et al. Two doses of polatuzumab vedotin (PoV, anti-CD79b antibody-drug conjugate) in patients (pts) with relapsed/refractory (RR) follicular lymphoma (FL): Durable responses at lower dose level. J Clin Oncol. 2015;33:(suppl; abstr 8503).
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