Linfoma/leucemia a cellule T, mogamulizumab promettente nei pazienti recidivati/refrattari

L'anticorpo monoclonale anti-CCR4 mogamulizumab ha mostrato percentuali di risposta promettenti rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore in pazienti affetti da linfoma/leucemia a cellule T adulti recidivati/refrattari in uno studio randomizzato di fase II presentato da poco al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

L'anticorpo monoclonale anti-CCR4 mogamulizumab ha mostrato percentuali di risposta promettenti rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore in pazienti affetti da linfoma/leucemia a cellule T adulti recidivati/refrattari in uno studio randomizzato di fase II presentato da poco al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

ATL è una neoplasia rara delle cellule T infettate dal virus linfotropico T umano di tipo 1. Il virus è endemico in varie regioni del mondo, tra cui Giappone, parte del Sud America e Africa, tra le altre.

"La maggior parte dei pazienti infettati da questo virus non manifesta alcun sintomo; tuttavia, il rischio cumulativo di sviluppare ATL nel corso della vita è di circa il 2-7%" ha spiegato Adrienne A. Phillips, del NewYork-Presbyterian/Weill Cornell Medical College, presentamdo lo studio.

L’ATL ha la prognosi peggiore fra i tutti i linfomi a cellule T e sebbene siano state provate diverse terapie, non esiste ad oggi alcun trattamento standard di prima linea e al di fuori del Giappone non ci sono terapie approvate.  Phillips ha definito questa situazione una necessità clinica altamente insoddisfatta.

Il recettore delle chemochine CCR4 è sovraespresso sulla superficie delle cellule delle neoplasie a cellule T e l'espressione di CCR4 nell’ ATL è di circa il 90%. Mogamulizumab ha come target il recettore delle chemochine CCR4 ed è approvato in Giappone per il trattamento dell’ATL e diversi altri tumori maligni.

Lo studio presentato all’ASCO ha riguardato 71 pazienti e rappresenta il più ampio trial randomizzato mai realizzato su questa neoplasia. Tutti i partecipanti erano recidivati o refrattari e avevano almeno 18 anni; 47  sono stati trattati con mogamulizumab e 24 con la terapia scelta dallo sperimentatore, che comprendeva pralatrexate, DHAP o la combinazione di gemcitabina e oxaliplatino.

Da notare che i due gruppi di trattamento non erano perfettamente bilanciati e, anzi, presentavano alcune differenze demografiche di base: quello trattato con mogamulizumab aveva una percentuale superiore di pazienti al di sopra dei 65 anni, con un performance status ECOG pari 2 e con un coinvolgimento midollare.

Nel gruppo trattato con la terapia scelta dallo sperimentatore non si sono osservate risposte al trattamento contro 16 risposte nel gruppo trattato con mogamulizumab (34%); sette di queste risposte sono state confermate, il che significa che la risposta è stata mantenuta anche nelle successive valutazioni nell’arco di circa 8 settimane. Valutatori indipendenti hanno invece osservato due risposte nel gruppo trattato con la terapia scelta dallo sperimentatore, anche se nessuna è stata confermata, e 13 nel gruppo trattato con mogamulizumab, cinque delle quali confermate.

Dopo la progressione, i pazienti trattati con la terapia scelta dallo sperimentatore potevano passare al trattamento con mogamulizumab. Dei 18 pazienti che lo hanno fatto, tre (il 17%) hanno ottenuto una risposta, di cui una confermata.

Gli eventi avversi più comuni manifestatisi durante il trattamento con mogamulizumab sono stati le infezioni (51,1%), le reazioni correlate all'infusione (46,8%) e le eruzioni da farmaci (19,1%).

Sonali M. Smith, dell'Università di Chicago, invitato a discutere lo studio, ha detto che "c'è un segnale positivo. Non un traguardo, ma certamente, per una popolazione di pazienti che non ha mai avuto alcuna opzione, un risultato davvero interessante".

A.A. Phillips, et al. A prospective, multicenter, randomized study of anti-CCR4 monoclonal antibody mogamulizumab (moga) vs investigator's choice (IC) in the treatment of patients (pts) with relapsed/refractory (R/R) adult T-cell leukemia-lymphoma (ATL). J Clin Oncol 34, 2016 (suppl; abstr 7501).
leggi