Linfoma mantellare, lenalidomide attiva nei pazienti recidivati/refrattari

Il trattamento con lenalidomide da sola e in combinazione, ha mostrato "un'attivitą clinicamente significativa", senza mostrare nuovi segnali di sicurezza in pazienti con linfoma a cellule del mantello trattati in precedenza con ibrutinib senza successo o risultati intollearanti a questo inibitore del C-cell receptor (BCR). Lo evidenziano i risultati di uno studio retrospettivo osservazionale pubblicato di recente sul Journal of Hematology & Oncology.

Il trattamento con lenalidomide da sola e in combinazione, ha mostrato "un’attività clinicamente significativa", senza mostrare nuovi segnali di sicurezza in pazienti con linfoma a cellule del mantello trattati in precedenza con ibrutinib senza successo o risultati intollearanti a questo inibitore del C-cell receptor (BCR). Lo evidenziano i risultati di uno studio retrospettivo osservazionale pubblicato di recente sul Journal of Hematology & Oncology.

Lo studio, coordinato da Michael Wang, dello University ofTexas MD Anderson Cancer Center di Houston, ha coinvolto 58 pazienti con linfoma mantellare arruolati presso 11 centri. I partecipanti avevano un'età medina di 71 anni e l'88% aveva già fatto in precedenza tre o più terapie. La maggior parte era stata trattata con ibrutinib in monoterapia e successivamente aveva fatto una terapia contenente lenalidomide.

La percentuale di risposta complessiva è risultata del 29% (IC al 95%18 -43%) ed è risultata simile nei pazienti con linfoma mantellare refrattario a ibrutinib e in quelli ricaduti o progrediti durante o dopo il trattamento con ibrutinib (rispettivamente 32% contro 30%). La percentuale di risposta completa è risultata globalmente del 14%, ma è stata dell’con l'8% nei pazienti con linfoma mantellare risultati refrattari a ibrutinib e 22% in recidivati o progrediti durante o dopo il trattamento con l’inibitore del BCR.

La durata mediana della risposta è stata di 20 settimane, ma questo dato va interpretato con cautela, avvertono gli autori.
Tra i 58 pazienti, oltre l'80% ha manifestato uno o più eventi avversi durante il trattamento con lenalidomide e 20 (il 34%) hanno sviluppato eventi gravi, mentre 9 (il 16%) hanno dovuto interrompere il farmaco a causa di eventi avversi.

Sulla base di questi risultati, gli autori scrivono che "lenalidomide risponde a un'esigenza medica insoddisfatta e amplia le opzioni terapeutiche in una popolazione di pazienti difficili da trattare".

M. Wang, et al. Observational study of lenalidomide in patients with mantle cell lymphoma who relapsed/progressed after or were refractory/intolerant to ibrutinib (MCL-004). J Hematol Oncol. 2017;10[1]:171. doi 10.1186/s13045-017-0537-5
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